fonte: visionari.org

In svariati film di fantascienza si paventa la possibilità di collegare il cervello umano ad una sorta di matrix tecnologica dove tutte le informazioni vengono condivise e archiviate. Questo scenario così fantascientifico potrebbe diventare in un prossimo futuro molto più realistico di quanto si possa immaginare.

In una ricerca pionieristica, alcuni ingegneri biomedici dell’Università di Witwatersrand sono riusciti a collegare il cervello umano a Internet in tempo reale.

Il progetto, denominato Brainternet, consiste nel trasmettere le onde cerebrali su Internet. Essenzialmente, il cervello viene trasformato in una sorta di nodo in chiave Internet of Things (IoT) sul World Wide Web.

Brainternet nasce da un’idea di Adam Pantanowitz, docente alla Wits School of Electrical and Information Engineering, che ha supervisionato per quattro anni Jemma-Faye Chait e Danielle Winter nello sviluppo del progetto.

“Brainternet è una nuova frontiera nel settore delle interfacce uomo-macchina. Allo stato attuale mancano dati facilmente comprensibili su come un cervello umano funziona e processa le informazioni. Brainternet cerca di semplificare la comprensione che un individuo può avere del proprio cervello e del cervello dei suoi simili. Lo fa attraverso il monitoraggio continuo dell’attività cerebrale e la presenza dell’interattività”, spiega Pantanowitz.

Brainternet funziona convertendo i segnali dell’elettroencefalogramma(EEG) (responsabili delle onde cerebrali) in un flusso cerebrale condiviso in tempo reale. Una persona indossa un dispositivo EEG Emotiv — che è alimentato, mobile e accessibile via Internet— per un lungo periodo di tempo. Durante l’esperimento, l’Emotiv trasmette i segnali EEG ad un Raspberry Pi (un mini-computer delle dimensioni di una carta di credito ), li condivide in diretta ad un’API (set di codice che permette ai programmi software di comunicare) e visualizza i dati su un sito web che funge da portale. Si tratta attualmente di un sito web accessibile a tutti dove il pubblico può osservare l’attività cerebrale dell’individuo.

“In definitiva, puntiamo a permettere l’interattività tra l’utente e il suo cervello in modo che, dopo aver fornito uno stimolo, egli possa vedere una risposta. Brainternet può essere ulteriormente ottimizzato per classificare le registrazioni attraverso un’applicazione su smartphone che fornirà i dati per un algoritmo di machine-learning. In futuro, il trasferimento delle informazioni al cervello potrebbe avvenire in entrambe le direzioni di input e di output”, conclude Pantanowitz.

Ecco il video creato da Chait e Winter per mostrare il funzionamento di Brainternet

credits: Wits University.

Tradotto in Italiano. Articolo originale: Medical Xpress


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