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Consumatori

Bollette, l’autorità per l’energia (AEEGSI)difende gli operatori scorretti

Codici: Solo nell’ultimo anno stimiamo un milione di contratti truffa
L’AGCM prenda le distanze dalla regolazione pro operatori e sanzioni duramente le scorrettezze.

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Siamo abituati ormai da mesi ad assistere a ripetute prese di pozione in favore degli operatori scorretti da parte dell’autorità di regolazione di settore ovvero l’AEEGSI, che con questo collegio appare più in difesa degli operatori che dei consumatori, scopo per il quale è stata costituita.

Infatti l’autorità pronunciandosi sempre e favore degli operatori è stata la responsabile della regolazione che ha favorito i contratti truffa teleselling o porta a porta emanando una delibera la 152712/ che addirittura permetteva agli operatori di truffare i cittadini e di chiedere i soldi per il periodo in cui li avevano truffati, con l’arrivo della direttiva europea recepita con il d.lgs 21/14 in italia è stato sancito che in caso di pratiche commerciali scorrette o contatti non richiesti nulla è dovuto dal consumatore all’operatore, nonostante ciò l’aeegsi continua  a tenere in vita la sua regolazione pro-operatori. Oggi con un papere espresso verso l’AGCM addirittura difende gli operatori scorretti sostenendo, “il rispetto della regolazione vigente da parte del professionista esclude, limitatamente a tale profilo, la configurabilità di una condotta contraria alla diligenza professionale”. Pertanto, laddove il venditore si sia attenuto alla regolazione in vigore, non può considerarsi carente la diligenza professionale, ferme restando le valutazioni, di pertinenza di AGCM, sull’esistenza effettiva di profili di scorrettezza e aggressività della pratica commerciale.

La seconda sezione sviluppa alcune considerazioni relativamente alle condotte contestate, con particolare riferimento all’avvio o prosecuzione delle procedure di riscossione, alla messa in mora e sospensione in caso di istanze pervenute dai clienti, alla fatturazione di importi definiti erronei, anomali e/o non correttamente stimati, e alle richieste di pagamento di importi di notevole entità a seguito di conguaglio o in caso di prolungato ritardo nell’emissione delle fatture.

In sostanza in questo caso legittima i maxi conguagli, di cui ancora oggi non abbiamo una soluzione.

La terza sezione, infine, riporta valutazioni relative al comportamento del singolo operatore, con riferimento alle condotte che più rilevano anche in ragione dei profili regolatori. La sezione contiene, quindi, valutazioni ed indicazioni sulla generale conformità con la regolazione delle prassi commerciali descritte dai singoli operatori e alle misure comportamentali adottate dagli esercenti che possono essere considerate apprezzabili dal punto di vista della tutela del cliente finale, nonché in merito agli aspetti della regolazione di cui AGCM dovrebbe tenere conto ai fini della conclusione dell’istruttoria sulle condotte contestate.

In  sostanza i codici di condotta commerciali che sono carta straccia e gli impegni che vengono proposta dalle aziende vengono considerati considerevoli e ripristinatori, rispetto alle violazioni in materia di consumo.

“Adesso basta! Chiediamo al Parlamento di aprire una commissione d’inchiesta sulla regolazione dell’autorità per l’energia, solo negli ultimi anni in Italia stimiamo che ci sono stati circa 1.000.000 di contratti truffa senza la volontà dei consumatori, e tutto questo grazie alla regolazione vigente dell’autorità per l’energia.” Commenta Luigi Gabriele del Codici

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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