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Buche stradali? Arriva il Trovabuche

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Chi non si è mai lamentato delle buche nel manto stradale della città? Succede che si finisce per attraversare un percorso ad ostacoli per schivarle: c’è chi perde di vista la strada per concentrarsi solo sui ‘crateri’  da evitare per non causare danni all’auto appena acquistata, chi, invece, rallenta di scatto trascurando il fatto che sia pericoloso per le auto vicine. In queste condotte di guida la sicurezza stradale dov’è?

Cittadini e amministrazioni locali sono consapevoli del problema, tutti si lamentano senza sapere cosa fare ma tra questi c’è qualcuno, Pasquale Longo e il suo team, che ha deciso di pensare a qualcosa di più costruttivo del lamentarsi: proporre una soluzione che ha dato vita al progetto chiamato Trovabuche, a favore della sicurezza stradale.

Cos’è Trovabuche? Un dispositivo elettronico che si applica al parabrezza e fa sì che, mentre il cittadino compie i suoi spostamenti in città, siano rilevate automaticamente tutte le buche del manto stradale che incontra nel suo percorso.

Il vantaggio è lampante: il cittadino non deve fermarsi per fotografare o fare un video che dimostri quello che vuole segnalare perchè sarà rilevato in automatico dal comodo Trovabuche. Il cittadino, inoltre, si sentirà soddisfatto, perchè anzichè lamentarsi in modo improduttivo senza essere ascoltato, potrà contribuire personalmente all’attività dell’amministrazione locale di monitoraggio delle condizioni delle strade cittadine.

Potrebbero sorgere alcuni dubbi, ad esempio:

–  l’operazione di rilevazione del Trovabuche distrae il conducente? No, la segnalazione della buca è automatica e non richiede alcun intervento della persona;

può essere confuso un dosso con una buca? No, l’algoritmo è stato sviluppato in modo tale da riconoscere e distinguere i dossi dalle buche.

Il progetto prevede una prima fase di implementazione nella città di Torino, per poi estendere la sua operatività in tutta Italia.

Inoltre, poichè si tratta di un tema che coinvolge in prima persona gli abitanti, la mobilità e la loro vita cittadina,  si stima che coinvolgerà un numero di automobilisti tale da creare una community: grazie alla rilevazione di ognuno di loro il risultato sarà una mappa interattiva della città che indicizzerà le strade sulla base delle condizioni, più o meno buone, del manto stradale.

La mappa sarà condivisa e continuamente aggiornata in tempo reale offrendo un importante servizio ai cittadini: stabilita la meta che desiderano raggiungere, saranno in grado di capire il percorso migliore, ovvero quello con meno “crateri” da schivare e quindi più sicuro.

Oltre ai cittadini, a chi si rivolge il Trovabuche? All’amministrazione locale affinchè, tramite la mappa delle condizioni del manto stradale aggiornata, possa pianificare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in casi di urgenza, e anche all’ente incaricato delle riparazioni  per fare in modo che possa capire qual è la tenuta del manto stradale su cui ha già  operato o deve lavorare.

Buoni propositi, dunque, ma non sono solo parole: è già stato realizzato il prototipo del dispositivo e per settembre di quest’anno è programmata la realizzazione della flotta di Trovabuche per i cittadini che intendono sperimentarla.

L’entusiasmo e l’energia del team “Trovabuche” si percepisce facilmente  “L’importante, e lo dico anche a me stesso, è non scoraggiarsi e non lasciarsi trascinare dall’onda della crisi. Siamo noi gli artefici del nostro futuro: le idee non valgono nulla se non proviamo a concretizzarle”, dice Pasquale che attualmente vive a Torino, città a cui dedica il lancio del progetto e che definisce “un ambiente molto sensibile al tema delle Smart Cities e in generale all’uso della tecnologia per migliorare la vita di tutti i giorni. La considero una città a misura d’uomo”.

Fonte: assicurazioneauto.it

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Contatori del gas, U.Di.Con.: ”Presunta truffa per i consumatori, attendiamo la risposta dell’AGCM”

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Roma, 07/11/2018 – “Ciò che è emerso nel servizio andato in onda ieri sera nella trasmissione Le Iene è quanto mai grave e ci mettiamo fin da subito a disposizione degli utenti che volessero segnalarci disfunzioni al loro contatore – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – stando al servizio di ieri, che fornisce delle prove lampanti rispetto a quello andato in onda qualche giorno prima, alcuni dei nuovi contatori elettronici installati in questi mesi, presenterebbero dei “piccoli problemi” nella rilevazione del passaggio del gas che, stranamente, risulterebbe presente nonostante l’interruzione dello stesso. Un malfunzionamento che automaticamente rischierebbe di far registrare un consumo eccessivo, facendo di fatto lievitare le bollette delle utenze domestiche, il tutto a svantaggio dei consumatori che, la maggior parte delle volte, ignari dell’anomalia, si limiterebbero a comunicare i numeri presenti sul display”.

I nuovi contatori elettronici del gas, installati dai tecnici a partire dallo scorso anno avrebbero dovuto rendere la vita più facile agli utenti, presentando dei vantaggi, tra cui la possibilità di telecontrollo da remoto e quella di realizzare una misurazione più precisa. In questi ultimi giorni si sta apprendendo invece di un malfunzionamento nella misurazione, ma ancora non è possibile capire se è un problema che riguarda tutti i contatori o solo alcuni.

“Sinceramente ci auguriamo che si tratti solo di un difetto di alcuni contatori e che effettivamente non si tratti dell’ennesima truffa a danno dei consumatori anche se, ad ora, non c’è stata alcuna smentita o dichiarazione ufficiale da parte di chi si è occupato della sostituzione dei nuovi contatori.  Abbiamo deciso di scrivere ad ARERA e all’AGCM per far maggiore chiarezza sulle notizie che in queste ore circolano sui media – continua Nesci – laddove le indagini dovessero confermare quanto emerso, ci impegneremo a richiedere la sostituzione gratuita dei contatori a nome dei consumatori interessati. Nel frattempo – conclude Nesci – attendiamo  una risposta dall’AGCM in merito alla nostra segnalazione di  pratica commerciale scorretta a danno degli utenti, chiedendo fin da subito ad ARERA l’istituzione di un tavolo tecnico nelle prossime ore per fare chiarezza sulla vicenda”.

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Sorgenia lancia la bolletta-video

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Da documento fiscale-amministrativo a strumento di relazione fra cliente e fornitore: questa è Nexty, la bolletta-video che rende l’energia più vicina alle persone.

Milano, 5 novembre 2018 – La bolletta diventa più smart grazie a Nexty, una novità per i clienti della prima digital energy company italiana: ogni mese riceveranno una bolletta-video che, oltre a sintetizzare gli aspetti specifici della fornitura di ciascun utente, fornisce consigli su come utilizzare meglio l’energia e racconta esperienze di innovazione al servizio delle persone.

Con uno stile fresco e originale che richiama i colori e il linguaggio di Sorgenia, Nexty è una bolletta personalizzata in cui ciascuno trova un video che descrive quanto ha consumato nel mese, con un confronto con il periodo precedente, quanto ha speso, quanto ha risparmiato, quanta CO2 ha evitato di disperdere in atmosfera, grazie all’energia 100% green fornita da Sorgenia. Ma non solo: in meno di un minuto Nexty integra i contenuti della bolletta tradizionale, sempre consultabile dal video, con temi in grado di interessare, appassionare e ingaggiare gli utenti. Ogni “puntata” è nuova e diversa, con una grafica che si aggiorna mensilmente, seguendo la stagionalità.

Dopo aver semplificato le modalità per diventare cliente, grazie all’utilizzo esclusivo del web, ora Sorgenia rende più piacevole anche la customer experience con uno strumento semplice, veloce, interattivo e orientato allo storytelling.

“Nexty è la prosecuzione ideale del nostro approccio full-digital: siamo partiti dal presupposto che la tecnologia ci offre strumenti straordinari per esplorare nuovi orizzonti e siamo approdati a un tool che rende l’energia più semplice, trasparente, immediata e vicina – dice Gianfilippo Mancini AD di SorgeniaIl nostro obiettivo è rendere questo strumento sempre più personalizzato, capace di rispondere alle esigenze di ciascuno e, perché no, anche un mezzo per appagare la curiosità dei nostri clienti digital, attenti alla sostenibilità e alla continua ricerca di nuovi stimoli”.

 

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Concessioni, l’ANAC: fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di distorta applicazione della normativa di settore

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Atto di segnalazione
Inviato a Governo e Parlamento l’atto di segnalazione n. 4/2018 in tema di concessioni

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inviato un Atto di segnalazione a Governo e Parlamento in tema di affidamenti dei concessionari e adempimenti dei concessionari autostradali.
All’esito di una ampia attività di vigilanza, l’Anac ha infatti riscontrato la presenza di fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di distorta applicazione della normativa di settore, inclusi alcuni fenomeni sintomatici di singolari criticità e anomalie.
Con l’Atto trasmesso a Governo e Parlamento, l’Anac segnala la necessità di un intervento per affidare, tramite procedure ad evidenza pubblica, le concessioni scadute; sollecita più puntuali verifiche da parte dei concedenti nei confronti degli adempimenti dei concessionari, allo stato carenti; invita i concedenti a rivisitare le concessioni in essere, anche esercitando le prerogative di monitoraggio previste dalla normativa.

Atto di segnalazione n. 4 del 17 ottobre 2018

L’AUTORITÀ SEGNALA a) la necessità di un intervento volto a sollecitare l’affidamento tramite procedure ad evidenza pubblica, ai sensi delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, delle concessioni scadute; b) la necessità di richiamare l’attenzione dei Concedenti quali soggetti naturalmente preposti alle verifiche sui Concessionari, in quanto parti del contratto di concessione e deputati all’applicazione delle relative penali che conseguono al mancato rispetto dei limiti percentuali previsti dall’art.177 Codice; c) la necessità di richiamare, altresì, l’attenzione dei Concedenti a rivisitare le convenzioni di concessione in essere, esercitando anche le proprie prerogative di monitoraggio dei rispettivi concessionari come, peraltro, disciplinato nelle linee guida n. 11 del 2018 e, più in generale, nelle linee guida n. 9 del 2018 (monitoraggio dei contratti di partenariato pubblico privato).

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