Avevamo promesso di rendere noti i nomi dei politici che per le motivazioni più strambe sostengono una riforma che è per tutti tranne che per i consumatori. Ricordiamo che secondo lo schema attuale A PARTIRE DAL 1 GEN 2018 verrà ABROGATA LA TUTELA, un grasso banchetto di 28.000.000 utenze domestiche che verrà spartito tra tutti i fornitori di energia e gas che come abbiamo visto pochi giorni fa , dalla chiusura dei procedimenti istruttori dell’Antitrust, hanno acquisito gli utenti con truffe ed inganni piuttosto che per l’offerta che dovrebbe risultare più “vantaggiosa” ( Falso, l’Autorità ha reso noto che in regime di libero mercato mediamente si paga circa il 20% in più) senza parlare poi del fatto che da giugno 2016 anche il Canone Rai finirà in bolletta e che dal 2018 le grandi menti dell’Autorità hanno varato una riforma tariffaria che costerà in media 100euro in più a famiglia (per chi risparmia energia, figuriamoci per chi non lo fa).

Bagno di sangue annunciato quindi per i consumatori! Le responsabilità politiche sono venute fuori questa mattina ad un convegno promosso dai sostenitori di questa riforma: emblematici sono stati gli interventi del Sen. Tomaselli e dell’On. Benamati che sono sembrati più a tutela dei fornitori che dei consumatori. Plauso all’ unica voce fuori dal coro quella del Sen. Mucchetti che si è opposto alla riforma… “ Sarà per questo che sarà rimosso dalla presidenza della Commissione Attività Produttive del Senato? “ Commenta Luigi Gabriele del CODICI.

Nettamente contrario il Codacons alla parte del Ddl Concorrenza che prevede il passaggio degli utenti dell’energia dal mercato tutelato a quello libero.
“La misura si tradurrà in una stangata per le tasche delle famiglie – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Gli utenti del mercato libero pagano infatti prezzi più elevati rispetto a quello tutelato, con un aggravio di spesa che nel 2014 è stato pari al +19%. Le norme del ddl concorrenza che pongono fine al mercato tutelato dell’energia avranno quindi effetti negativi per le famiglie e per le imprese, perché determineranno aggravi dei costi energetici a loro carico. A farne le spese saranno soprattutto i ceti meno abbienti e i nuclei numerosi”.
“Per tale motivo – prosegue Rienzi – chiediamo di stralciare del tutto dal ddl concorrenza le norme che prevedono la cancellazione del mercato tutelato, fornire all’Autorità per l’energia maggiori poteri e introdurre misure in grado di creare una vera concorrenza nel settore dell’elettricità e del gas”.