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Canone Rai, tutto da riscrivere. Il Consiglio di Stato bacchetta il ministero

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Firenze, 14 Aprile 2016. Il Consiglio di Stato (1) ha “sospeso” il proprio parere sul decreto ministeriale sul canone Rai, di fatto restituendolo al mittente e indicando le modifiche da apportare.
Il Consiglio di Stato, in buona sostanza, accusa il Ministero dello Sviluppo economico di aver abbandonato i cittadini, e di continuare a farlo: non si può limitare ad emanare disposizioni, ma deve garantirne la diffusione e conoscenza adeguata, soprattutto se al cittadino si chiedono autocertificazioni alle quali è ricollegata una responsabilità penale.
Le critiche più rilevanti, che costituiscono il fil rouge dell’intero provvedimento, riguardano l’inadeguatezza delle informazioni rese ai cittadini, la mancanza di chiarezza e il linguaggio troppo complesso utilizzato nell’intero decreto, difficilmente comprensibile dal cittadino non addetto ai lavori, che sulla base di quel decreto deve fare autocertificazioni che possono avere conseguenze anche di rilievo penale.

Vediamo ora queste critiche:
– l’inadeguatezza della pubblicità e dell’informazione resa al contribuente sul canone in bolletta, sull’autocertificazione richiesta ai cittadini e sui rimborsi per i canoni pagati erroneamente. Il decreto dovrà quindi indicare le modalità di informazione ai contribuenti “al fine di agevolare la conoscenza di tali adempimenti da parte della cittadinanza e, conseguentemente, una più efficace applicazione delle norme”;
– manca una definizione esatta di cosa sia un apparecchio televisivo. Il decreto dovrà specificare che il canone/imposta Rai non deve essere pagato per apparecchi quali tablet, smartphone, pc, ecc. (ad oggi questa informazione è contenuta soltanto in una circolare ministeriale del 2012). Il contribuente insomma deve avere vita più facile e norme più chiare, e non deve impazzire in un ginepraio di atti e circolari;
– serve maggior chiarezza sulle categorie di contribuenti tenuti al pagamento. Il riferimento è alla “famiglia anagrafica”, definizione di non facile comprensione per  i non addetti al settore, che dovrà essere resa in forma piu’ chiara e facilmente intuibile;
– l’intero decreto, poi, “tenendo conto dell’ampia platea di utenti cui […] si rivolg[e]” dovrà parlare italiano, e non legalese: dovrà essere comprensibile per chiunque lo legga e non dovrà essere necessario andare da un avvocato per capire cosa c’e’ scritto;
– altro rilievo critico mosso dal Consiglio di Stato riguarda il fatto che l’operazione canone in bolletta  comporta inevitabilmente lo scambio di dati personali dei contribuenti e che in nessun punto del decreto si garantisce esplicitamente che  tale scambio avverrà nel rispetto della normativa sulla privacy.
Il parere, ancora, bacchetta il Ministero per il ritardo nell’emanazione del provvedimento e per il mancato coinvolgimento del  Ministro dell’economia e delle finanze, che non puo’ limitarsi a rilasciare un “nulla osta” ma dovrà assumersene formalmente la responsabilità.

Tutte contestazioni che abbiamo gia’ rivolto al Governo dall’emanazione della legge di stabilità e che ad oggi sono rimaste pressochè inascoltate, con la vaga rassicurazione che “il decreto chiarirà tutto”. Così evidentemente non è, e si torna ai blocchi di partenza.
Cosa accadrà ora? Siamo a metà aprile, si riparte daccapo e il momento del primo addebito in bolletta si avvicina. Fino all’emanazione del provvedimento nessuno può far nulla, gli enti non possono scambiarsi i dati dei contribuenti, e le società elettriche non possono addebitare il canone in bolletta. Il boomerang sta tornando indietro e il nostro timore – se il Governo non decidera’ di fare un passo indietro e di rinviare l’entrata in vigore delle nuove norme all’anno prossimo (prendendosi il necessario tempo per coordinare una macchina così complessa) – e’ che il boomerang torni metaforicamente in fronte ai cittadini, che ne pagheranno (non metaforicamente) le spese.

(1) https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=ZAXNNL2ER52ABPBOT42XC65FTY&q=canone

Emmanuela Bertucci, legale Aduc

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Consumatori

Bollette, forse cancelliamo la riforma delle tariffe

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Finalmente abbiamo un TRIBUNO dei consumatori, il Sen. Gianluigi Paragone

Grazie al post di Rita Dalla Chiesa si è riaperta una speranza!

Vi ricordate la famosa riforma delle bollette voluta dall’ex presidente ARERA GUIDO PIER PAOLO BORTONI che aveva dato origine alla teoria delle famiglie numerose che consumano tanto, e che essendo milioni, dovevano essere sussidiate al posto delle vecchiette sole e dei single squattrinati?

Quella riforma, che esiste da circa 3 anni, vi ha spalmato i costi degli oneri e dei servizi in maniera fissa senza tenere conto del vostro atteggiamento al risparmio, insomma la cosiddetta Riforma Bortoni per le famiglie ricche e numerose era un regalino, ma non certo per i consumatori vulnerabili.

Per chi vuole rivedere la storia basta che torni a leggere il link postati ma sopratutto vedere questo video

Ma ora pensiamo al futuro. Il tema è che questa odiosa riforma, ha sostanzialmente azzerato i comportamenti virtuosi e sopratutto per le seconde case è diventata un bagno di sangue.

Oggi, dopo aver tentato invano di trovare qualche Parlamentare interessato (ne avevo parlato con quasi tutti gli “esperti dell’energia”), è rimasta in vigore senza che nessuno si ponesse il dubbio se dovesse essere cancellata.

Insomma cercavamo qualcuno, a 3 anni di distanza dall’entrata in vigore di quell’ingiustizia sociale che cancellava i comportamenti virtuosi e bucava le tasche di 13 milioni di italiani, sopratutto per le persone che vivono da sole. Qualcuno che si ponesse il dubbio se la RIFORMA TARIFFARIA andava cancellata o meno.

Non si è trovato nessuno che si prendesse l’incarico di imporre all’ARERA la revisione, ma forse oggi abbiamo finalmente il piacere di annunciarvi che qualcuno c’è. Infatti il Senatore Gianluigi Paragone si sta occupando della questione ed ha presentato un atto di sindacato ispettivo (nulla di che ma almeno cominciamo da qualche parte).

Ecco il video di Gianluigi Paragone che annuncia questo.

Ed ecco il testo dell’impegno rivolto al GOVERNO e che speriamo facciano presto, visto che non impatta in alcun modo sulle finanze pubbliche, si tratta solo di cancellare delle misure di regolazione dell’autorità di settore.

Legislatura 18 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00124 Pubblicato il 14 maggio 2019, nella seduta n. 112

Primo firmatario: PARAGONE 

Il Senato, premesso che: con delibere n. 582 del 2015, n. 782 del 2016, n. 799 del 2016 e n. 899 del 2016 l’ARERA ha riformato con decorrenza 1° gennaio 2018 la tariffa elettrica domestica;

con le bollette dell’energia elettrica, oltre ai servizi di vendita, ai servizi di rete e alle imposte, si pagano, altresì, costi per attività di interesse generale, tra i quali ad esempio il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, denominati “oneri di sistema”, che si traducono in una mera maggiorazione della bolletta ed il cui gettito è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico previsti in attuazione di disposizioni normative primarie di ARERA (già AEEGSI);

con riferimento alle bollette di fornitura domestica, gli importi richiesti attengono: alle spese per quota energia, composta da una quota fissa e una quota variabile; alle spese per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, composti da quote fisse (e quote variabili legate ai consumi); alle spese per oneri di sistema, tali intendendosi quelli destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico; alle imposte e all’IVA;

una quota parte di tali oneri si applica indipendentemente dal consumo e dal godimento del servizio;

l’importo di tali voci è conteggiato attraverso criteri non indicati;

applicandosi una rilevante quota parte di tali oneri indipendentemente dal consumo, si traducono in un ingiustificabile aggravio per le famiglie e, più in generale, per tutti quelli che consumano poca energia;

inoltre, l’applicazione di costi fissi, indipendentemente dal consumo, è motivo disincentivante per il consumatore, anche in ordine ad acquisti immobiliari, ove destinati a seconda casa o casa di vacanze;

il settore immobiliare, che ancora sconta la crisi del 2008, è gravato, oltretutto, da un gettito tributario che nel 2018 ha quasi raggiunto la soglia 40 miliardi di euro a causa di tre tipologie di prelievo: patrimoniale (Imu e Tasi), reddituale (cedolare secca sugli affitti abitativi, Irpef, Ires e registro e bollo sulle locazioni) e sui trasferimenti (Iva, registro, ipocatastali e imposte di successione e donazione), impegna il Governo a ricondurre ad equità le spese specificate in premessa, con particolare attenzione agli utenti, che realizzano bassi consumi, applicando a tali consumatori una riduzione proporzionale della quota fissa, mediante apposite interlocuzioni con i venditori e con l’Arera, da avviarsi in tempi brevissimi.

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Consumatori

Come abbattere il costo delle Bollette. Approfondimento del #TG2Italia

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🏚FINCHE’ C’E’ VITA C’E’ BOLLETTA- SIAMO RIMASTI IN BOLLETTA….MA NON SAPPIAMO LEGGERLA

Se pensi alla #casa come una bottiglia e gli fai un buco sotto, avoglia a riempirla sempre, perderà comunque. Come fare quindi a ridurre realmente il costo delle bollette?

📺Super approfondimento di #tg2Italia su Rai2 con:

– Luigi Gabriele di ADICONSUM NAZIONALE 

Gian Battista Baccarini di Fiaip – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali 

#StefanoSaglia #arera

Temi:

-Mercato libero o tutelato?

-Bonus Casa

-Bonus Ristrutturazione

-Isolamento termico

-Bollette & Truffe

🏠PRIMA LA CASA 🏠

MA PRIMA DI COMPRARLA E /O AFFITARLA, PENSA A COME é FATTA…..

Rivedi l’approfondimento del 13 maggio 2019 condotto da Stefania Zane  ⬇️⬇️⬇️

Tg2
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Consumatori

Marketing (L. Gabriele) a Radio Cusano Campus: “Basta volantini cartacei, usiamo le mail”

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Fonte Radio Cusano

“Chi vuole ricevere informazioni sulle promozioni si faccia mandare una mail, o un messaggio whatsapp. Non siamo più nelle condizioni di sprecare in questo modo. Ho deciso di boicottare tutti quelli che si promuovono tramite volantino, ho deciso di non acquistare prodotti che hanno un packaging invadente. Tanto packaging corrisponde a poca qualità. Dove c’è tanta carta, tanta plastica, tanto spreco, non c’è molto da mangiare all’interno.”

Dall’intervista a Luigi Gabriele, andata in onda stamani a Tutto in Famiglia.

Livia Ventimiglia Annalisa Colavito
#pubblicitàsostenibile #marketing #ambiente
#stop #volantini

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