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Bollette: dal primo marzo arrivano riforma tariffaria e contatori: aumenti fino al 30%

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Codici – Associazione consumatori e Italia Solare

Riforma tariffaria e contatori: aumenti fino al 30%

Dal primo marzo spariscono le tariffe residente e non, avremo in bolletta l’anonima tariffa “TD”

 

Oggi 14 febbraio, il Presidente dell’Autorità per l’energia in un’audizione presso la Commissione Attività produttive della Camera ha affermato che dalla riforma delle tariffe elettriche deriveranno risparmi per 5,7 milioni di clienti e a noi di Codici risulta esattamente il contrario come vi spiegheremo.

Incredibile come Bortoni evidenzi che 5 milioni di italiani, attenzione non famiglie, beneficeranno di risparmi grazie alla riforma delle tariffe e non dica nulla sulle 17 milioni di famiglie, attenzione non italiani, che avranno aumenti delle bollette tra il 10 e il 30%. Inoltre ha sostenuto che per quanto riguarda i contatori di 2° generazione, costa meno sostituirli ex novo piuttosto che riparare quelli nuovi “on demand”. Bortoni sostanzialmente sostiene che la riforma tariffaria sarà un bene per i consumatori (benestanti) come al tempo della sua realizzazione dichiarò che gli italiani avrebbero avuto la possibilità di cucinare con sistemi ad induzione e di buttare via vecchie caldaie per riscaldarsi con pompe di calore e produrre anche acqua calda sanitaria. Rammentiamo che in questo anno non c’è stata nessuna corsa all’acquisto di queste tecnologie, anzi, causa crisi economica, c’è stato esattamente il contrario, ovvero una corsa alla riduzione dell’uso dell’energia.

Con la riforma tariffaria, nei modi e nelle soluzioni pensate interamente da questa Autorità, proprio questi ultimi saranno coloro che ne pagheranno le spese, anzi il conto.

Vi spieghiamo cosa accadrà a partire dal 1 marzo 2017.

In origine l’Autorità per l’energia per la clientela domestica fissò due tariffe obbligatorie per il servizio di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica: la tariffa D2 e la tariffa D3. Queste tariffe si applicavano sia al Servizio di Maggior Tutela che alle offerte del mercato libero.

Le tariffe D2 e D3 sono state eliminate con la Riforma Tariffaria del 2017 attraverso la quale è stata introdotta un’unica tariffa: la Tariffa TD per i servizi di rete, che comprendono: i costi relativi al trasporto dell’elettricità, dagli impianti di produzione fino a casa nostra, qui è compresa anche la “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”. Il costo è determinato dall’Autorità. Per gestione del contatore si intende il costo sostenuto per gestire e leggere i contatori e per gestire i dati delle letture.

La nuova tariffa TD si applica a tutti i clienti domestici e sostituisce le attuali tariffe D2 e D3, progressive e distinte tra residenti e non residenti.

Fino a prima della riforma tariffaria infatti, con la tariffa progressiva, all’aumento dei consumi, aumentava il prezzo del singolo kWh perciò gli utenti con consumi oltre una certa soglia pagavano di più, perciò per questi gli oneri di rete e di sistema erano più alti rispetto a chi aveva un consumo inferiore.

La tariffa progressiva era stata concepita per penalizzare gli sprechi.

Oggi invece il paradosso è che a consumi alti si associano una maggiore efficienza e sostenibilità energetica, pensando magari agli utenti in possesso di piastre elettriche o di un riscaldamento con pompe di calore (quelli che possono permettersele).

Inoltre secondo la ratio dell’Autorità, le famiglie numerose con la progressività in bolletta pagavano di più rispetto a nuclei familiari più piccoli o ai single , con una tariffazione socialmente ingiusta, quindi incentiviamo i consumatori a tenere le luci accese come a San Siro!

Con la nuova tariffa TD per i servizi di rete, i corrispettivi tariffari NON saranno più differenziati in base a scaglioni di consumo né tra utenti residenti e non residenti, che prima della riforma pagavano di più.

Dopo la riforma della tariffa per i clienti residenti e con potenza impegnata inferiore a 3 kW avverrà il passaggio dalla tariffa D2 a TD rete e quindi la spesa annua subirà un aumento di circa 64€ per chi consuma fino a 1800 kWh, e paradossalmente questa spesa si dimezza per chi consuma fino a 2.700 kWh e si annulla fino a 3.100 kWh. Tra l’altro si risparmiano 80€ per consumi di 4.440 kWh. Quindi un single o una coppia poco presente in casa vedrà un incremento del 15% della spesa totale in bolletta, una famiglia con potenza impegnata tra i 2.700 kWh e i 4,5 kW avrà un risparmio in bolletta del 24%.

I clienti non residenti con potenza impegnata di 3 kWh, ex tariffa D3, passeranno a TD rete con le seguenti conseguenze: l’aumento di spesa riguarderà le quote fisse con circa 20€ all’anno per una potenza impegnata di 3 kW, che si ridurranno al crescere dei consumi. Con dei consumi intorno ai 1.100 kWh annui la spesa per i consumatori rimane pressoché invariata mentre si abbasserà per chi consumerà fino ai 3.400 kWh con un risparmio di 90€. Il cliente domestico non residente con una potenza impegnata fino a 1,5 kW vedrà un incremento del 32% nella spesa in bolletta, fino a 3kW un incremento del 29%.

Fondamentalmente è la stessa situazione che si sta verificando con i 3X2 al supermercato: si spendono soldi per acquistare cose di cui non si ha bisogno attratti dal quantitativo per poi sprecarle, così il consumatore di energia elettrica si ritroverà ad essere incentivato a sprecare letteralmente per pagare di meno.

Alla faccia dell’efficienza energetica e degli sprechi, si sappia che l’Italia se vista dall’alto in base alla mappa del “Light Pollution Atlas” è tra le nazioni che ha una percentuale più elevata di inquinamento luminoso, sia per le strade che nelle case, pertanto continuiamo pure a diseducare i consumatori italiani.

Per quanto riguarda i contatori 2G, la nostra diffidenza deriva dal fatto che, potrebbe succedere ciò che è avvenuto per la prima generazione di contatori, quando si millantava che il dato sarebbe stato letto in remoto, che non sarebbero state prodotte code o stime; inoltre con i nuovi smart meter non ci sarà più bisogno di remunerare il servizio di lettura, servizio per il quale il consumatore paga e non gli viene reso, oppure si pensa di mantenere questa voce in bolletta anche con il nuovo sistema di telegestione?

Enel deciderà come e da chi verrà costruita l’infrastruttura, ma la sostituzione del contatore non è obbligatoria per legge (D.M 60/2015), e soprattutto non si è tenuti a farlo sostituire se non si è concluso il ciclo di vita del precedente contatore, ovvero 15 anni, come quello che verrà sostituito (basta leggere la data di produzione sull’apparecchio). Fatevi cambiare il contatore soltanto nel caso in cui non funzioni quello già installato presso la vostra abitazione.

Il fatto che questo smart meter sia al centro di un sistema complesso in cui interagiranno diverse tecnologie e nuovi servizi, che renderanno maggiormente fruibile ad esempio la domotica, non ci distoglierà dalla reale tutela del consumatore che verterà su: trasparenza e quantificazione dei costi, qualità e conformità dello smart meter e lettura rilevata e certa del dato.

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Consumatori

Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Consumatori

Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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Consumatori

Diamanti investiti tramite IDB: invia il Modulo entro l’8 marzo

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8 Febbraio 2019

Torniamo a parlare di diamanti da investimento, un tema che da molto tempo ha causato non pochi problemi ai risparmiatori, soprattutto se consideriamo che, negli ultimi anni, alcuni professionisti del settore, tra cui Intermarket Diamond Business (IDB), sono stati sanzionati dall’Antitrust per aver fornito informazioni poco trasparenti e ingannevoli sull’effettivo mercato di questo bene-investimento.

Pochi giorni fa, Intermarket Diamond Business è fallita e risparmiatori si sono giustamente preoccupati per i propri soldi.

Se hai investito in diamanti tramite IDB, puoi recuperare le tue pietre preziose: infatti, come ha spiegato il Curatore fallimentare, i diamanti dei consumatori non saranno registrati tra i beni sequestrati e quindi potranno essere recuperati ai sensi dell’art 87-bis Legge Fallimentare.

Cosa fare per recuperare le pietre?

È necessario contattare il Curatore fallimentare utilizzando l’apposita casella PEC di riferimento f41.2019milano@pecfallimenti.it e allegare la seguente documentazione:

  • Modulo di richiesta compilato
  • Copia del contratto di acquisto
  • Copia del codice identificativo della pietra
  • Copia del contratto di deposito.

Attenzione: I documenti dovranno essere in formato pdf e ognuno in uno specifico allegato.

Es. Allegato modulo.pdf / Allegato contratto.pdf / Allegato codice.pdf /Allegato contratto.pdf

Entro quando?

  • L’ultima data utile per l’invio del Modulo di richiesta è: Venerdì 8 marzo.

IMPORTANTE: Se non hai una casella PEC o hai bisogno di assistenza, rivolgiti alle sedi territoriali Adiconsum e fai valere i tuoi diritti.

#FacciamoCrescereTutele

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