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Consumatori

Carrello della spesa, perché la quantità diminuisce sempre di più?

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27 agosto 2018, Rai1 approfondimento di quellebraveragazze con Luigi Gabriele.

Il #riporzionamento, quel fenomeno che svuota le nostre tasche e il nostro #carrello 🛒
Ne abbiamo parlato oggi da #quellebraveragazze
Se volete rivedere la puntata cliccate qui.
https://www.raiplay.it/…/Quelle-brave-ragazze-1510affc-4bd0…
Buona settimana. 🤗

 

LA QUANTITÀ DI QUELLO CHE ACQUISTIAMO: CONSIGLI UTILI

Diciamo ci la verita’: quando andiamo a far la spesa nel nostro carrello piu’ che i nostri desideri ci sono le nostre necessita’ legate a far quadrare il bilancio familiare..L’occhio diventa piu’ attento alle offerte piu’ scontate e che magari prevedono una maggiore quantita’ di prodotto..ma siamo certi che le  quantita’ siano realmente quelle che crediamo? Proprio di questo parliamo oggi con il Dott. Luigi Gabriele dell’ Associazione consumatori CODICI …ben trovato!

 

 

Quando parliamo di  riproporzionamaneto dei prodotti alimentari a cosa ci riferiamo?

 

I produttori del settore agroalimentare chiamano “riporzionamento” degli alimenti quel fenomeno secondo cui vengono “riporzionate” le quantità di prodotto all’interno delle confezioni, riducendole, lasciando il prezzo invariato (o in alcuni casi addirittura aumentandolo).

In sintesi : compriamo meno quantità del prodotto che desideriamo e paradossalmente spendiamo più denaro. un esempio davvero eclatante è quello fornito dal prezzo di vendita del caffè a seguito della diffusione delle macchine a cialde e/o a capsule: se una confezione di caffè da 250 g costa bene o male attorno ai 4/5 euro, la singola capsula può arrivare a costare quasi 50 centesimi. Considerato che una capsula contiene circa 5 grammi di prodotto, per ottenere la stessa quantità di macinato delle confezioni di cui sopra dobbiamo spendere quasi 25 euro.

 

 

 

Quali sono le tipologie di alimenti  piu’ sono suscettibili   alle variazioni delle quantita’?

Dal 2012 ad oggi questo tipo di “politica” è stato portato avanti soprattutto su confetture, cioccolato, zucchero, miele e dolciumi vari. Il dato più preoccupante è che nell’85% dei casi presi in esame da Istat relativi a confezioni rimpicciolite si è riscontrato un parallelo aumento del costo relativo

          

Una nuova strategia di mercato che nasce da quali presupposti di mercato?

Secondo i produttori del settore  è per la nostra salute.  Per limitare l’apporto calorico e per ridurre gli sprechi.

Si  opera sulla logica della strategia commerciale che il sistema Marketing dei brand adottano. Tutto il sistema è pensato per fare in modo che il bisogno reale deIl consumatore sia influenzato nelle ue scelte di acquisto prima dal packaging e poi dall’indotto della pubblicità, per cui corre il rischio di acquistare senza un reale bisogno, cadendo in pieno nella trappola del marketing.

Ma attenzione perché le aziende riducono la quantità del prodotto lasciando invariato il prezzo per ottenere dei margini ancora più elevati: è un modo subdolo di ingannare il consumatore, perché il consumatore non se ne accorge palesemente come nel caso in cui si aumentino i prezzi.

Tra l’altro riduzione del prodotto alimentare e obesità in Italia sono inversamente proporzionali, a dimostrare che quindi il prodotto diminuisce, riducendosi la qualità: es. succo di arancia pari al 2% sempre meno.

 

 

Su tutto questo, esiste un organo di controllo a tutela del consumatore?

Nel caso degli alimenti il Ministero della Salute, ma il controllore migliore è sempre  il Consumatore.

Sull’etichetta di un prodotto sia solido che liquido e’ riportato un peso complessivo, che quindi puo’ trarci in inganno… esiste una regola che preveda sull’etichetta la distinzione tra peso netto e peso della tara? Ad esempio sulla  scatoletta di tonno c’e’ la scritta che riporta il peso del tonno sgocciolato e non…..

La vendita si deve effettuare sulla base della quantità netta, ma non di rado vi sono dei casi in cui il peso indicato include anche il materiale d’imballaggio. Una situazione che non si dovrebbe verificare dal momento che Il consumatore deve sapere che vi è l’obbligo di indicazione del peso netto.

Questo obbligo è previsto dalla Legge 441/81, che all’articolo 1 recita:“La vendita delle merci, il cui prezzo sia fissato per unità di peso, deve essere effettuata a peso ed al netto della tara. Si intende per tara tutto ciò che avvolge o contiene la merce da vendere o è unito ad essa e con essa viene venduto. Il successivo articolo 2, al primo comma, stabilisce che: “Nella vendita al minuto ed a peso delle merci allo stato sfuso, da chiunque effettuata, gli strumenti metrici utilizzati devono consentire la visualizzazione diretta ed immediata del peso netto della merce e devono essere collocati in modo che tale visualizzazione sia agevole per l’acquirente.”

Il materiale di incarto e di imballaggio sono un costo per le aziende, costo che comunque non può e non deve in alcun modo gravare sul consumatore.

 

Cosa puo’ fare il consumatore per tutelarsi?

Non cadere nella trappola del marketing: non fate il loro gioco, se un prodotto non vi serve non acquistatelo!

Il consumatore deve diventare più esperto ed essere consapevole che il 70% di tutti i prodotti per la casa viene fatto nella grande distribuzione  e quindi secondo logiche di mercato.

Il consumatore deve diventare più furbo e non acquistare quei prodotti che da un’attenta osservazione risultano costare lo stesso prezzo ma contenere meno prodotto, il che richiede una maggiore attenzione perché se le aziende si limitassero ad aumentare il prezzo sarebbero più facilmente identificabili.

 

 

 

 

Ma se proprio dovessimo dare 5 consigli pratici per chi ci vede da casa, ecco la tabella per aiutarci all’acquisto intelligente..leggiamo

 

 

LEGGERE SEMPRE L’ETICHETTA SUL PRODOTTO

FARE ATTENZIONE  AI PRODOTTI IN SUPER OFFERTA

VECCHIO E UN NUOVO PRODOTTO DELLO STESSO GENERE: VERIFICARE  SEMPRE SE LA QUANTITA’ E’ UGUALE

COMPRARE PRODOTTI CON SCADENZA A MEDIO TERMINE

PREFERIRE L’ACQUISTO DI PRODOTTI SFUSI A QUELLI CONFEZIONATI

 

Questo fenomeno riguarda indistintamente supermercati di fascia A e discount?

Si, è trasversale dall’analisi svolta sui diversi prodotti, sia di marca che di sottomarca.

Il consumatore puo’ essere risarcito se si accorge della inadempienza del prodotto ?

Non e’ ancora possibile avere un risarcimento su questa inadempienza della reale quantita’ del prodotto

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Consumatori

Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Consumatori

Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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Consumatori

Diamanti investiti tramite IDB: invia il Modulo entro l’8 marzo

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8 Febbraio 2019

Torniamo a parlare di diamanti da investimento, un tema che da molto tempo ha causato non pochi problemi ai risparmiatori, soprattutto se consideriamo che, negli ultimi anni, alcuni professionisti del settore, tra cui Intermarket Diamond Business (IDB), sono stati sanzionati dall’Antitrust per aver fornito informazioni poco trasparenti e ingannevoli sull’effettivo mercato di questo bene-investimento.

Pochi giorni fa, Intermarket Diamond Business è fallita e risparmiatori si sono giustamente preoccupati per i propri soldi.

Se hai investito in diamanti tramite IDB, puoi recuperare le tue pietre preziose: infatti, come ha spiegato il Curatore fallimentare, i diamanti dei consumatori non saranno registrati tra i beni sequestrati e quindi potranno essere recuperati ai sensi dell’art 87-bis Legge Fallimentare.

Cosa fare per recuperare le pietre?

È necessario contattare il Curatore fallimentare utilizzando l’apposita casella PEC di riferimento f41.2019milano@pecfallimenti.it e allegare la seguente documentazione:

  • Modulo di richiesta compilato
  • Copia del contratto di acquisto
  • Copia del codice identificativo della pietra
  • Copia del contratto di deposito.

Attenzione: I documenti dovranno essere in formato pdf e ognuno in uno specifico allegato.

Es. Allegato modulo.pdf / Allegato contratto.pdf / Allegato codice.pdf /Allegato contratto.pdf

Entro quando?

  • L’ultima data utile per l’invio del Modulo di richiesta è: Venerdì 8 marzo.

IMPORTANTE: Se non hai una casella PEC o hai bisogno di assistenza, rivolgiti alle sedi territoriali Adiconsum e fai valere i tuoi diritti.

#FacciamoCrescereTutele

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