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Caldo. Come scegliere bene e come manutenere il condizionatore

Nonostante un inizio estate incerto, in questi giorni il caldo si farà sentire, ed in tanti faranno ricorso ai condizionatori d’aria per un pò di refrigerio. AiCARR, Associazione italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento, Refrigerazione, propone alcune semplici regole che possono guidare l’utente nell’acquisto, installazione e gestione di un sistema di condizionamento.

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1) Pensarci per tempo
AiCARR sostiene, da sempre, che un impianto di condizionamento dovrebbe essere già previsto nei progetti di costruzione delle nuove abitazioni e di ristrutturazione degli edifici esistenti, esattamente come avviene per i sistemi di riscaldamento. Solo in questo modo è possibile ottenere soluzioni su misura, ideali per il contesto e per l’utente, con l’obiettivo finale di ottenere il massimo in termini di comfort e di efficienza energetica.

2) La scelta: attenzione all’etichetta energetica
Scegliere di fretta un modello estremamente economico, senza considerarne le prestazioni energetiche è un errore che si pagherà nel tempo, con bollette particolarmente salate.
In mancanza di una consulenza tecnica, l’utente può effettuare un acquisto oculato basandosi sulla lettura dell’etichetta energetica, che tutti i condizionatori di potenza fino a 12 kW riportano e che consente di distinguere fra prodotti eccellenti, buoni o standard dal punto di vista dei consumi: si parte dalla classe A+++ per arrivare alla più bassa, la classe D. È molto importante anche verificare sull’etichetta i comportamenti stagionali della macchina che si acquista, espressi in valori numerici sotto la dicitura SEER (Efficienza Energetica Stagionale) e SCOP (Coefficiente di Prestazione Stagionale): valori elevati sono indice di una buona efficienza energetica.
Quando si sceglie un climatizzatore fisso si ha un ulteriore vantaggio: tutti i sistemi fissi sono oggi dotati di sistema inverter, che permette la modulazione della potenza assorbita dal compressore in base all’effettiva richiesta di raffrescamento, con conseguente risparmio energetico rispetto ai più basilari sistemi on/off, e di pompa di calore, che consente anche il riscaldamento invernale. Tra i tanti optional che i produttori offrono al cliente si dovrebbe sempre prediligere le funzioni che permettono efficienza energetica e conseguente risparmio.

3) Contattare un installatore certificato
E’ indispensabile scegliere un installatore non solo qualificato, per un lavoro a regola d’arte, ma anche certificato, per non incorrere in sanzioni amministrative.
Da oltre un anno, infatti, la legge stabilisce che chi installa apparecchi che funzionano con refrigeranti F-gas (i fluidi contenuti nei condizionatori) deve essere munito di un patentino, che si ottiene dopo avere sostenuto un apposito esame. Se si calcola che attualmente, su 16 mila operatori attivi in Italia, risulta certificato solo il 20%, si comprende come imbattersi in un installatore non abilitato sia piuttosto frequente. È quindi diritto e dovere dell’utente finale chiedere all’installatore di mostrare il patentino: in caso di irregolarità, le sanzioni economiche sono significative e riguardano non solo il tecnico ma anche il cliente.
4) Come utilizzare il condizionatore
Per ottenere il massimo comfort all’interno dell’abitazione senza sprecare energia, l’impianto di condizionamento deve essere gestito in maniera corretta. Questo significa innanzitutto impostare la temperatura in modo da evitare un’eccessiva differenza termica fra interno ed esterno. AiCARR consiglia di regolare il condizionatore intorno ai 26°C e, in ogni caso, la legge stabilisce che non si scenda al di sotto dei 24°C: ovviamente, nessuno subirà controlli all’interno della propria abitazione, ma in questo caso deve prevalere il buon senso. Se 26°C possono sembrare tanti, si deve considerare che già la sola funzione di deumidificazione è in grado di rendere più confortevole il clima interno, pur senza diminuire effettivamente la temperatura.

È inoltre importante che l’aria condizionata non sia indirizzata direttamente sulle persone: alcune macchine dispongono di sensori a infrarossi che percepiscono i movimenti in ambiente e direzionano di conseguenza l’aria. E’ inoltre necessario prestare particolare attenzione al punto di installazione dell’unità interna e “giocare” sul movimento delle alette che orientano il getto
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Il condizionatore può senz’altro essere attivato anche di notte, tenendo conto però che l’organismo durante il sonno necessita di una temperatura più elevata che in fase di attività; per questo, quasi tutti i condizionatori dispongono della funzione “sleep” o “notturna”, che regola in tal senso la temperatura, con minore dispendio di energia.
Osservati questi accorgimenti, il condizionatore può essere utilizzato tranquillamente anche in presenza di bambini piccoli e anziani.
5) Controllare e pulire regolarmente l’impianto
L’efficienza energetica dell’impianto di condizionamento e il benessere di chi lo utilizza sono strettamente correlati ad una regolare e scrupolosa manutenzione delle macchine. L’operazione più semplice, eseguibile anche dall’utente, è la pulizia manuale dei filtri, presenti in tutti i terminali d’impianto e destinati a purificare l’aria in entrata. E’ poi importante che l’impianto sia controllato regolarmente – il Ministero della Salute consiglia ogni due o tre anni – da un tecnico qualificato (e certificato se agisce sul circuito frigorifero), in grado di verificare che non ci siano perdite di gas refrigerante e che la macchina esterna e le unità interne funzionino correttamente in caso contrario ne ripristinano il corretto funzionamento. A questo proposito, AiCARR ricorda che il 15 ottobre prossimo entrerà in vigore il nuovo libretto d’impianto, una sorta di “carta d’identità” di tutti gli impianti termici, compresi quelli per la climatizzazione estiva, che deve essere conservata dall’utente e compilata dal tecnico che esegue i controlli periodici e la manutenzione. Anche in questo caso, l’utente e il tecnico possono essere soggetti a sanzioni in caso di mancata conservazione del libretto o di una sua errata compilazione.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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