Aveva acquistato i bond del suo paese d’origine, l’Argentina, e aveva visto sfumare circa 50 mila euro, i risparmi di una vita. Confconsumatori ha ottenuto il risarcimento per una risparmiatrice argentina, residente in Italia e coniugata con un cittadino italiano, che aveva acquistato obbligazioni argentine e ora riavrà la somma complessiva di € 51.830,82.

La donna, avendo perduto praticamente tutto quello che possedeva a causa del default dello Stato argentino, si è rivolta alla Confconsumatori, dove i legali le hanno consigliato di intraprendere una causa. Il Tribunale di Parma, con un’ ordinanza ottenuta a distanza di pochi mesi dalla presentazione del ricorso, ha dichiarato la nullità dell’operazione a causa della mancanza del contratto generale d’investimento prescritto sotto pena d’invalidità dall’art. 23 d.lgs. n. 58/98 e condannato l’istituto di credito a restituire il capitale investito, dedotta una cedola riscossa, maggiorato degli interessi legali e delle spese legali.

La particolarità del provvedimento, anche se ormai sono frequenti i casi di queste vittorie lampo di Confconsumatori, sta anche nella circostanza che la condanna sia contenuta non come normalmente avviene in una sentenza, ma in un’ordinanza ottenuta in pochissimo tempo – circa 4 mesi – alla fine del procedimento sommario di cognizione, introdotto con la riforma del codice di procedura civile contenuta nella legge 18 giugno 2009 n. 69.

«Una decisione importantissima – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio la risparmiatrice. – perché dimostra che la tutela del risparmiatore supera persino la nazionalità delle parti. Il Tribunale non ha dato importanza al fatto che la risparmiatrice fosse un’argentina e non potesse non sapere come stessero le cose nel suo Stato. Ciò era irrilevante, perché mancava il contratto generale d’investimento, senza il quale non si possono effettuare investimenti finanziari».