Come noto, l’asta che assegna i diritti tv della serie A per il triennio 2015-2018 si è chiusa il 5 giugno scorso. A decidere sarà la Lega Calcio, che dovrà scegliere entro e non oltre le ore 12 del 26 giugno, ossia entro 21 giorni dalla presentazione delle offerte. La questione, tuttavia, ha fatto nascere una serie di diffide, controdiffide e ricorsi tra i due principali pretendenti: Sky e Mediaset. E la vicenda – teme il Codacons – potrebbe avere ripercussioni dirette sui cittadini e tifosi di calcio, anche attraverso un incremento dei costi per la visione delle partite.
“Si rileva che, pur avendo la Figc e la Lega Calcio di serie A natura privatistica, allorché esse adottano, attuano ed applicano norme regolamentari e organizzative dell’ordinamento sportivo, esercitano una funzione pubblica di derivazione dal Coni – spiega l’associazione nell’esposto – Per tale motivo si chiede all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato un intervento per fare chiarezza sulle modalità di svolgimento delle procedure volte l’assegnazione dei diritti del campionato di Serie A nel triennio 2015-18, e per verificare se siano in essere intese restrittive della concorrenza, abusi di posizione dominante e/o operazioni di concentrazione che comportano la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante in modo tale da eliminare o ridurre in misura sostanziale e duratura la concorrenza e tutelando i consumatori, favorendo il contenimento dei prezzi e i miglioramenti della qualità dei prodotti che derivano dal libero gioco della concorrenza”.
Alla Procura di Roma invece l’associazione ha chiesto “di predisporre tutti i controlli necessari ad accertare eventuali responsabilità nonché fattispecie penalmente rilevanti, ivi compreso il reato di cui all’art. 353 c.p. o le diverse fattispecie penalmente rilevanti che la S.V. dovesse ravvisare, a carico di tutti i soggetti, privati e/o istituzionali, addetti ad attività di controllo e di sicurezza”.