Nel 2013, il prezzo medio di acquisto dell’energia nella Borsa elettrica (PUN) è calato di 12,5 euro a MWh rispetto all’anno precedente, portandosi a 63 €/MWh, in calo del 16,6%, ai minimi dal 2006. Lo si legge nell’ultima newsletter del Gme in cui si evidenzia anche che la liquidità del mercato è balzata al 71,6%, massimo storico, trainata dalle vendite degli operatori di Borsa a loro volta favorite dal massiccio ricorso dei bilateralisti allo sbilanciamento a programma.
In compenso la bolletta della famiglia tipo aumenta ancora per l’introduzione, dal mese di gennaio, di un nuovo onere generale di sistema, la componente ‘Ae’, per finanziare le agevolazioni alle imprese manifatturiere con elevati consumi di energia elettrica introdotte dalla legislazione. Questa componente, da sola, ha determinato un incremento dell’1,6% della spesa complessiva relativa agli oneri generali di sistema, a cui si aggiunge il +0,3% delle tariffe, per i servizi di trasmissione, distribuzione e misura riferibili a componenti ‘amministrate’ della bolletta.
Le forbice per pagare gli oneri impropri, derivanti dalle produzioni che non partecipano alla borsa, come solare ed eolico, continua ad allargarsi.
Gli italiani sono sempre più verdi, ma sarebbe anche ora però che diventassero anche un po’ più verdi di rabbia! Stanno riempiendo le tasche di tutti quelli che traggono enormi benefici da una situazione paradossale: con le bollette paghiamo in media più di quattro volte il valore del PUN!
Quanta gente manteniamo con le nostre bollette e fino a quando pensano che potrà andare avanti ?
Di Edoardo Beltrame da linkiesta.it