Secondo i dati resi noti oggi da Confcommercio, a dicembre si attenua il crollo dei consumi che registrano una diminuzione dell’1,3% in termini tendenziali ed un aumento dello 0,1% rispetto ad novembre.
Per il Codacons non si vede alcuna luce in fondo al tunnel, come disse Sangalli qualche mese fa. Non solo perché al momento non si può sapere se quell’impercettibile incremento su base mensile è legato al Natale e alla tredicesima o è una inversione di tendenza, ma perché, leggendo con attenzione i dati, non si nota nulla di positivo.
Basti pensare che i beni alimentari, beni necessari per eccellenza, sono ancora in caduta libera, nonostante stiano scendendo dal 2007. C’è ormai da interrogarsi se gli italiani facciano almeno due pasti al giorno.
Gli unici dati che svettano realmente sono, guarda caso, proprio i beni e servizi per le comunicazioni, che nel mese di Natale non potevano non salire, considerato che tutti gli istituti di previsione, Codacons e Confcommercio compresi, avevano sostenuto che i regali degli italiani sarebbero stati più tecnologici e che smartphone & company sarebbero stati tra i doni più gettonati.
La realtà è che fino a quando il reddito disponibile delle famiglie non registrerà un sensibile incremento nessuna ripresa dei consumi è possibile, semmai si interromperà ad un certo punto la caduta, non potendo scendere le famiglie sotto il livello di sussistenza.