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Boom dell’industria del Vino Italiano- intervista Frodialimentari

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in collaborazione con www.frodialimentari.it

Il comparto del vino , in Italia, è in ascesa. Secondo i dati forniti dall’ ISMEA pubblicati sui primi 6 mesi del 2013 le vendite sono cresciute del 4% nel primo semestre. Fondamentale quindi tutelare e valorizzare tale comparto.

Una delle strategie da perseguire per promuovere una delle principali fonti di introiti nell’economia nazionale è quella di formare addetti che siano in grado di essere competitivi nel mercato globale.

A tal proposito, abbiamo intervistato, Giuseppe Festa, Ricercatore (“Economia e gestione delle imprese”) presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Salerno, dove è docente di “Economia e gestione delle aziende sanitarie” e di “Politiche e gestione dei beni culturali” ed è inoltre Direttore Scientifico del Corso di Perfezionamento Universitario in “Wine Business” (Distra – UniSa).

Il professore Festa, ci ha come si leggerà di seguito, fornito molti spunti sul comparto enologico.


1. Professore, può spiegare ai nostri lettori la necessità e l’importanza di istituire un corso di perfezionamento sul wine business? Di che cosa si tratta? A chi è rivolto?

L’Italia è dotata di un patrimonio ampelografico, territoriale ed enologico tra i più importanti al mondo, forse il più importante in assoluto, almeno in termini di varietà. Se negli ultimi anni abbiamo assistito a un incremento decisamente notevole della qualità “media” del vino italiano, è tuttavia anche vero che forse c’è ancora molto da fare sul lato imprenditoriale e manageriale, soprattutto in termini di marketing, comunicazione e distribuzione. Il Corso di Perfezionamento in Wine Business dell’Università di Salerno nasce proprio per soddisfare queste esigenze: si rivolge a coloro che già lavorano o che ambiscono a lavorare nel comparto vitivinicolo, in possesso di laurea almeno triennale, allo scopo di studiare il mondo del vino in una prospettiva economica e aziendale.

2. Il settore enologico è uno dei settori trainanti dell’economia locale oltre che nazionale; secondo la sua esperienza, i produttori italiani sono coscienti di questa rilevanza e sono pronti a contrastare la concorrenza?
Sicuramente ne hanno piena coscienza. Credo tuttavia che talvolta possano avvertire una qualche difficoltà nel tramutare tale consapevolezza in opportune strategie, metodologie e applicazioni, soprattutto quando di tratta di agire, muoversi e competere su mercati internazionali (com’è ormai non opportuno, ma necessario). Anche per questi motivi è indispensabile che si attivino adeguati percorsi di ricerca e formazione per l’impresa vitivinicola.

3. Una delle problematiche legate alla produzione di vino di eccellenza è quello relativo agli illeciti. Qual è la sua opinione al riguardo?
Il rispetto delle regole, la responsabilità sociale, l’etica d’impresa sono concetti ormai ampiamente condivisi dalla comunità imprenditoriale e accademica come pilastri fondamentali dell’impresa moderna. È chiaro che in settori e mercati considerati naturalmente “green”, com’è il caso del vino, i consumatori siano più sensibili a eventuali illeciti, anche solo potenziali. Il rischio maggiore, oltre ovviamente alla situazione fraudolenta in sé e ai relativi danni, riguarda tuttavia la reputazione, che dal mio punto di vista è un elemento importantissimo nei mercati del vino, quasi fino a diventare una componente del terroir nel caso dei vini di eccellenza.

4. Come è riuscito il settore vitivinicolo italiano a superare la crisi relativo al metanolo?
Puntando sulla qualità a tutti i costi, facendo un uso mirato (ossia saggio) della tecnologia in vigna e in cantina (comprendendo finalmente che “il vino del contadino” è un auspicio spesso foriero di disastri…) e investendo sempre di più sulla comunicazione del vino. La strada del vino italiano verso una qualità sempre più diffusa e sempre più elevata è ormai stabilmente tracciata. Di tutto questo, onestamente, dobbiamo ringraziare imprenditori e operatori che hanno intrapreso con successo, ma anche con immensa fatica, una salita molto ripida, perché quello scandalo aveva davvero annichilito la reputazione del vino all’interno e all’esterno dei confini nazionali.

5. Quali, secondo lei, le strategie da porre in essere per sostenere il mercato del vino?
In primo luogo, è fondamentale una maggiore presa di consapevolezza a livello istituzionale, sia locale sia nazionale, dell’importanza del comparto vitivinicolo, da considerare nella sua filiera allargata. Nel caso del vino, infatti, abbiamo operatori che separatamente o simultaneamente appartengono al settore primario (coltivazione dell’uva), al settore secondario (produzione del vino) e al settore terziario (dalla vendita all’enoturismo). Considerando soltanto il mercato del vino in senso stretto, nel 2012 tutti le più autorevoli fonti di dati sul settore concordano nel valutare le sole esportazioni italiane in circa 4,7 miliardi di euro (la domanda italiana è invece in calo), a rinforzare un valore complessivo dell’agroalimentare che diventa la prima voce dell’export Made in Italy. Una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, pertanto, non soltanto sarebbe doverosa, ma anche lungimirante (penso al disboscamento di un’eccessiva burocrazia, a finanziamenti più consistenti e mirati, alla promozione finalmente “istituzionale” dei territori, ecc). Uno sforzo di marketing, tuttavia, va chiesto anche agli imprenditori, ovviamente nel loro stesso interesse: la competitività all’estero è avvantaggiata dalla nostra straordinaria ricchezza enologica (così diversa per vitigni, terroir e interpretazioni enologiche) o invece danneggiata dalla mancanza di percorsi imprenditoriali che si basino sull’aggregazione e sulla collaborazione? Sarà anche dalla soluzione a questo “dilemma” che passerà la definitiva consacrazione del vino italiano come “re” dei mercati mondiali.

A cura di Anna Zollo FrodiAlimentari

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Bollette polemica “Dalla Chiesa vs ENEL”| ADICONSUM: è il momento di cambiare

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Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
Basta costi extra sulla bolletta della luce.
Il PNIEC parta dalla riduzione del costo dell’energia,
a cominciare dalla revisione degli oneri generali di sistema
22 marzo 2019 – I costi extra della bolletta, i c.d. oneri generali di sistema, sono tornati alla ribalta grazie alla denuncia della nota conduttrice Rita Dalla Chiesa.

Da tempo – dichiara Carlo De MasiPresidente di Adiconsum nazionale – denunciamo questa pratica. Più volte e in varie occasioni, abbiamo sottolineato l’esigenza di una revisione della struttura tariffaria, a partire dagli oneri generali di sistema, adeguandola alle scelte energetiche che il Governo si darà.

La nostra proposta – prosegue De Masi – è di contenere e ridurre i costi, trasferendo una quota degli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale, come già avviene in altri Paesi. Ciò anche per combattere la povertà energetica e permettere a tutti di accedere all’energia. Anche a tal proposito, abbiamo presentato, in più occasioni, le nostre proposte.

Auspichiamo – conclude De Masi – che il Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, presentato dai tre Ministeri (Sviluppo Economico, Ambiente e Trasporti, diventi l’occasione, finora mancata, di una reale svolta del nostro Paese nella politica energetica per gestire in modo adeguato la transizione energetica in atto e il cambio di paradigma.

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Internet e luce insieme? Linkem e IREN si alleano

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Firmato l’accordo fra Iren e Linkem: nasce “Iren Casa Online”
L’accordo tra la multiutility italiana e il provider internet a banda ultra-larga permetterà alle famiglie di avere a disposizione in una sola offerta
il servizio di energia elettrica e quello di accesso a internet veloce

Torino, 21 marzo 2019 – Iren Mercato, società del Gruppo Iren, e Linkem hanno siglato un accordo grazie al quale la multiutility italiana offrirà direttamente alle famiglie un servizio di connettività internet a banda ultralarga.
Dal 1° aprile Iren fornirà un servizio per la casa di accesso a internet senza limitazioni di tempo e di traffico e con una velocità di connessione che raggiunge i 30 Mbps. Lo farà grazie a una partnership con Linkem, uno dei principali operatori del mercato italiano.
Iren è una delle più importanti e dinamiche multiutility, che opera nei settori dell’energia elettrica, del gas, dell’energia termica per teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali e tecnologici. Iren Mercato è la business unit commerciale del Gruppo e vanta ad oggi 1.800.000 clienti.
Linkem – operatore leader del segmento Fixed Wireless Access che copre oltre il 65% della popolazione – metterà a disposizione di Iren oltre alla propria infrastruttura di rete, la propria rete di installatori capillare sul territorio nazionale e un servizio di assistenza tecnica dedicata.
“Siamo orgogliosi di aver firmato con un partner importante come Iren un accordo che rimane nel segno della tradizione di Linkem di rispondere alle esigenze di connettività delle famiglie in modo efficace e trasparente. L’azienda si conferma un importante player di riferimento per la sua presenza capillare sul territorio nazionale e la sua capacità di fornire servizi in grado di abilitare anche l’utilizzo di soluzioni smart per la casa”, ha sottolineato Davide Rota, Amministratore Delegato di Linkem. Gianluca Bufo, Amministratore Delegato di Iren Mercato, dichiara: “La partnership con Linkem costituisce la naturale evoluzione della nostra gamma di prodotti e servizi new downstream, dispositivi evoluti di domotica che, grazie alla connettività wireless, rendono le nostre case più smart e la nostra vita di ogni giorno più semplice. Linkem, in quanto provider internet proprietario della rete, ci dà garanzia di un servizio affidabile e sicuro. Questo è un importante passo in avanti nell’ampliamento della gamma multiservizi, che fa di noi un player nel mercato italiano delle telecomunicazioni con un modello di business di successo.”

Iren Casa Online potrà essere attivato a partire da aprile in Piemonte, e nei mesi immediatamente successivi anche in Liguria ed Emilia-Romagna. Sarà disponibile per coloro che sono già clienti Iren o che desiderano diventarlo, con un’offerta commerciale di sicuro appeal che prevede un canone mensile pari a 17.90€ al mese per i primi 48 mesi. Ai clienti che aderiranno all’offerta di energia elettrica abbinata al servizio di connettività internet verranno scontati i 5€ al mese, altrimenti previsti come costo di attivazione.
I servizi saranno venduti, attraverso gli spazi Iren, call center, sito web e agenzie autorizzate.

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Condomini, obbligo di telelettura entro il 2020

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il 40% dell’energia consumata in Europa è legata al riscaldamento degli edifici. Da anni ormai l’Unione Europea si esprime per cercare di far decrescere questi numeri allarmanti. Ci ha provato prima stabilendo i
dettami per una corretta ed equa ripartizione delle spese di climatizzazione invernale in edifici di tipo condominiale e dopo con l’obbligo di installazione dei dispositivi di contabilizzazione di calore negli edifici
serviti da impianto termico centralizzato. Gli obiettivi però sono stati raggiunti solo in parte, dato che non sono mai effettivamente partite le tanto vaticinate sanzioni tra i 500 e i 2.500 euro per chi non si fosse
adeguato a norma.
Ora l’Unione Europea alza l’asticella per raggiungere un obiettivo al quale miriamo tutti: consumi più trasparenti per i riscaldamenti centralizzati nei condomini. Per raggiungere questo traguardo ci saranno delle tappe che ci auspichiamo vengano rispettate da tutti:
 la prima – entro il 25 ottobre 2020 – prevede che tutti i nuovi contabilizzatori installati dovranno consentire la lettura a distanza.
 La seconda – entro l’1 gennaio 2027 – prevede la definitiva sostituzione degli odierni modelli che non consentono il controllo da remoto. Ciò significa che quelli già installati ma sprovvisti di tale capacità dovranno essere sostituiti.
 La terza, un vero e proprio obiettivo finale: aumentare l’efficienza energetica del 32,5% entro il 2030.
Chissà che questi nuovi obiettivi non siano uno stimolo per far ritrovare al mercato un’accelerazione che non si vede dal 2016. Si tratta di scelte che mirano ad un futuro migliore e rappresentano un passo avanti
importante nei confronti di quella Digital Transformation che sta rivoluzionando tutti i settori, l’obbligo alla telelettura non fa eccezione. L’Automatic Meter Reading, di cui Qundis fa uso da anni, infatti, rappresenta la più innovativa tecnologia nell’ambito della lettura automatica dei contatori: Attraverso dei semplici nodi di rete i dettagli sui consumi energetici del riscaldamento, dell’acqua, della corrente e del gas vengono raccolti e trasferiti direttamente all’ amministratore di condominio o alle società di SSP. Con estrema semplicità, quindi, i dati di consumo vengono trasmessi da un modulo radio a una centrale operativa di
raccolta e scaricati su un determinato dispositivo, il tutto all’insegna dello smart metering.
L’obbligatorietà alla telelettura implica anche maggiore sicurezza: tutti i dati che vengono trasmessi tra la rete AMR e il server, infatti, sono crittografati e durante il trasferimento dei dati non vi è alcun collegamento tra unità abitativa e il singolo dispositivo.

L’obietto dell’Unione Europea è quello di arrivare entro il 2050 a edifici ad impatto tendente allo zero e non si tratta di un obiettivo impossibile. Il solo monitoraggio di tutti i propri consumi insieme alla tempestiva
informazione del consumatore può far risparmiare fino al 30%; allo stesso modo l’installazione di contabilizzatori di calore nei condomini può ridurre i costi fino al 20%. Grazie alla telelettura obbligatoria arriveranno ulteriori vantaggi: si abbasseranno i valori di consumo e si potrà godere di una maggiore e tempestiva ricezione di tali dati, in modo che anche l’utente finale possa modificare il proprio comportamento nell’utilizzo dei vari strumenti messi a disposizione e contribuire attivamente al risparmio.
Sicuramente ogni cambiamento porta con sé delle criticità ma, soprattutto, delle concrete opportunità di miglioramento: nel caso degli operatori del settore, si tratta di ampliare la loro professionalità, avere accesso a nuove competenze, allargare il proprio giro d’affari e anche formarsi nel miglior modo possibile, nel rispetto della normativa. Ma al di là dell’obbligo di legge, è un’opportunità di cambiamento a livello globale che deve essere colta ora, proprio con la sensibilizzazione e l’azione dei singoli. La gestione delle risorse energetiche è un tema che non può più essere messo da parte e deve interessare tutti perché si connette direttamente alla qualità dell’ambiente e del mondo in cui viviamo.

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