Continuano le pronunce a favore dei risparmiatori che, dopo aver investito i loro soldi nei “sicuri” buoni fruttiferi postali, si sono ritrovati 30 anni dopo con rendimenti dimezzati per colpa di un decreto del Governo. La storia è ormai nota e riguarda alcuni buoni emessi tra il 1974 e il 1986. Codici fa sapere che un Giudice di Pace di Savona ha dato ragione a 20 risparmiatori accogliendone i ricorsi e obiettando che la legge era sbagliata: la modifica delle condizioni di rendimento dei buoni, è comparsa in G. U. ma non è mai stata comunicata nominativamente agli interessati, né sono state fornite tabelle aggiornate.

Codici ricorda che le serie “incriminate” dei buoni fruttiferi sono M, N, O emessi dal 1974 al 1986, con l’importo scritto in lire e sul retro l’indicazione della rivalutazione trentennale. Nel 1986 un decreto del Governo ne ha dimezzato i rendimenti, senza comunicarlo agli investitori che si sono accorti del fatto solo al momento dell’incasso. Le Poste dicono di essere state corrette, avendo applicato la legge. Ma il Giudice ha obiettato che fosse la legge ad essere sbagliata: difatti la modifica delle condizioni, è comparsa in Gazzetta Ufficiale, ma non è mai stata comunicata nominativamente agli interessati, né sono state fornite tabelle aggiornate.

“La variazione avrebbe dovuto essere comunicata ‘ad personam’ – spiega l’Avvocato Carmine Laurenzano di Codici – Questo è il principio per cui ci stiamo battendo da tanto tempo, non sono mai state messe a disposizione degli utenti le tabelle integrative che riportavano la variazione dei tassi di interesse, che li avrebbero messi in condizione con consapevolezza di accettare la variazione o di recedere dal contratto. La normativa presenta forti anomalie e principi di incostituzionalità – conclude Laurenzano – al momento sono al vaglio di numerosi giudici e tribunali su tutto il territorio Nazionale.”

Chi è in possesso di BFP appartenenti a queste serie “anomale” può contattare l’Associazione all’indirizzo mail:segreteria.sportello@codici.org.