Firenze, 29 Aprile 2016. Via via che ci si avvicina alle prime scadenze per il pagamento dell’imposta sul possesso di un apparecchio tv che -”burlescamente”- continua ad essere chiamata “canone” o “abbonamento”, il vaso di Pandora che il Governo ha concepito per combattere l’alta e innegabile e scontata evasione fiscale in merito, sta svelando tutti i suoi contenuti.
In pratica -e saremmo lieti se qualcuno ci desse di imbecilli perche’ non abbiamo capito- tutti coloro che hanno un contratto della luce residenziale si vedranno addebitare in bolletta l’imposta Rai. Anche se e’ seconda casa o altri contesti in cui non dovrebbe essere pagato. Quindi aspettiamoci -per chi lo sa e chi avra’ voglia di farlo- una caterva di ricorsi che (e qui i nostri governanti ben lo sanno, e ci marciano) costeranno, tra tempo e denaro, quasi quanto uno pagherebbe non facendo nulla.
Il problema, su cui avevamo gia’ lanciato l’allarme, nasce da quanto rilevato dal Garante della Privacy che ha evidenziato “’l’aspetto critico” del modo di riscossione: i dati degli intestatari delle bollette (gestiti dall’Acquirente Unico) non verranno incrociati con quelli dell’anagrafe tributaria. Se a suo tempo si era stipulato un contratto della luce residenziale e poi la situazione residenziale e’ cambiata e l’utente non ha modificato nulla, l’imposta/canone sara’ in bolletta.
Questo e’ il risultato dell’attuazione di una norma della legge di Stabilita’ che era chiara, ma che non e’ stata attuata perche’ i decreti “sono stati dimenticati” o “perche’ non sono cosi’ determinanti, tant’e’ che Consiglio di Stato e Garante Privacy hanno dato il loro assenso”…. Sara’ cosi’? Ma non prendiamoci per i fondelli. Gia’ il fatto che si faccia pagare un’imposta per presunzione, la dice lunga; aggiungiamo poi anni di vessazioni degli specifici uffici Rai per farla pagare anche chi non c’entrava nulla; aggiungiamo ancora le Faq dell’Agenzia delle Entrate sul loro web che cambiano quasi ogni giorno, dicendo anche il contrario del giorno prima; aggiungiamo il telefono di informazioni della stessa Rai che spesso dice fischi per fiaschi al solo fin di far pagare chiunque (1). E, fatto ultimo, il ministro Padoan che rispondendo ad un’interrogazione dice che partira’ una campagna pubblicitaria da qui alla scadenza del 16 maggio, con informazioni sui canali Rai
(ma se
uno non ha la tv com’e’ che dovrebbe vedere i canali Rai?) e altrove… una campagna di 15 giorni per spiegare a tutti gli intestatari di una utenza elettrica quali sono i loro diritti e doveri… tempi simili, visto l’argomento e l’ampiezza degli utenti, a quelli di un allarme aereo che invita tutti a correre nei rifugi.

Per chi volesse approfondire l’argomento, stiamo svolgendo, come associazione no-profit e non finanziata per scelta da nessuna istituzione pubblica, un notevole servizio di informazione. Qui lo specifico canale web: http://tlc.aduc.it/rai/