Firenze, 18 Novembre 2015. L’imposta per il pagamento del possesso di un apparecchio tv, dolosamente chiamata canone e/o abbonamento, si paghera’ attraverso la bolletta elettrica. Questo e’ gia’ stato stabilito, per ora. Ci devono ancora dire come si articolera’ questo pagamento, con tutte le problematiche connesse tipo esenzioni, bollette facenti capo a medesimo soggetto gia’ pagatore, etc. Vedremo.
Intanto sono cominciati gli emendamenti, quelli che contano e che e’ probabile diventeranno legge, non quelli delle opposizioni. L’emendamento delle relatrici prevede che il canone vada pagato con la bolletta elettrica in 10 rate “con scaglionamento da gennaio ad ottobre”. E partiamo male: le bollette della luce sono pagate mensilmente solo da alcuni utenti con contratti particolari e comunque non domestici e che raramente possiedono un apparecchio tv, mentre tutte le utenze domestiche (che sono la maggior parte di coloro che hanno un apparecchio tv) pagano il servizio con bollette bimestrali. Domanda: gli estensori di questo emendamento le sanno queste cose? E se lo sanno (speriamo…) perche’ hanno scritto 10 rate e non 5? Crediamo che la scelta di scrivere 10 (sempre che non sia dettata dall’ignoranza per non avere mai a che fare con pagamenti di bollette) sia perche’ sono un po’ miopi e imbroglioni. Fa piu’ effetto mediatico dire che l’imposta si paga in dieci “como
de”
rate, a cui il contribuente medio non ci dovrebbe fare neanche caso (“che vuoi che siano 10 euro al mese…”), che non cinque: 10 euro sono mediaticamente piu’ accettabili che non 20. Poi dovranno per forza stabilire 20, ma intanto in questi gironi i media hanno gia’ “sparato” la notizia che le rate sono 10 e di 10 euro e non 5 di 20 euro….. e quindi? “Solo cavilli di aspetto tecnico” -diranno i nostri legislatori.
Sembra che la politica dei nostri governanti e legislatori -nello specifico, e non solo- piuttosto che quella che ci ripetono tutti i giorni (“stiamo diminuendo le tasse”) sia quella di farci mediaticamente credere che sia cosi, ma poi la sostanza non cambia.
Ci spiace, ma noi tutto questo vento di novita’ sulla cosiddetta comunicazione e informazione dello Stato (Rai), proprio non la vediamo, e continuiamo ad essere tenaci assertori dell’abolizione di questa imposta e la privatizzazione e vendita della Rai.
Qui il nostro canale web in materia: http://tlc.aduc.it/rai/

Vincenzo Donvito, presidente Aduc