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Cartello Abi e Banche? I SEPA costano più dei RID. Interviene l’Antitrust

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 28 aprile 2017, ha concluso l’istruttoria, avviata nei confronti di ABI e di undici istituti di credito, tra cui i principali operatori di mercato,  accertando l’attuazione di un’intesa unica e complessa volta a concertare le strategie commerciali in relazione al nuovo modello di remunerazione del servizio SEDA.

Si tratta dell’accordo che, insieme al SEPA, ha sostituto il precedente sistema di addebito diretto delle bollette di pagamento, detto RID. Il sistema consente ai consumatori di pagare gli addebiti periodici (per esempio delle bollette delle utenze domestiche) direttamente con un prelievo dal proprio conto corrente bancario. Attualmente il sistema comprende il pagamento vero e proprio (SEPA DD) e un servizio informativo rivolto e pagato dai fatturatori (il SEDA).

L’Autorità ha accertato che, nel passaggio dal vecchio sistema RID al nuovo sistema SEPA introdotto a livello comunitario anche per ridurre i costi, ABI- Associazione Bancaria Italiana e le società Unicredit S.p.A., Intesa SanPaolo S.p.A., ICCREA Banca S.p.A.– Istituto Centrale del Credito Cooperativo, Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A., Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., UBI Banca S.p.A., Credito Valtellinese S.C.P.A., Banca del Piemonte S.p.A., Banca Sella S.p.A hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza, contraria all’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

Tuttavia, in relazione alle peculiarità del caso di specie, l’Autorità ha ritenuto di non comminare sanzioni pecuniarie, considerata la non gravità dell’infrazione, anche alla luce del contesto normativo e economico in cui le condotte si sono svolte, nonché considerato che nel corso del procedimento le Parti  hanno proposto un nuovo sistema di remunerazione del servizio che, ove correttamente implementato dalle banche, consentirà di dimezzare l’attuale costo complessivo del SEDA, con vantaggi per le imprese che se ne servono e, in ultima analisi, dei consumatori clienti finali delle utilities

Il provvedimento è stato notificato oggi alle società coinvolte.

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Polizze vita: hai un tesoretto nascosto e non lo sai

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative.

Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi?

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato.

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini.

Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te.

 

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ISTAT, nel 2017 scende ancora il prezzo delle case

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Indici dei prezzi delle abitazioni

Nel terzo trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni registrano una diminuzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Prospetto 1); il ribasso congiunturale dei prezzi si deve interamente alle abitazioni esistenti che si riducono dello 0,7% mentre quelle nuove registrano un incremento pari a +0,3%.

Su base annua persiste la diminuzione dei prezzi (-0,8%), che si accentua rispetto al trimestre precedente (era -0,2%). La flessione tendenziale e il suo ampiamento sono imputabili esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-1,3%, da -0,5% del secondo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove salgono dello 0,6% (da +0,3%). Pertanto, il differenziale tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si conferma negativo e si amplia portandosi a -1,9 punti percentuali (da -0,8).

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel terzo trimestre 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,2% (-2,0% le abitazioni nuove;
-20,5% le esistenti).

Il calo dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente alla crescita dei volumi di compravendita per il settore residenziale, la cui ampiezza si riduce però per il quinto trimestre consecutivo; infatti, in base ai dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre 2017 il numero di unità immobiliari residenziali scambiate aumenta dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016, registrando così il tasso di crescita tendenziale più contenuto dal secondo trimestre 2015 e dopo il picco del secondo trimestre del 2016 quando fu pari a +23,2%.

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Scoppia il caso frodi degli assegni bancari? Approfondimento di Luigi Gabriele su Radio Cusano Campus

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GLI ASSEGNI SONO UNA FORMA DI PAGAMENTO MOLTO RISCHIOSA, SOPRATUTTO OGGI.
Scoppia il bubbone delle frodi con gli assegni bancari. Nell’era delle criptovalute e dei pagamenti elettronici, si torna a parlare di assegni bancari perchè di facile contraffazione. Ne ha parlato il 9 gennaio 2018 a Radio Cusano Campus Luigi Gabriele.​

Ascolta il podcast al seguente link

 

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