Una famiglia su quattro fatica a pagare tasse o bollette e il 70% è in difficoltà se deve affrontare una spesa imprevista. L’Italia è un Paese “sfiancato dalla crisi” economica.

Giunto alla 47ª edizione, il Rapporto Censis prosegue l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Su tali temi si soffermano le «Considerazioni generali» che introducono il Rapporto. Nella seconda parte, «La società italiana al 2013», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell’anno. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.

La fotografia, scura, dell’attuale condizione economica e sociale del Paese è scattata nel 47° rapporto annuale del centro studi Censis. L’incertezza, spiega il Centro studi, “ha preso il sopravvento” sulle famiglie assumendo “la forma della preoccupazione e dell’inquietudine” e il calo dei consumi è sintomo di “un Paese sotto sforzo”, “smarrito, fiaccato da una crisi persistente”.

Tradotto in numeri, ecco il risultato. Il 69% della famiglie intervistate ha indicato una riduzione e un peggioramento della propria capacità di spesa. Sono quasi 8 milioni le famiglie che hanno ricevuto dalle rispettive reti familiari una forma di aiuto nell’ultimo anno. E 1,2 milioni di famiglie, che non sono riuscite a coprire le spese con il proprio reddito, hanno fatto ricorso a prestiti di amici. Secondo il rapporto del Censis per il 72,8% delle famiglie un’improvvisa malattia grave o la necessità di significative riparazioni per la casa o per l’auto rappresentano un serio problema. Il pagamento di tasse e tributi (24,3%), bollette (22,6%), rate del mutuo (6,8%) mette in difficoltà una quota significativa di italiani. Dati negativi anche per le imprese italiane: dal 2009, rileva il rapporto, la recessione ha portato alla cessazione di più di un 1,6 milioni di imprese.