Dopo il parere di ieri del Consiglio di Stato che ha bocciato senza mezzi termini il canone Rai in bolletta, il Codacons lancia oggi una petizione online per convincere il Governo a fare marcia indietro sul provvedimento.

“Abbiamo deciso di avviare una raccolta di firme sul web per dimostrare che i cittadini sono nettamente contrari al pagamento del canone attraverso la bolletta elettrica, una imposizione insensata e lesiva dei diritti degli utenti – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Ad aggravare la situazione, i tanti dubbi sulle modalità di riscossione, sulle esenzioni, sugli obblighi per gli utenti connessi alla nuova misura e la mancanza di informazioni certe per i cittadini, oltre alle criticità certificate dallo stesso Consiglio di Stato”.

Per tale motivo il Codacons invita tutti gli utenti ad aderire alla petizione online pubblicata alla seguente pagina:

http://www.codacons.it/articoli/canone_rai_bolletta_petizione_on_line_281187.html

L’associazione diffida inoltre il Governo a fare marcia indietro sul decreto che inserisce il canone Rai in bolletta; in caso contrario il Codacons minaccia azioni su più fronti, compreso il boicottaggio del canone.

Federconsuamtori: La realtà dei fatti, purtroppo, sta confermando ciò avevamo previsto: l’applicazione della norma che prevede l’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica sta facendo emergere non poche criticità. Viste le recenti notizie sul decreto attuativo, riteniamo opportuno puntualizzare alcuni importanti aspetti della questione, onde evitare di confondere ulteriormente i cittadini in un panorama già caotico.

Il Consiglio di Stato ha espresso un parere sul decreto attuativo ma attenzione: questo non significa che l’imposta non verrà più inserita nella bolletta dell’energia elettrica né implica uno slittamento dei termini per la presentazione dell’autocertificazione! La scadenza del 30 aprile per l’invio dell’autocertificazione (10 maggio per chi la effettua in via telematica) e l’inserimento del canone in bolletta a partire dal 1 luglio restano in vigore.

Il Consiglio di Stato chiede però al legislatore di rivedere il decreto attuativo. In particolare le criticità sollevate sull’assenza di una definizione di “apparecchio tv” e sulla necessità di una capillare campagna di informazione in merito agli utenti che non sono tenuti al pagamento ci portano, a maggior ragione, a chiedere al Governo una proroga al 31 maggio i termini per la presentazione dell’autocertificazione: si tratta di aspetti che fanno la differenza per chi debba pagare e chi no, quindi, visto che il tempo stringe, è necessario tenere conto di questi aspetti. I cittadini hanno bisogno di qualche settimana in più, in modo da poter avere notizie certe e indicazioni precise.

La materia è delicata e complessa e necessita di una regolamentazione puntuale, che non lasci spazio ad alcun dubbio e che prenda in considerazione tutte le fattispecie possibili.

Alla luce di questi ultimi sviluppi in una situazione a dir poco confusa, ribadiamo inoltre la nostra preoccupazione per ciò che accadrà nel momento in cui la norma diverrà operativa e per i possibili errori nelle bollette di luglio.

Per ADUC : Sul canone Rai in bolletta è indispensabile che il Ministero dell’economia e delle finanze intervenga con estrema urgenza. E non ci riferiamo solo alle responsabilità che il Consiglio di Stato (1) gli ha ricordato che “deve assumersi” occupandosi del decreto ministeriale in materia di canone in bolletta. Occorre soprattutto che il Ministro ponga un freno ad una gravissima violazione della legge che l’Agenzia delle Entrate sta ponendo in essere a danno dei cittadini, violando la legge di stabilità – anzi ponendosi al di sopra della legge e inventandosi norme che non esistono – e addebitando il canone in bolletta a tutte le utenze domestiche italiane, a meno che tutti non presentino una autocertificazione.
Partiamo dall’inizio. Sul canone Rai in bolletta la legge di stabilità è chiarissima: “La detenzione di un apparecchio si presume altresi’ nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica”.
Quindi SOLO se ho una utenza elettrica intestata nell’immobile nel quale ho RESIDENZA ANAGRAFICA il canone mi verrà addebitato in bolletta. Tutti gli altri dovranno pagare con BOLLETTINO POSTALE.
L’Agenzia delle Entrate, secondo la stessa legge, ha il compito di definire le modalità – e sottolineiamo modalità – con le quali gli italiani che non hanno la tv devono inviare l’autocertificazione per comunicare questa informazione. L’Agenzia delle Entrate però è andata ben oltre e si è sostituita al legislatore, imponendo a TUTTI I TITOLARI DI UNA UTENZA ELETTRICA DOMESTICA di pagare il canone Rai.
La questione va ben oltre la lotta all’evasione e le modalità, criticabili o meno, per portarla avanti. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato ieri un aggiornamento (l’ennesimo) sul proprio sito in materia di canone Rai, pubblicando gli esempi su chi deve autocertificare cosa (2).
Tralasciando il fatto, comunque grave se lo scopo era fare informazione, che dai modelli scaricabili in pdf non si capisce assolutamente nulla, l’Agenzia fa il CONTRARIO di quello che prevede la legge. Chiariamo una cosa, il concetto di “utenza elettrica residente”, usato dall’Agenzia delle Entrate per i suoi esempi, riguarda esclusivamente i costi dell’energia elettrica, che sono inferiori se l’intestatario risiede in quella casa e sono superiori se si tratta di una seconda casa (“utenza non residente”). Quindi se non ho residenza in una abitazione, non avrò una utenza residenti ma una non residenti, nel senso che pagherò di piu’ la corrente elettrica. Non altro.
L’Agenzia delle Entrate invece, come se non bastasse la confusione già esistente sul tema, confonde ulteriormente i concetti e le idee dei contribuenti e chiede che per qualsiasi utenza domestica (contrapposta a utenza non domestica) venga pagato un canone.
L’Agenzia delle Entrate quindi, violando la legge di stabilità, fa pagare il canone in bolletta a tutte le utenze elettriche domestiche.
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Questi alcuni gli esempi pubblicati sul sito:
“Esempio 4
Famiglia composta da due coniugi
Due abitazioni A e B
I coniugi hanno la residenza anagrafica nell’abitazione A
Utenze elettriche:
– abitazione A: utenza di tipo residenziale intestata al marito
– abitazione B: utenza di tipo residenziale intestata alla moglie
Apparecchi televisivi presenti sia nella prima che nella seconda abitazione

D: E’ possibile presentare la dichiarazione sostitutiva ?
R: SI, la moglie può presentare la dichiarazione sostitutiva per evitare l’addebito del canone sull’utenza elettrica a lei intestata, compilando la sezione “Dichiarazione” contenuta nel Quadro B del modello e indicando il codice fiscale del marito quale intestatario dell’utenza su cui è dovuto il canone.
Resta da valutare la situazione dell’abitazione B per la quale c’è un’utenza elettrica di tipo residenziale ma dove non è residente alcun componente della famiglia”
Nostra valutazione: Non è possibile che una persona che NON ha residenza anagrafica in un luogo abbia un contratto residenziale. Se ciò accade per omessa comunicazione all’azienda che fornisce energia elettrica e quindi l’intestatario acquista la corrente elettrica ad un costo minore, appena l’azienda ne viene a conoscenza gli richiede gli arretrati. Quindi l’Agenzia delle Entrate in questo esempio chiede alla moglie di fare una autocertificazione per la casa B che la legge di stabilità non richiede.
Cosa vuol dire poi “resta da valutare la situazione dell’abitazione B”? Cosa resta da valutare e da parte di chi? Ci stanno dicendo che non sanno nemmeno loro cosa fare?
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Altro esempio pubblicato sul sito:
“Esempio 6
Famiglia composta da genitori e figli
Due abitazioni A e B
Genitori e figli hanno la residenza anagrafica nell’abitazione A mentre la B è data in affitto
Utenze elettriche:
– abitazione A: utenza tipologia residenziale intestata al marito
– abitazione B (l’immobile affittato): utenza tipologia residenziale intestata alla moglie
Apparecchi televisivi presenti in entrambi gli immobili
D: E’ possibile presentare la dichiarazione sostitutiva?
R: SI, la moglie può presentare la dichiarazione sostitutiva per evitare l’addebito del canone sull’utenza elettrica a lei intestata, compilando la sezione “Dichiarazione” contenuta nel Quadro B del modello e indicando il codice fiscale del marito quale intestatario dell’utenza su cui è dovuto il canone.
Attenzione: non va indicato il codice fiscale dell’inquilino. Quest’ultimo dovrà comunque verificare se è tenuto al pagamento del canone (vedi gli esempi 11 e 12).”
Nostra valutazione. L’Agenzia delle entrate chiede al proprietario dell’immobile nel quale non ha la residenza di presentare l’autocertificazione, altrimenti anche in questo caso il canone sarà addebitato anche su quella bolletta.
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Ancora:
“Esempio 7
Famiglia composta da genitori e figli
Due abitazioni  A e B
La moglie e il marito hanno la residenza anagrafica nell’abitazione A e i figli hanno la residenza anagrafica nell’abitazione B
Utenze elettriche :
– abitazione A: utenza tipologia residenziale intestata alla moglie
– abitazione B: utenza tipologia residenziale intestata al marito
Apparecchi televisivi presenti sia nella prima che nella seconda abitazione
D: E’ possibile presentare la dichiarazione sostitutiva ?
R: SI, il marito che fa parte della famiglia anagrafica residente nell’abitazione A può presentare la dichiarazione sostitutiva compilando il quadro B per comunicare che il canone dovuto è addebitato sull’utenza elettrica di tipologia residenziale intestata alla moglie, di cui deve indicare il codice fiscale.
I figli che hanno la residenza anagrafica nell’abitazione B costituiscono un’autonoma famiglia anagrafica e sono tenuti al pagamento del canone mediante versamento con modello F24 entro il 31 ottobre 2016.”
Nostra valutazione. Secondo la legge di stabilità, in questo caso il canone andrebbe addebitato solo nella bolletta della moglie, invece l’Agenzia delle Entrate chiede ancora una volta una autocertificazione non prevista dalla legge di stabilità.
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Morale della favola, se in famiglia siamo 4, tutti anagraficamente residenti nello stesso luogo, e quindi “famiglia anagrafica”, ma con utenze elettriche intestate in altri immobili, saremo tutti tenuti a presentare l’autodichiarazione, altrimenti pagheremo 4 canoni Rai: 400 euro illegittimamente addebitati in bolletta…

E’, purtroppo, come paventammo quando parlammo del timore (ormai certezza) che il governo volesse giocare all’asso pigliatutto (3): l’asso pigliatutto è l’Agenzia delle Entrate (4).
Chiediamo quindi che il Ministero dell’economia intervenga con estrema urgenza per porre fine ad una illegalità che costerà alle famiglie italiane un canone per ogni utenza elettrica intestata.

(1)  http://aduc.it/comunicato/canone+imposta+rai+bolletta+luce+no+consiglio+stato_24241.php
(2) http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Canone+TV/Esempi+di+compilazione+TV/
(3) http://www.aduc.it/comunicato/imposta+canone+rai+omissioni+sulle+nuove+norme_23813.php
(4) http://www.aduc.it/comunicato/canone+imposta+rai+autocertificazione+non+possesso_24150.php

Emmanuela Bertucci, legale Aduc