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Bollette LUCE E GAS – Bomba ad orologeria per il governo giallo-verde

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di Luigi Gabriele – (ringrazio per gli spunti tecnici Giuseppe Dell’Acqua Brunone- Markettaro dell’energia)

Dalla relazione annuale ARERA relativa all’anno 2017 sul settore Elettrico,  relazione che l’Autorità avrebbe dovuto presentare alle Camere come prevede la legge e che invece, per la prima volta nella storia, non è stato fatto, emerge una situazione a tinte fosche e potenzialmente una bomba per il Governo in carica, in vista della piena liberalizzazione del luglio 2019.

Un’Autorità di regolazione che decide di non adempiere a questo obbligo normativo, pubblicando unicamente sul proprio sito una relazione dalla quale appare chiaro che 3 soli operatori coprono il 45% del mercato mentre il 75% è suddiviso tra 16, ci lascia con l’amaro in bocca e con più di qualche dubbio.

Cosa emerge? Sul libero mercato, i primi 20 operatori hanno il 78% delle utenze, i restanti 544 hanno solo il 22% e più semplicemente che, si può essere un fornitore di energia anche con lo 0,01% del mercato e questo, se da una parte ci preoccupa, dall’altra ci rincuora per il fatto che in qualsiasi momento qualcuno con una tecnologia o una modalità dirompente potrebbe cambiare le carte in tavola.

Nel 2017 sono nati 22 nuovi fornitori e quasi sempre sono piccoli reseller molto aggressivi dal punto di vista commerciale, o molto fantasiosi, e questo non è una dramma, purché operino in maniera “pulita”.

Ben tre milioni ed 800 mila consumatori hanno cambiato fornitore almeno 1 volta, inoltre il tasso di switching sta crescendo sensibilmente. Sembra che siano orientati prevalentemente verso i principali operatori ma, tra sanzioni dell’Antitrust sempre più rilevanti sul profilo della reputazione e consumatori cavillosi che effettuano ricerche on line estremamente profilate, di fatto, tutto questo sta cambiando notevolmente il mercato, grazie anche al nostro ruolo che ci vede e ci vedrà sempre più presenti sui principali media nazionali nel parlare di utenze in vista della fine della tutela.

Lo attestano le domande più svariate che ci vengono rivolte e la forte esigenza nel comprendere cosa sta accadendo. Qualcosa quindi sta cambiando e prevediamo che molto cambierà nell’atteggiamento dei consumatori, ma soprattutto prevediamo che il luogo principale del cambiamento sarà la rete.

Non è un caso che il SUD abbia il più basso tasso di switching verso il libero mercato, questo dimostra ancora una volta che il cambiamento è un fattore comportamentale che, a mio avviso, seguirà la scia del mercato TLC prima, e delle assicurazioni, dei viaggi, dell’e-commerce poi.

Saranno i dispositivi e la tecnologia a cambiare tutto. Siamo già nell’era Blockchain, dell’IA, del quantum computing e dei big data, tutto quindi si fa molto più emozionante ed avvincente.

Ricapitolando: ci sono ancora 18 milioni di utenti nel servizio di tutela (61% del mercato) ma al 1° luglio 2019 dovranno necessariamente aver scelto. Bella sfida! Non ho mai visto nei miei 10 anni di esperienza nel consumerismo un cambiamento così radicale, se vogliamo disruptive.

 

Prevedo di tutto, ma soprattutto che gli elementi principali da tenere in considerazione saranno: reputazione e fidelizzazione.

Sul profilo commerciale appare interessante che solo il 14,6% abbia scelto un contratto dual fuel.

L’italiano comunque nel 63% dei casi preferisce la proposta monoraria (nonostante da sempre abituato alle fasce), l’84% preferisce il prezzo fisso come per il settore bancario nei mutui e solo il 5% gradisce una clausola di durata minima, questo significa che non ci piace essere sposati troppo a lungo a meno che non si tratti di una coppia felice.

Chi ha scelto opzioni aggiuntive, per il 45% è sensibile all’energia verde, un altro 45% ama la raccolta punti, il 5% prodotti per risparmio o efficienza energetica.  Insomma, basta con le lampadine e le lavatrici, il consumatore vuole energia pulita e sentirsi coccolato con dei regalini di tanto in tanto.

In tutto questo, il 3,8% degli utenti ha sottoscritto un contratto online, ma l’80% dei fornitori non prevede offerte Web(sic.). Ecco la super classifica show!

Stupisce che, tra tutti questi dati le quattro cose messe in campo per sostenere il passaggio verso la liberalizzazione, ovvero: tutela simile, portale offerte, offerta Placet e albo operatori, siano tutti e quattro un fallimento regolatorio ed operativo.

Quindi non stupirà se pronostichiamo che il Governo e il Parlamento avranno grossi grattacapi sia sotto l’assetto comunicativo che gestionale, quando si troveranno 30 milioni di italiani imbufaliti perché non hanno capito cosa fare e non troveranno nessun vantaggio!

Ricordiamo che nella nostra ultima indagine, su un campione di 2000 consumatori è emerso che gli italiani per l’80% non sanno cos’è il mercato libero e quello tutelato, ma soprattutto al 90% non conoscono il prezzo dell’energia e del gas.

Come gestire questa situazione, visto anche che ormai sulle nostre bollette il 60% di entrambe(luce e gas) serve a coprire oneri che nulla hanno a che vedere con la materia prima?

Cosa accadrà?

“Se le formiche si mettessero d’accordo potrebbero spostare un elefante”, quindi l’informazione degli utenti potrebbe spostare non solo le fette di mercato che prima abbiamo detto essere concentrate, ma anche l’orientamento e il giudizio politico sulle scelte energetiche.

In bocca al lupo a tutti

Di Luigi Gabriele

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Vacanze & Pacchetti turistici: ecco la guida e l’APP del CEC-ADICONSUM

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Scarica l’applicazione gratuita per i diritti dei consumatori/viaggiatori per smartphone e tablet:

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La nuova disciplina sui pacchetti turisti ha già compiuto un anno. Il 1° luglio 2018 entravano, infatti, in vigore le nuove regole introdotte dalla Direttiva (UE) 2015/2302. Negli ultimi anni, complici lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche e la loro diffusione, i consumatori hanno cambiato profondamente il modo di organizzare le proprie vacanze, ricorrendo sempre meno alle agenzie di viaggio tradizionali e sempre più a piattaforme web dedicate. L’utilizzo di canali di vendita online aveva, tuttavia, generato delle zone d’ombra in tema di protezione dei consumatori a fronte delle quali non solo si è assistito a disuguaglianze di trattamento, ma sono anche venute meno alcune tutele fondamentali dei consumatori. Proprio per garantire un livello elevato ed il più uniforme possibile di protezione dei consumatori, prescindendo dal canale utilizzato per l’acquisto, la Commissione europea ha ampliato la definizione di “pacchetto turistico” includendo, tra gli altri, anche le prenotazioni c.d. “click-through”, quelle cioè dove a seguito del primo acquisto di un servizio turistico, ad esempio un volo, viene offerta la possibilità, attraverso processi collegati di prenotazione online, di prenotare un altro servizio come una camera d’albergo o il noleggio di un’auto.

La nuova disciplina ha, inoltre, previsto nuovi obblighi informativi a carico di tour operator e agenzie di viaggio il cui mancato rispetto può determinare la risoluzione contrattuale. I tour operator/agenzie di viaggio sono tenuti a fornire, infatti, informazioni chiare e trasparenti sulle caratteristiche principali dei servizi inclusi nel pacchetto prima dell’acquisto; il consumatore è, pertanto, preventivamente informato sull’itinerario e la durata del viaggio, sul prezzo totale del pacchetto comprensivo di tasse, diritti, imposte e altri costi aggiuntivi, sulla possibilità di recedere dal contratto dietro pagamento di penali e spese amministrative ragionevoli, sulle coperture assicurative obbligatorie e facoltative, sui documenti di viaggio necessari e la profilassi sanitaria. Tali informazioni hanno carattere vincolante e costituiscono parte integrante del contratto.

Sull’importanza delle informazioni pre-contrattuali da fornire al consumatore si è recentemente espressa l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato con un provvedimento sanzionatorio emesso nei confronti di una nota compagnia crocieristica che, in occasione di due crociere con scalo in Madagascar, aveva omesso di informare i partecipanti dell’emergenza sanitaria (epidemia di peste) in atto nel Paese, disattendendo le stesse indicazioni fornite in più circolari dal Ministero della Salute in cui si sottolineava l’importanza per i viaggiatori internazionali diretti verso aree endemiche di “essere informati sull’attuale epidemia di peste e sul fatto che la peste bubbonica è endemica in Madagascar”. Intempestiva era stata, inoltre, la comunicazione della variazione dell’iter di viaggio con la cancellazione delle tappe previste in Madagascar che, in un caso, era stata effettuata a partenza già avvenuta, in un altro a ridosso della data di partenza.

L’Antitrust ha ravvisato nei comportamenti adottati dall’operatore turistico in questione “una pratica commerciale scorretta, consistente nella divulgazione di informazioni ingannevoli ed omissive e per aver adottato modalità intempestive ed ingannevoli di comunicazione della variazione dei relativi programmi di viaggio e dei connessi diritti, facendo venir meno la libertà di scelta del consumatore in merito alla fruizione delle crociere e ostacolando l’esercizio dei diritti loro riconosciuti.

Per questo l’Autorità ha erogato una sanzione di due milioni di euro.

Le vacanze “tutto compreso” sono anche al centro della campagna di informazione You’re right – È un tuo diritto promossa dalla Direzione generale della giustizia e dei consumatori della Commissione Europea al fine di sensibilizzare i cittadini dell’UE sui propri diritti e informarli su come ottenere ragione in caso di contestazioni. In Italia, a parlare dei diritti dei consumatori legati all’acquisto di pacchetti di viaggio, l’influencer Andrea Pinna. Altre tappe della campagna sono previste in dieci Paesi dell’Unione europea (Bulgaria, Danimarca, Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro, Romania e Slovenia) e si incentreranno, oltre che sui viaggi a pacchetto, anche sulla pubblicità ingannevole e il diritto di recesso.

Ma la tutela dei consumatori approntata dall’UE non si limita al riconoscimento di nuovi diritti: l’UE garantisce infatti anche l’assistenza, a livello nazionale e transfrontaliero, nel caso in cui tali diritti vengano violati. Il consumatore, può rivolgersi al nostro Centro per consulenza sui propri diritti e su come farli valere, ma anche per ricevere assistenza nella gestione delle controversie insorte nei confronti di un operatore commerciale stabilizzato in uno Stato membro diverso dal proprio. Per le controversie insorte nell’ambito di un acquisto effettuato online è poi possibile utilizzare la piattaforma di risoluzione online delle controversie (piattaforma ODR) attraverso cui consumatori e venditori online possono risolvere in via amichevole la controversia insorta per il tramite di un organismo di risoluzione alternativa delle controversie (organismo ADR). E se questi strumenti non sono risolutivi, il procedimento europeo per le controversie di modesta entità permetterà ai consumatori di promuovere una vera azione legale senza rivolgersi ad un avvocato per ottenere soddisfazione in caso di controversie transfrontaliere di valore non superiore ai 5.000 euro.

Per saperne di più sulla nuova disciplina sui pacchetti turistici e servizi turistici collegati scarica il nostro leaflet o guarda il video informativo realizzati dal Centro Europeo Consumatori Italia e se hai ancora dei dubbi sui tuoi diritti contatta i nostri consulenti.

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Consumatori

Antitrust: al G7 posizione condivisa su concorrenza e mercati digitali

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Le autorità di concorrenza dei Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti) e la Commissione Europea hanno presentato, nel corso dell’incontro che si è concluso a  Chantilly, una posizione comune (Common Understanding) sulle questioni che l’economia digitale pone alla politica della concorrenza 
In particolare, tale posizione comune delinea la visione delle autorità antitrust G7 sul ruolo della concorrenza nell’economia digitale, secondo quattro idee principali: 

I mercati competitivi sono fondamentali per il buon funzionamento dell’economia” e molti dei benefici dell’economia digitale “sono meglio realizzabilise i mercati digitali si mantengono competitivi”; a tal fine “una corretta applicazione della legge sulla concorrenza continuerà a svolgere un ruolo importante nel salvaguardare la fiducia nei mercati digitali e assicurare che l’economia digitale continui a produrre dinamismo economico, mercati competitivi, benefici per i consumatori e incentivi all’innovazione”. 

Il diritto della concorrenza è flessibile” e adatto allo scopo di tutelare la concorrenza anche nell’era digitale richiedendo, tuttavia, anche un continuo sforzo di aggiornamento da parte delle autorità di concorrenza; se da un lato “i recenti casi dimostrano che il diritto della concorrenza è in generale in grado di fornire alle autorità di concorrenza gli strumenti e la flessibilità necessari per fronteggiare comportamenti anticoncorrenziali nell’economia digitale”, è tuttavia importante che le autorità di concorrenza abbiano “gli strumenti e i mezzi per approfondire la conoscenza dei nuovi modelli di business e del loro impatto sulla concorrenza”. 

Poiché “anche le normative possono danneggiare la concorrenza aumentando i costi d’ingresso e consolidando la posizione degli incumbent”, nella posizione comune viene osservato che “i governi dovrebbero valutare se leggi e regolamenti in vigore o da adottare pongono ostacoli ingiustificati alla concorrenza nei mercatidigitali” e che “condividere la conoscenza dell’autorità di concorrenza con il governo favorisce la promozione di un’economia digitale competitiva”. 

Data la natura transfrontaliera dell’economia digitale, è importante promuovere una maggiore cooperazione e convergenza internazionale nell’applicazione delle normative a tutela della concorrenza”; inoltre, “la cooperazione internazionale contribuisce a promuovere una cornice di riferimento coerente, il che è anche nell’interesse delle imprese”. 

La posizione comune è il risultato di un approfondito confronto tra autorità di concorrenza del G7, avviato su iniziativa della Presidenza francese del G7 2019 e coordinato dall’autorità di concorrenza francese. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accolto con favore l’iniziativa e partecipato ai lavori contribuendo alla stesura della posizione comune. 

https://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/G7%20Common%20Understanding%20final.pdf

Roma,22 luglio 2019

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Al via da Luglio i saldi estivi. Acquista in sicurezza con i consigli di Adiconsum

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1 Luglio 2019

I saldi rappresentano ancora un’opportunità di risparmio soprattutto per coloro che non sono avvezzi all’uso di internet o semplicemente perché vogliono toccare con mano la qualità di quello che stanno acquistando e desiderano provarlo. L’attesa dei saldi riguarda in particolare i capi griffati che difficilmente si possono acquistare in altri periodi dell’anno.

Approfittiamo del periodo dei saldi anche per ricordare che essi possono essere un’occasione per acquistare prodotti originali a prezzi convenienti evitando di acquistare prodotti contraffatti, scadenti e potenzialmente pericolosi per la propria salute e sicurezza.

Se pensi di approfittare dei saldi non dimenticare queste semplici regole della nostra infografica

Ecco la lista completa con le date di inizio e fine:

  • Abruzzo: dal 6 luglio al 29 agosto
  • Basilicata: dal 2 luglio al 2 settembre
  • Calabria: dal 6 luglio al 1 settembre
  • Campania: dal 29 giugno al 30 agosto
  • Emilia Romagna: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Friuli-Venezia Giulia: dal 6 luglio al 30 settembre
  • Lazio: dal 6 luglio al 15 agosto
  • Liguria: dal 1° luglio al 14 agosto
  • Lombardia: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Marche: dal 6 luglio al 1° settembre
  • Molise: dal 6 luglio al 30 agosto.
  • Piemonte: dal 6 luglio al 26 agosto
  • Puglia: dal 6 luglio al 15 settembre
  • Sardegna: dal 6 luglio al al 30 agosto
  • Sicilia: dal 1° luglio al 15 settembre
  • Toscana: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Umbria: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Valle d’Aosta: dal 6 luglio al 20 agosto
  • Veneto: dal 6 luglio al 31 agosto
  • Provincia autonoma di Bolzano: dal 5 luglio al 17 agosto

Se il negoziante non vuole cambiare il capo difettoso o se non vuole accettare il tuo bancomat o la tua carta di credito asserendo che in periodo di saldi non è tenuto ad accettarli, segnala il suo comportamento alla Polizia Municipale e alla sede territoriale Adiconsum più vicina!

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