La Corte d’Appello di Firenze ha rigettando l’appello proposto dalla Banca, confermando la condanna al risarcimento di una coppia di Prato che aveva perso i propri risparmi nel default argentino. Come era accaduto in precedenza per altri Istituti di credito, anche la Corte d’Appello di Firenze, dopo il Tribunale di Prato, ha ribadito che molti degli acquisti dei titoli argentini effettuati da piccoli risparmiatori poco prima del fallimento dello stato argentino nel dicembre 2001, erano illegittimi perché compiuti in violazione della normativa vigente.

«Dopo numerosissime sentenze del Tribunale di Prato – afferma il presidente di Confconsumatori Prato, Marco Migliorati – la bontà della nostra lunga battaglia contro il “Risparmio tradito” è stata finalmente confermata anche dall’organo superiore rappresentato dalla Corte d’Appello».

La Prima Sezione della Corte ha infatti confermato in pieno l’ordinanza della Dott.ssa Raffaella Brogi che aveva condannato la Banca a risarcire due giovani risparmiatori residenti a Prato per una somma vicina ai 10mila euro. Gli stessi avevano acquistato titoli argentini a pochissimi mesi dal fallimento dell’Argentina. Poi, rivolgendosi alla Confconsumatori di Prato e assistiti dall’Avv. Alessandro Fagni, avevano fatto causa alla banca.

«I nostri associati – continua Migliorati – non erano stati minimanente informati dai funzionari della banca del rischio dell’operazione, né delle condizioni di grave crisi dello Stato argentino, per cui il Tribunale prima e la Corte d’Appello poi hanno riconosciuto il loro diritto ad essere risarciti.

«Oltre alle molte cause in corso per i titoli argentini e Cirio – conclude Migliorati – il nostro servizio a tutela degli utenti bancari (lo STUB), si sta occupando con notevoli successi delle vicende più tristemente note dei piani ForYou, dei titoli Lehmann, delle polizze Index Linked e recentemente di quelli Fondiaria e MPS».