Era il 1883 e Edison elettrificava la Scala di Milano e da lì l’Italia . Elettrificazione frutto dell’intuizione dell’Ing. Colombo, che ne comprese le potenzialità rispetto alle altre forme di energia come il gas illuminante, gli olii combustibili e il carbone, e ne avviò la sperimentazione nel nostro Paese contando sulla stretta collaborazione con l’inventore della dinamo, Thomas Alva Edison.

Per l’occasione, oggi EDISON, presso gli Uffici di via del Quirinale a Roma, ha fatto visitare alle associazioni dei consumatori italiane una mostra dedicata al suo compleanno.

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Il Direttore Affari Istituzionali e relazioni Esterne, Marco Margheri, ha illustrato ai rappresentanti delle Associazioni consumatori come EDISON ha saputo, in questi 130anni, costruire non solo l’elettrificazione dell’Italia, ma anche un filosofia e una cultura nazionale dell’energia. Nel suo discorso ai consumatori, Marco Margheri ha sottolineato come insieme si è potuto portare Energia e insieme si possono superare i problemi del mercato.

STORIA di EDISON

All’Exposition Internationale d’Electricité di Parigi Colombo era rimasto impressionato dalla macchina dinamo elettrica di Edison e aveva subito raccolto l’appoggio degli istituti di credito per acquistarla e avviarne le sperimentazioni in Italia. Nel settembre 1882 si era trasferito a New York per assistere all’entrata in esercizio della prima centrale al mondo, quella di Pearl Street, e pochi mesi dopo, in una lettera datata 22 novembre 1883, Colombo riferiva a T.A. Edison l’avanzamento dei lavori della centrale di Santa Radegonda, la prima dell’Europa Continentale. “Our station proceeds very well – scriveva Colombo -. We still go with 1.200 lamps, because I will not increase the lamps before beeing sure of having everything ready for the Theatre of the Scala, which opens on the 26th December. We go on very fast in wiring the theatre, laying down the feeders and setting up the machines in our station, so that I have no doubt to be in time; we have even begun to light a part of the service room of the Theatre yesterday night. When complete, the lighting of the Theatre will require 2.450 lamps, but on the 26th December, only 2.000 will be lighted[1].”

Tra il 1882 e il 1884 Colombo ebbe un fitto carteggio soprattutto con Thomas Edison, ma anche con i collaboratori dell’inventore come John W. Lieb Jr, che seguì i lavori nella centrale di Santa Radegonda (il 12 settembre 1882 Colombo scriveva “devo dire che reputo assolutamente necessaria la presenza del signor Lieb che ha esperienza di tutte le difficoltà legate al primo avvio – quello di Pearl Street ndr – e non ho alcun dubbio che il signor Edison concederà il permesso che formalmente chiedo con la presente”), e Joshua Franklin Bailey, cui Colombo affidò tutti gli ordini e le richieste “per una consegna immediata e spedizioni alle migliori condizioni possibili” (lettera del 14 settembre 1882). Il coinvolgimento di Bailey fu tale che nel 1884, anno della fondazione della Società Generale italiana di Elettricità Sistema Edison, entrò a far parte del consiglio di amministrazione.

L’elettrificazione del Paese cominciò a Milano e si tradusse presto in innovazione e progresso per le famiglie e le imprese di tutta Italia. L’illuminazione della Scala nel 1883 ne fu la manifestazione più festosa ed elegante, ma fu anche un momento di svolta tanto che Colombo scrisse “il successo della Scala ci ha dato più fiducia e ora procediamo rapidamente col cablaggio di almeno 100 lampade in più” (lettera a T. A. Edison del 5 febbraio 1884).

I consumi elettrici della rappresentazione verranno compensati da appositi certificati che comprovano la provenienza dell’energia elettrica da fonti rinnovabili. In questo modo Edison eviterà l’emissione di 64 tonnellate di anidride carbonica.

@Doctorspinone