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Calcolo rata del mutuo, quali criteri usare per la scelta migliore

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Quattro fattori influenzano il calcolo della rata del mutuo, conoscerli ci permette una scelta consapevole e sicura, al riparo da eventuali sorprese.
Capire come calcolare la rata del mutuo è un requisito essenziale per un consumatore attento, sempre alla ricerca dell’occasione migliore per risparmiare. Solo l’informazione può renderci consapevoli dei nostri diritti e dei criteri utilizzati dalla controparte, rendendo possibile una scelta sicura. Inoltre tale consapevolezza ci permetterà di non imbatterci in situazioni spiacevoli, trattando con persone poco raccomandabili.
Se una giovane coppia avesse intenzione di scegliere il mutuo prima casa più vantaggioso, dovrebbe considerare nella scelta della banca a cui rivolgersi alcuni fattori che determineranno appunto l’onere che ci si può accollare mese dopo mese.

La scelta migliore è sempre quella di utilizzare un sito di comparazione tariffe specializzato in mutui e, dopo aver trovato la rata che ci sembra più conveniente, pretendere dall’istituto scelto la massima trasparenza e correttezza, chiedendo tutte le informazioni e i chiarimenti ulteriori che ci sembrano necessari.
La rata che andremo a pagare equivale al pagamento che chi ha sottoscritto il mutuo deve effettuare alla banca su base periodica fino alla totale restituzione dell’importo dovuto. Alla stipula del contratto il mutuatario definisce con il proprio istituto di credito il cosiddetto piano di ammortamento.

Ogni rata del mutuo è composta da una quota capitale, costituita dall’importo che ci è stato prestato, e da una quota interessi, relativa appunto agli interessi dovuti alla banca. L’ammontare totale di questa seconda quota dipende dal tasso di interesse (fisso, variabile o misto) offerto dalla banca e che deve essere ben specificato nel contratto.
Quattro sono i fattori da cui dipende il calcolo della rata del mutuo; ogni consumatore all’atto di stipulare un mutuo deve essere a conscenza di tali elementi. Il primo è ovviamente il tasso di interesse nominale (Tan) che deve essere riferito al periodo che intercorre tra una rata e la successiva.
Il secondo fattore è invece l’importo effettivo richiesto alla banca, al netto di qualunque spesa o onere iniziale; il terzo è il numero totale delle rate, il quarto è la periodicità. È possibile infatti stabilire con l’istituto bancario la cadenza delle rate che potranno essere mensili, trimestrali, semestrali o annuali.

Sul piano di ammortamento ci sarà possibile vedere esattamente la pianificazione accurata di ogni rata del rimborso con la ripartizione precisa e dettagliata tra la quota capitale e la quota interessi. Il piano di ammortamento più comune e utilizzato è il cosiddetto “ammortamento alla francese” o “piano a quota capitale progressiva”.
La caratteristica basilare di tale tipologia di piano è la riduzione progressiva della quota interessi sul valore della rata complessiva; non diminuirà tuttavia l’importo dovuto periodicamente, infatti parallelamente alla diminuzione della quota interessi crescerà la quota capitale.
fonte: supermoney.eu

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Mutui prima casa, è ufficiale: il Fondo Consap è stato rifinanziato. Al via le domande

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L’avevamo già anticipato lo scorso 2 aprile, a seguito dell’annuncio fatto dal ministro Luigi Di Maio, ma ora è ufficiale. Il Fondo di garanzia gestito dalla Consap per l’acquisto della prima casa è stato rifinanziato. Il provvedimento è stato inserito nel Decreto Legge Crescita pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 aprile.

È quindi ora possibile presentare la domanda per chiedere la garanzia del 50% per un mutuo di massimo 250mila euro per l’acquisto della prima casa, non di lusso, anche con interventi di ristrutturazione purché tesi all’aumento dell’efficienza energetica.

La garanzia può essere chiesta da tutti senza limite di reddito e di età, a patto di non essere proprietari di altri immobili, fatta eccezione per quelli ricevuti a seguito di successione o concessi a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Attualmente sono 180 gli sportelli bancari presso i quali è possibile consegnare la domanda.

Per scaricare il modulo di richiesta al Fondo Consap, clicca qui

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Gruppi segreti Facebook-prodotti Juice Plus, sanzioni da un milione di euro per pratica commerciale scorretta

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Il 27 marzo 2019 l’Autorità ha concluso un procedimento istruttorio nei confronti delle società The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH, The Juice Plus+ Company LLC, accertando che le stesse commercializzano integratori alimentari e prodotti sostitutivi dei pasti a marchio JuicePlus+ con modalità di promozione ingannevoli e non trasparenti attraverso il canale  social media marketing Facebook, in violazione del Codice del Consumo .

In particolare, il procedimento ha riguardato due profili: innanzitutto, la strategia di vendita adottata da JuicePlus incentiva la condivisione di esperienze di consumo non necessariamente autentiche. Nello specifico, è stata esaminata una forma di marketing occulto realizzata principalmente tramite pagine e gruppi segreti Facebook, consistente nel non rendere palese che i venditori dei prodotti JuicePlus agiscono nel quadro della propria attività commerciale, i quali, al contrario, si presentano falsamente sotto la veste di consumatori.

In secondo luogo, è stata accertata l’ingannevolezza delle informazioni diffuse con riguardo alle caratteristiche principali dei prodotti e dei risultati che si possono attendere dal loro utilizzo, soprattutto in termini di efficacia dimagrante e curativa, promettendo che con l’assunzione dei prodotti in esame sia possibile guarire da talune patologie o ottenere notevoli cali ponderali in poco tempo.

Inoltre, l’Autorità ha osservato che in un contesto virtuale, l’assenza degli elementi  caratterizzanti l’interazione consumatore-venditore richiede ai professionisti di adottare tutte le misure necessarie per evitare le confusioni di ruolo e, dunque, comportamenti scorretti da parte dei venditori affiliati. Di conseguenza, JuicePlus avrebbe dovuto esercitare una specifica cautela nelle indicazioni date ai propri affiliati ed effettuare un controllo esteso del loro operato, con l’applicazione di sanzioni disincentivanti.

Pertanto, l’Autorità ha ritenuto che la pratica commerciale descritta risulti scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, 22 comma 2 e 23, comma 1, lett. aa) del Codice del Consumo e ha sanzionato le società coinvolte per un milione di euro.

 Nel corso del procedimento, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 15 aprile 2019

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Caso Diamanti, vertice tra BPM, ADICONSUM e Federconsumatori

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Incontro con l’A.D. di BancoBPM Adiconsum e Federconsumatori:Abbiamo denunciato il grave disagio dei risparmiatori
Ora BancoBpm dimostri l’attenzione verso i clienti


9 aprile 2019
 – Si è tenuto a Milano, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 aprile, l’annunciato incontro sulla vicenda “diamanti”, tra le delegazioni delle associazioni dei consumatori Adiconsum e Federconsumatori con il BancoBpm, rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, dal vice direttore generale Salvatore Poloni e il responsabile della task force Annibale Ottolina.

Nel corso dell’incontro, le Associazioni Consumatori hanno espresso il pesante disagio dei clienti che hanno investito in diamanti, le giuste aspettative di ristoro dei propri risparmi, la buona pratica di altre banche che hanno proposto l’acquisto delle pietre e che hanno integralmente rifuso l’importo investito.

L’amministratore delegato, condividendo le affermazioni delle Associazioni Consumatori sullo stato d’animo dei clienti, ha ribadito la volontà del BancoBpm di trovare soluzioni eque, ancorché differenziate nella diversa tipologia delle posizioni coinvolte.

Adiconsum e Federconsumatori hanno proposto all’amministratore delegato la necessità di rifondere i risparmiatori a partire dagli investimenti più bassi ed arrivare al ristoro del valore complessivo dell’investimento, tenendo conto anche della difficoltà di realizzo del bene acquistato.

Inoltre, stante le difficoltà oggettive del curatore, nel consegnare nel breve le pietre in deposito presso la società IDB, è stato richiesto al BancoBpm di considerare la lettera di possesso delle pietre che il curatore invierà agli investitori, quale elemento probante per effettuare il ristoro.

A fronte delle proposte delle Associazioni Consumatori, l’amministratore delegato ed il vice direttore generale, hanno dichiarato di rispondere in tempi brevi alle richieste effettuate.

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