Sono già 400mila gli italiani che hanno abbandonato la vecchia bionda per passare alla sigaretta elettronica. Si stima che entro la fine dell’anno in corso i fumatori elettronici dello Stivale diventeranno un milione. Nel frattempo spuntano come funghi in tutta la penisola negozi dedicati alla “e-cig”: attualmente sono circa 1500, 130 solo a Torino, per un giro d’affari di 350 milioni di euro.

I pareri sulla sua efficacia sono, come in tutti gli ambiti, contrastanti: c’è chi la benedice perché grazie ad essa ha smesso di fumare 50 bionde al giorno, ma c’è anche chi l’ha provata per un periodo e poi è tornato al tabacco. Una cosa è certa: se la sigaretta elettronica si dovesse diffondere a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, per il Governo sarebbe un bel problema: lo Stato, difatti, interviene in modo deciso sui tabacchi lavorati penalizzandone il consumo con una tassazione che sfiora il 75% del prezzo finale.