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Carta d’identità elettronica, le complicazioni dei burocrati

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​Carta d’identita’ elettronica. Il Paese dei campanelli…. quando alla burocrazia subentra la ‘malacrazia’ 


Firenze, 15 Luglio 2016. “Il Paese dei campanelli”, e’ una simpatica operetta dell’inizio del secolo scorso, ma la sua trama e’ diventata col tempo un modo di dire, cioe’ un Paese in cui e’ facile dimenticare le magagne del passato perche’, piu’ che la memoria conta il quieto vivere. 
Ed e’ per l’appunto in questo Paese che si sta dispiegando la vicenda della carta d’identita’ elettronica (CIE – tessera plastificata munita di microchip), che proprio in questi giorni vede il debutto della ennesima sperimentazione di una nuova versione negli stessi Comuni coinvolti da quelle precedenti (1). Questo accade dopo undici anni dalla decisione di adottarla (2005: come strumento di accesso ai servizi web della PA, quali l’invio di documenti e/o i pagamenti online di tributi locali, di rette scolastiche, multe, etc.) e dopo dieci anni (2006) da quando sarebbe dovuta partire ufficialmente su tutto il territorio nazionale. 
Negli anni sono nati e tramontati diversi progetti in merito: che la CIE diventasse l’unico strumento per accedere ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni, e la sua unificazione con la tessera sanitaria e la carta nazionale dei servizi (progetto di creazione di un documento unico, voluto dal Dl 70/2011 e poi abrogato dal Dl 78/2015). 
Dopo la fase che parte ora, per la diffusione su tutto il territorio nazionale si devono aspettare decisioni ministeriali e dell’apposita commissione interministeriale creata allo scopo (2). 
Al momento della richiesta viene rilasciata la prima parte dei codici PIN/PUK utili per il riconoscimento sui siti della pubblica amministrazione e per lo sblocco. Dal momento della richiesta in Comune la carta, con la seconda parte dei codici, dovrebbe essere consegnata entro sei giorni lavorativi. In futuro dovrebbe essere possibile presentare la richiesta telematicamente grazie al sistema CIEOnline ancora non attivo. Le carte di identità cartacee ed elettroniche rilasciate secondo le regole precedenti rimangono valide fino alla loro naturale scadenza.  
Il costo di questa carta si aggira intorno ai 25 euro (22,21 a Firenze, per esempio) contro i 5,42 di quella cartacea. E chissa’ perche’ costa di piu’, visto che e’ considerata un elemento di semplificazione e di spending review del rapporto tra cittadino e PA. Ma -si sa- se c’e’ un motivo perche’ lo Stato in cambio di un presunto migliore servizio, anche se lo stesso gli costa meno semplificando una serie di passaggi, ci possa speculare, non certo si tira indietro: nella fattispecie, la differenza tra 5,42 incassati dal Comune e i 22,21 che paga l’utente, va all’amministrazione centrale dello Stato. La validita’, come quella cartacea, e’ di 10 anni. Per dettagli e’ consigliabile rivolgersi al proprio comune di residenza. 
Nel Paese dei campanelli, per arrivare ad oggi -sempre sperimentale, e non e’ detto che succeda quanto gia’ accaduto nella precedenti fasi sperimentali, cioe’ inutili- si e’ arrivati a questa decisione grazie a questo iter normativo di 12 passaggi, tra Dl (decreti legge). D.lgs (decreti legislativi), Dpr (decreti del presidente della Repubblica) e DM (decreti ministeriali): 
– Dpr 445/2000 “testo unico documentazione amministrativa” 
– D.l.7/2005 convertito nella legge 43/2005 art.7 vicies-ter 
– D. lgs 82/2005 “codice amministrazione digitale”, in particolare artt.64 e 66 
– Legge 69/2009 
– Dl 194/2009 “milleproroghe” 2010 
– Dl 225/2010 “milleproroghe” 2011 
– D.lgs. 235/2010 che ha abrogato il comma 3 delll’art.64 del D.lgs.82/2005, ovvero la disposizione che prevedeva, a decorrere da Aprile 2011, che la CIE e la CNS fossero indispensabili per l’accesso ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni; 
– Dl 70/2011 (decreto sviluppo), art.10, che modifica l’art.7-vicies ter del DL 7/2005 (legge 43/2005) prevedendo l’unificazione della CIE con la tessera sanitaria. 
– Dl 179/2012 (decreto crescita) convertito nella legge 221/2012, art.1 (lancio della nuova tessera unica). 
– Dl 78/2015 convertito nella Legge 125/2015 art.10 “Nuove disposizioni in materia di Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente e di carta d’identita’ elettronica” (abrogazione progetto documento unico e rilancio CIE) 
– DM 8/11/2007 sostituito da 
– DM 23/12/2015 Modalità tecniche di emissione della Carta d’identità elettronica (CIE) 

Fiduciosi aspettiamo che tutto finisca bene, ma crediamo sia importante informare i cittadini di come suonano i campanelli nel nostro Paese, si’ da non meravigliarsi di nulla e, magari, continuare sornionamente con occhi commiserevoli, come la burocrazia si sia trasformata in “malacrazia”… tanto gli attori non pagano, ma le vittime (i cittadini) sono e rimangono tali. 

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MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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