8 milioni di euro dei cittadini letteralmente buttati al vento per servizi telefonici a sfondo sessuale, oroscopi, calcio, scommesse online e addirittura televoto. Questo lo scandalo che riguarda i cellulari in dotazione alle amministrazioni pubbliche svelato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione dell’Amministrazione pubblica, analizzando i 401.839 cellulari a carico dello Stato.

“Si scopre che i telefoni di Stato non vengono utilizzati per finalità istituzionali, ma per servizi che nulla hanno a che vedere con la P.A. – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Ogni abbonamento a servizi telefonici porno oppure ad oroscopi, ricette, calcio, ecc. , viene pagato dai cittadini, i cui soldi finiscono per finanziare tali spese da parte di funzionari e dipendenti delle amministrazioni pubbliche cui è concesso il telefonino di Stato. Una vera e propria truffa aggravata su cui deve ora indagare anche la magistratura ordinaria, e per la quale i responsabili devono essere licenziati in tronco”.

Sullo scandalo dei cellulari pubblici utilizzati per fini personali il Codacons presenta infatti un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, in cui si chiede di acquisire lo studio della Commissione sulla digitalizzazione e individuare i dipendenti coinvolti negli illeciti, procedendo nei loro confronti per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.