Una sentenza della Cassazione offre la possibilità a chi aveva aderito alla Task Force Argentina di avviare una causa civile

Parma 20 gennaio 2014 – Con sentenza n. 27875/13 la Corte di Cassazione ha, di fatto, riaperto i termini di prescrizione per le azioni civili nei confronti delle banche che hanno alienato i c.d. Tango Bond. Con tale pronuncia la Suprema Corte ha, infatti, stabilito che esiste solidarietà passiva tra la società finita in default che ha emesso i titoli e l’intermediario finanziario che li ha venduti.

«Da questa sentenza, relativa ad obbligazioni Cirio, – commenta l’avvocato Giovanni Franchi di Confconsumatori Parma – discende che chi ha aderito al TFA, ossia alla c.d. Task Force argentina, può oggi promuovere azioni civili contro la banca venditrice. In altre parole, è ancora possibile agire nei confronti dell’Istituto di credito per far dichiarare la nullità dell’ordine ex art. 23 TUF per mancanza del contratto generale d’investimento, in quanto quest’ultimo è privo della sottoscrizione del legale rappresentante dell’istituto, o ai sensi dell’art. 30 d.lgs. n. 58/98, se lo stesso è stato fatto a casa propria con un promotore senza che nel contratto fosse indicato il diritto di recesso entro sette giorni».

Il risparmiatore che ha investito in obbligazioni argentine, dunque, può ancora sperare di recuperare i propri soldi. Ma, per impedire che il relativo diritto si prescriva è necessario inviare una lettera interruttiva della prescrizione.

Le sedi di Confconsumatori sono a disposizione dei risparmiatori “traditi”.

Nell’articolo dell’avvocato Franchi un ulteriore approfondimento.