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Botti di natale, dal 1998 al 2013 56 vittime e migliaia i feriti

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La problematica dei fuochi di artificio e pirotecnici illegali in Italia è molto importante, sia in termini di vittime (morti feriti) che in termini economici solo nel 2013 secondo il dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno il bilancio complessivo delle persone coinvolte negli incidenti di fine anno è di due morti e 361 feriti. Tra i feriti, 53 hanno meno di 12 anni (erano 76 lo scorso anno) e 39 tra 13 e 18 anni, per un totale di 92 minori a fronte dei 135 complessivi dell’anno scorso. Il numero dei feriti appare in forte diminuzione (561 lo scorso anno) ed in calo è anche il numero dei feriti con oltre i 40 giorni di prognosi – per lesioni particolarmente gravi e con danni spesso permanenti – che passa dai 35 dello scorso anno ai 29 del 2013. Inoltre dal punto di vista economico il sistema illegale copre circa la metà del fatturato italiano. Il principale concorreste ( di fuochi illegali) è rappresentato dalla Cina. Negli anni si è evidenziato come i fuochi illegali non rispettino le nome relative alla sicurezza degli individui sia in termini di potenza che rumore.
La “scuola italiana” della pirotecnica conta, oltre 700 aziende in Italia e un fatturato annuo complessivo che supera i 100 milioni di euro, che rappresenta solo il 50% di quello effettivo, il restante 50% è coperto da quello illegale ( proveniente maggiormente dalla Cina e paesi dell’est Europa)
Purtroppo però non solo luci ma anche molte ombre, soprattutto nel periodo “caldo” quello delle festività natalizie e di fine anno, dove molte sono le vittime e i feriti.

I dati degli ultimi anni parlano soprattutto di lesioni, sia agli arti che agli occhi. Le lesioni più comuni sono state e sono le ustioni. Le lesioni potenzialmente invalidanti sono ustioni di terzo grado, sfacelo traumatico delle mani o parti di esse amputazione di falangi, dita o dell’intera mano, e casi con lesioni oculari che hanno comportato una riserva per la funzionalità visiva. Le lesioni molto gravi (sfacelo o amputazione) sono state più frequenti tra gli adulti che tra i bambini; come negli anni precedenti, le lesioni oculari gravi sono ripartite a metà tra adulti e bambini
Il mercato dei fuochi d’artificio è molto florido in Italia, ed è caratterizzato da una attività prevalentemente monofamiliare ed artigianale. Per la manipolazione di materiale esplosivo, le dimensioni aziendali sono estremamente contenute (in media 2 addetti per azienda) ed il carattere è prevalentemente artigianale e manuale. Queste caratteristiche ( legate molto al lavoro artigianale) delle lavorazioni svolte spiegano l’elevata potenzialità di rischio infortunistico del settore. Infatti in base ai dati forniti dall’inali si evidenzia come le aziende pirotecniche regolarmente assicurate risultano essere 277 . In prevalenza sono dislocate al sud con il 77%, seguito dal Centro dal Nord-Est e dal Nord-Ovest. Gli addetti registrati sono 564 (quelli regolarmente registrati): al Sud, nonostante le tantissime fabbriche, gli addetti per azienda registrati dall’Inail sono però l’ 1,7, il numero più basso tra le diverse zone del paese. Secondo le rilevazioni della Consulenza statistico attuariale dell’Inail, nel corso del quadriennio 2007-2010 sono stati 66 gli infortuni sul lavoro (11 dei quali mortali) nel settore della pirotecnia (in media 17 incidenti l’anno, con tre dall’esito letale). Sono aziende dal forte radicamento nelle regioni del Centro-Sud, dove è particolarmente diffuso l’utilizzo dei botti e dei fuochi d’artificio al termine delle feste popolari. Proprio per questo negli ultimi quattro anni si è verificato in quelle zone il 70% degli infortuni (45 casi) e il 90% delle morti complessive (10 episodi, a fronte di un solo caso al Nord – in particolare nel Nord-Est). Le dimensioni estremamente contenute delle imprese (con un personale rappresentato, in media, da due unità), la manipolazione di materiale esplosivo, il carattere prevalentemente artigianale e manuale delle lavorazioni svolte possono spiegare la potenzialità di rischio infortunistico, comunque elevata, del settore.
INCIDENTI MORTALI, 56 VITTIME DAL 1998 AL 2013
Sempre in base ai dati dell’Inail si evidenzia come dal 1998 al 2011 le vittime di incidenti in azienda sono stati 49 ( a questi si devono aggiungere le 3 vittime del 2012 e le 4 del 2013). In base ai dati ufficiali i principali incidenti con presenza di vittime possono essere così individuate: 17 luglio 1998, Caizza (Agrigento): 4 vittime; – 18 luglio 1998, Corleone (Palermo): 2; – 18 maggio 2000, Veroli (Frosinone): 3; – 23 novembre 2011, Terricciola (Pisa): 4; – 2 maggio 2002, Terzigno (Napoli): 3; – 30 agosto 2002, Visciano (Napoli): 3; – 5 luglio 2004, Giugliano (Napoli): 5; – 19 luglio 2005, Teggiano (Salerno): 2; – 6 agosto 2005, Ottaviano (Napoli): 3; – 24 maggio 2006, Mercato San Severino (Salerno): 2; – 23 aprile 2007, Gragnano (Napoli): 3; – 11 maggio 2007, Montegiorgio (Fermo): 2; – 6 febbraio 2008, Orvieto (Terni): 4; – 10 gennaio 2011, Santa Venerina (Catania): 2; – 2 febbraio 2011, Ceppaloni (Benevento): 1; – 12 settembre 2011, Arpino (Frosinone): 6, aprile 2013 (Pescara) 4
Dal 1998 a oggi si sono registrati in Italia 14 esplosioni all’interno di fabbriche di fuochi d’artificio
La quota più elevata di infortuni si registra proprio nelle regioni del Mezzogiorno con oltre il 50% degli infortuni e delle morti; particolarmente rilevante appare la concentrazione infortunistica in Campania, dove si verifica il 20% degli infortuni e quasi la metà di tutti i decessi del settore.
I sequestri dei fuochi d’artificio:
I dati evidenziano che nel 2012 sono stati sequestrati circa 57.000 kg di materiale per artifizi pirotecnici, e che i maggiori sequestri sono avvenuti nel periodo che va da metà di novembre al 31 di dicembre. Le persone denunciate sono state 51, mentre quelle tratte in arresto sono 5.

Per quanto concerne invece il 2013 si evidenzia in base ai dati forniti dal Comando Generale GdF del III reparto operazioni, che dal 1 gennaio al 30 novembre 2013,ni sequestri sono stati pari a quasi 8000 kg di artifizi pirotecnici, le persone denuciate sono state 7, ed arrestate 2.
Invece per quanto riguarda primi 15 gg del mese di dicembre si evidenzia come la merce sequestrata è paria la metà di quella effettuata degli 11 mesi precedenti ( quasi 5000 Kg)

Confrontando i dati con quelli del 2012 si evince come, nello stesso periodo i sequestri del 2013 sono inferiori ( 12.000 contro 20.000 del 2012), stessa cose per le persone fermate, nel 2013 sono 25, contro le 53 del 2012.
Ma se lo stesso confronto si fa con il 2011 si evidenzia come i sequestri sono stati inferiori di ben 15.000 rispetto al 2012. Al contrario delle persone fermate nel 2011 sono circa il triplo del 2012. Questo significa che anche se la seconda 15ina del mese di dicembre potrebbe riservare molto sorprese e che comunque per gli italiani anche nel periodo di crisi e recessione economica, non rinunciano ad acquistare i botti

I dati evidenziano come il periodo caldo è dicembre, in cui avvengono molti sequestri, sia in strada che nei chioschi che spuntano come funghi presso le città. Infatti i materiali sequestrati possono anche aumentare di 10 volte.

E’ stata successivamente predisposta una indagine sugli acquirenti dei “botti”e dei fuochi d’artificio.
L’indagine è stata condotta online usando lo strumento del social network. L’indagine è stata condotta soprattutto per capire cosa ne pensano cittadini del comparto dei fuochi d’artificio e soprattutto se essi sono utilizzatori abituali di botti illegali. Numero di questionari ottenuti 1650

Il 70% degli intervistati usa i fuochi pirotecnici solo durante le feste, soprattutto il 31 dicembre
Il campione afferma di aver acquistato solo fuochi legali e mai quelli illegali per il 76%.
Anche se molto contestati i fuochi artificiali agli italiani piacciono, e vogliono che siano negati solo quelli illegali.

Dal secondo Dossier Fareambiente,
Anno 2013


Responsabile scientifico
Alberto Bruno Esperto Sicurezza Energetica ed Ambientale
Con la collaborazione
Vincenzo Pepe Presidente Nazionale Fareambiente
Fabrizio Perelli, esperto in scienze forestale e membro ufficio studi e ricerche FareAmbiente
Andrea Botto esperto in sicurezza ambientale, responsabile coordinamento Fareambiente Campi Flegrei
Anna Zollo membro comitato scientifico Fareambiente magazine,e responsabile ufficio studi ricerche Fareambiente
Francesco Della Corte coordinatore Fareambiente Campania
Si ringrazia per il supporto tecnico e organizzativo
Emanuela Barbati Responsabile Coordinamento Nazionale FareAmbiente
Responsabile Ufficio del Presidente
Magg. Gianluca Simonetti -Comando Generale della Guardia di Finanza -Ufficio Tutela Economia e Sicurezza – III Reparto – Operazioni, Capo Sezione Sicurezza Pubblica e S.A.G.F.

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Primato mondiale, la passata italiana Nikel-Free entra in farmacia

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La passata di pomodoro entra in farmacia. Esattamente la passata Sfera Agricola conquista il primato mondiale per divenire un prodotto consigliato per specifiche patologie. Sfera agricola, la serra più grande e innovativa d’Italia, proprio attraverso l’innovazione e lo sviluppo dei processi, riesce a produrre ortaggi sono privi di metalli pesanti e quindi indicati per chi soffre di allergie e intolleranze ad essi.
Gia’ dalla scorsa settimana la passata Sfera è in vendita nella Farmacia Giorgio Cassano di Bari ma non solo, nel frattempo infatti il fondatore e CEO Sfera, Luigi Galimberti, sta portando avanti una trattativa che a breve prevedrà l’inserimento in catalogo della Passata Sfera in due consorzi di farmacie del centro Italia. L’allergia ai metalli pesanti, al pari della celiachia, è una novità assoluta sul mercato, novità che grazie all’estrema attenzione verso il consumatore di Sfera Agricola, troverà finalmente una gamma di prodotti idonei e prescrivibili.
Così, la passata Sfera, come tutti gli altri prodotti della gamma Sfera, diventano alimenti funzionali, oltre che più buoni e gustosi e al 100% sostenibili. “ Anche il prezzo corrisponde alla nostra attenzione ai bisogni del consumatore”, dichiara l’A.D Luigi Galimberti. Infatti i prodotti Sfera costano meno dei prodotti di uguale genere più blasonati che si trovano sugli scaffali dei supermercati.
“L’assenza di metalli pesanti soprattutto di Nichel, di residui, il basso contenuto di istamina, il pomodoro anti reflusso, sono caratteristiche e obbiettivi di Sfera Agricola”, conclude Galimberti.
I prodotti Sfera saranno quanto prima arricchiti di principi attivi naturali, quali ferro, iodio, selenio e calcio, grazie ad un progetto portato avanti con l’Università di Pisa. Un progetto che prevede inoltre il controllo e la riduzione dei nitrati sugli ortaggi a foglia.
Sempre meno supermercati e più canali innovativi per Sfera quindi, non è un caso che nelle sedi del Centro Medico Sant’Agostino di Milano verrà venduta la Passata Sfera e verranno prescritti i prodotti Sfera per determinate patologie. Ma c’è di più, l’AD, Luca Foresti, con il suo team medico, sta collaborando con Sfera per sviluppare una gamma di prodotti che rispondono alle esigenze di specifiche patologie.

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Scuole. Il 15 marzo sciopero Globale per il clima

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Fridays for Future: Federconsumatori aderisce alle iniziative per garantire un futuro al pianeta e promuovere lo sviluppo sostenibile.

La Federconsumatori, da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e nello sviluppo della cultura delle sostenibilità aderisce con convinzione al movimento Fridays for Future.

Una battaglia nata dal coraggio e dalla determinazione di Greta Thunberg, che ha coinvolto giovani studenti in tutto il mondo con l’obiettivo di fermare il cambiamento climatico e garantire un futuro al nostro pianeta.

In tal senso sosterremo lo sciopero globale promosso dagli studenti “School Strike 4 Climate” indetto il 15 marzo per rivendicare il proprio diritto alla giustizia climatica.

L’adesione a tale iniziativa si inquadra in uno scenario più vasto in cui la Federconsumatori è impegnata a promuovere lo sviluppo sostenibile e l’efficienza energetica, nonché a rivendicare un maggiore impegno dei governi per il clima e la tutela ambientale, specialmente alla luce dei dati allarmanti provenienti dai principali osservatori sul clima.

Gli impegni assunti a livello internazionale sono degli obiettivi fondamentali da cui partire, fissando sempre più in alto i limiti alle emissioni di gas a effetto serra e l’incremento della quota di energia soddisfatta da fonti rinnovabili.

Non è solo un problema di ordine economico o geopolitico, ma si tratta di una vera e propria questione di giustizia sociale, che investe le condizioni di vita delle nuove generazioni. Per garantire a loro un futuro è necessario agire con responsabilità oggi: il primo passo è prendere parte alle iniziative che ogni venerdì si stanno diffondendo anche nelle piazze italiane.

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Salute

Dis-Servizio sanitario. I cassaintegrati i più colpiti socialmente. 70% dei cittadini rinuncia ai farmaci.

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Mercoledì 6 febbraio 2019 – ore 13.00
XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

guarda il video dell’audizione:

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