Seguici su

Consumatori

Cambiano i contatori energia. Attenzione non siete obbligati!

Pubblicato

il

In questi mesi Enel dovrebbe iniziare la sostituzione dei contatori in 32 milioni di case.

I contatori elettrici di prima generazione, ossia quelli installati a partire dal 2001 e che hanno una vita utile di 15 anni, saranno sostituiti da contatori di seconda generazione del sistema di telegestione. Ma, attenzione, perché vogliono sostituire anche quelli che sono stati installati fino al 2012, quindi che finirebbero il loro corso di vita nel 2027.
Perché? Ufficialmente per dare un servizio, ma a nostro avviso per togliere quanto prima milioni di contatori che non dovrebbero essere li e per controllare i dati di consumo dei consumatori con l’ennesimo BIG DATA che poi verrà utilizzato anche per la Fibra.
Sotto quale cappello i distributori fanno questo? E con quale legittimazione?
Attraverso le delibere dell’autorità di regolazione che si chiama AEEGSI. Un’autorità di regolazione e non il parlamento o il governo, quindi partendo dalla giurisprudenza consolidata che dice: “Le delibere dell’AEEGSI non possono avere alcun rilievo normativo o impositivo perché non hanno alcun valore coattivo nei confronti del consumatore e non escludono il diritto del consumatore ad essere risarcito in caso di violazioni del diritto vigente”; il consumatore non è obbligato a farsi cambiare il contatore a meno che non lo voglia espressamente lui.
Se qualcuno vi minaccia o vuole obbligarvi alla sostituzione, raccontate la vostra storia ed esperienza all’hashtag #notinmyhome.
Ritornando al piano di sostituzione contatori, già solo quelli di ENEL, che gestisce l’85% della rete di distribuzione elettrica, rientrano in un’operazione che coinvolgerà 32 milioni di utenze per un costo di mediamente 150 euro a testa, 4 miliardi e 800 milioni da riversare sugli utenti nelle bollette. A pagare, come sempre, i consumatori, anche in questo caso, in tante comodissime rate.
Il nuovo contatore, per la cui progettazione è stato addirittura chiamato un famoso architetto, di cui non conosciamo nessun costo per la sua ideazione, progettazione e produzione.
Enel non si è preoccupata minimamente di questo perché cit.” tanto a pagare sono i consumatori”.
Contatore smart, cambio di fornitura più veloce, superamento delle fasce orarie predefinite, maggiore trasparenza e consapevolezza nella gestione dell’energia, sono tutte caratteristiche che, vista la portata innovativa, possono sicuramente attrarre un gran numero di consumatori.
Ma non tutto è come sembra. La tecnologia è la stessa della prima generazione, quindi stiamo pagando semplicemente un restyling e la sua certficazione e messa a norma. In tutta questa storia è importante sapere che  sono i distributori ad essere obbligati  (rischio sanzioni da parte dell’Autorità), non i consumatori.
Si fa passare per forzata un’operazione che invece non lo è e, soprattutto, non se ne specificano costi e modalità.
Enel si è occupata della scelta di ogni dettaglio, consolidando le sue mani su una rete ancor più importante per il futuro vista la probabile integrazione tra rete elettrica e web.  Immaginate che valore può avere per un’azienda di qualsiasi settore di mercato accedere ad informazioni riguardanti la vostre abitudini di consumo,  come quando si accendono le luci o si naviga su internet?
Il consumatore, come già avvenuto nella tranche sostitutiva precedente, è costretto soltanto a pagare. Sono molti gli utenti che ancora si ritrovano addebitati in bolletta i costi dell’operazione precedente e si vedranno aggiunti anche quella della nuova sostituzione, se non prestano attenzione.
Dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali Codici – Quello che i consumatori non sanno, infatti, è che non sono assolutamente obbligati a sostituire il proprio contatore, a meno che questo non funzioni, e nel caso in cui la sostituzione avvenisse, c’è la necessità di tutelarsi. #notinmyhome
Cosa fare in caso non possiate fare a meno di farvelo sostituire?

Ribadiamo che nessun utente è obbligato alla sostituzione del contatore e raccomandiamo ai consumatori di farsi installare il nuovo contatore soltanto se:

1) il vecchio non funzioni più o abbia superato i 15 anni, fine della sua vita utile ( Basta leggere la data di produzione sull’apparecchio);
2) di essere presenti in casa al momento della sostituzione per farsi rilasciare il certificato di conformità e quello di sostituzione, con tutti i dati dell’operatore che lo ha sostituito, le caratteristiche del nuovo e i dati di consumo del precedente, incluso il numero di matricola;
3) di fare una foto al vecchio contatore per accertare l’effettivo consumo registrato, per evitare di ritrovarsi in bolletta spiacevoli sorprese come i troppo frequenti maxi conguagli.

Attenzione è proprio da queste sostituzioni che nascono problemi di fatturazione, conguagli e altra natura, che poi si riversano subito dopo sulle bollette.

Vi preghiamo di segnalare qualsiasi anomalia all’Associazione Codici, che resta a disposizione dei consumatori per eventuali segnalazioni alla sezione Reclami sul sito http://www.codici.org/.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

Pubblicato

il

Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

Continua a leggere

Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

Pubblicato

il

La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

Continua a leggere

Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

Pubblicato

il

Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

Continua a leggere