I mancati ribassi dei prezzi dei carburanti alla pompa costeranno agli italiani complessivamente 75 milioni di euro solo per gli spostamenti lungo strade e autostrade legati al controesodo del 29 e 30 agosto.Lo denuncia il Codacons, calcolando il danno per le tasche degli automobilisti di rientro dalle vacanze estive.

Il mancato adeguamento dei listini di benzina e gasolio all’andamento al ribasso del petrolio sta producendo pesanti effetti per le tasche dei cittadini – spiega l’associazione – Basti pensare che un solo pieno di carburante costa oggi circa 5 euro in più a causa dell’insufficiente riduzione dei prezzi alla pompa.

“Chiediamo alla Guardia di Finanza di intervenire con urgenza, disponendo controlli e verifiche presso i distributori di benzina allo scopo di evitare l’ennesimo “scippo” a danno dei consumatori e sanzionare qualsiasi speculazione – afferma il presidente Carlo Rienzi – L’Immobilismo del Governo rispetto a ciò che accade nel settore dei carburanti è inaccettabile, e trova spiegazione nel fatto che lo Stato guadagna grazie ai mancati ribassi della benzina. Dei 75 milioni di euro in più che gli italiani pagheranno durante il controesodo, l’erario incasserà la fetta maggiore, pari a quasi 49 milioni di euro a titolo di tasse e accise”.

“Per tale motivo non escludiamo azioni di responsabilità contro lo Stato Italiano ed una causa risarcitoria contro petrolieri e Governo per far ottenere ai cittadini il rimborso delle spese sostenute a causa dei mancati ribassi dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa” – conclude Rienzi.