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Certificati anagrafici, a Roma stop al pagamento per quelli richiesti ed emessi online

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Raggi: “Agevolazione economica per incentivare i cittadini all’uso dei servizi digitali”

 

 

Roma, 04 ottobre 2018 – Il costo dei diritti di segreteria per il rilascio delle certificazioni anagrafiche richieste ed emesse con procedura online attraverso il portale istituzionale sarà soppresso. È quanto previsto da una delibera della Giunta Capitolina allo scopo di incentivare l’utilizzo dei servizi digitali di Roma Capitale da parte dei cittadini.

 

Il provvedimento, che sarà sottoposto nelle prossime settimane all’approvazione dell’Assemblea capitolina, prevede l’esenzione dal pagamento rispettivamente di 0,26 euro e di 0,52 euro per coloro che richiedano online un certificato in carta semplice o uno in carta legale.

 

Sono circa 500 mila i certificati emessi l’anno scorso agli sportelli e che invece è possibile ottenere online, evitando la coda agli sportelli e gli spostamenti in città. Il provvedimento approvato in Giunta, presto in Consiglio comunale, va proprio nella direzione di dare impulso all’utilizzo dei servizi online garantendo un’agevolazione economica ai cittadini ma anche una semplificazione dei procedimenti amministrativi. In questo caso l’abolizione dei diritti di segreteria rappresenta anche un risparmio per l’Amministrazione capitolina in termini di risorse umane e materiali” commenta la Sindaca Virginia Raggi.

 

La rinuncia alla riscossione dei diritti di segreteria si riferisce esclusivamente alle certificazioni rilasciate in modalità digitale attraverso la piattaforma dei servizi online di Roma Capitale. Il versamento di tali diritti resta invece vigente per gli altri certificati richiesti ed erogati agli sportelli demografici capitolini.

 

Le tecnologie e il digitale sono strumenti per semplificare la vita delle persone e, al contempo, per rendere più efficienti servizi e processi. È in quest’ottica che abbiamo ripensato mesi fa il nuovo portale istituzionale dando centralità al cittadino e valorizzando i servizi online affinché diventino di uso via via più ricorrente e abituale” commenta l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.

 

Si ricorda che dall’1 gennaio 2019 SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, subentrerà come unico sistema di autenticazione per accedere ai servizi online sul portale di Roma Capitale e che è sempre possibile rivolgersi, su appuntamento, a uno dei 26 Punti Roma Facile sul territorio per ricevere supporto da parte dei facilitatori digitali.

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Gli uomini sognano la Ferrari, le donne la BMW

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Tutti i dati sull’auto più desiderata nell’infografica di automobile.it

“I sogni son desideri” e spesso quando si sogna ad occhi aperti ci si immagina al volante di una Ferrari Testarossa con finiture di lusso e optional all’avanguardia.

Automobile.it, ha condotto una ricerca su un campione di 1000 italiani indagando desideri, preferenze e curiosità a tema “auto dei sogni”.

La pole position tra le preferenze degli italiani quanto ad auto dei sogni viene conquistata da un mito incontrastato di sempre, la Ferrari Testarossa, seguita a sorpresa da due modelli sicuramente più accessibil

La survey ha inoltre indagato su quale fosse il brand di auto più amato in assoluto: Fiat, la casa automobilistica italiana per eccellenza – quantomeno nell’immaginario collettivo – porta a casa il primo posto, seguito da Audi e Ford.

La ricerca ha dedicato spazio anche a qualche curiosità: l’auto protagonista di film o serie tv entrati nella storia più desiderata è nuovamente una Ferrari, questa volta la 308 di Magnum P.I, seguita dalla Aston Martin DB5 di James Bond e dalla Batmobile di Batman.

Quali sono invece le auto storiche più amate dagli italiani? Sul podio svetta la Porsche 911 e in rapida successione il Maggiolino Volkswagen e la Fiat 500 (vecchio modello).

Ma i sogni devono pur sempre fare i conti con la realtà e più della metà degli intervistati (il 55%) ha dichiarato che non rinuncerebbe a nulla pur di conquistare la tanto ambita auto desiderata. Solo il 12% del campione, ad esempio, sarebbe disposto a rinunciare a parte dello stipendio per richiedere un finanziamento al fine di acquistare l’auto dei propri sogni.

La survey ha inoltre indagato anche le abitudini degli italiani in tema di reperimento informazioni sul mondo automotive e il mondo dell’online è risultato essere il principale bacino a cui attingere (siti/blog/magazine) con il 40% delle preferenze.i: la Fiat 500 e la Fiat Panda. Analizzando le risposte degli uomini e quelle delle donne si vede che nel primo caso (con il 12% delle preferenze) la Ferrari Testarossa si conferma al primo posto mentre la maggioranza delle donne (8%) sogna di poter parcheggiare in garage una BMW Serie 4 Gran Coupè.

Infine non manca uno spaccato sulle diverse realtà geografiche con dati relativi ai capoluoghi italiani: da Torino a Palermo passando per Firenze e Napoli.

La Ferrari, con il 15% dei voti, conquista non solo la medaglia di auto più desiderata dagli italiani ma anche quella di “auto più bella di sempre” seguita al secondo posto dalla Mercedes SLK e dalla Fiat 500 (entrambe con il 3% delle preferenze).

Ma perché si sogna di possedere proprio quel modello di auto? Le ragioni sono tante ma su tutte vince il “Design” con il 39% delle preferenze, segue la “Tecnologia” con il 17% e il “Motore” con il 10%

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Google cancella gli aggiornamenti per Huawei

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la rottura tra Google e Huawei potrebbe avere effetti devastanti per centinaia di migliaia di italiani che possiedono uno smartphone del colosso cinese. Conseguenze che potrebbero determinare effetti sul fronte commerciale e portare il Codacons ad intentare una class action a favore degli utenti per il risarcimento dei danni che scaturiranno da tale situazione.

La sospensione della licenza Android fornita da Google, infatti, potrebbe provocare un terremoto sui telefonini: dalla mancanza di alcuni servizi Google all’impossibilità di eseguire aggiornamenti di sicurezza sugli smartphone, fino alla limitazione delle funzionalità degli apparecchi. Effetti che danneggerebbero in modo evidente quanti hanno acquistato un cellulare Huawei convinti di poter utilizzare Android e tutti gli altri servizi forniti da Google, e che aprirebbero il fronte dei risarcimenti in favore dei consumatori.

Per tale motivo il Codacons si prepara a scendere in campo a tutela degli utenti italiani possessori di telefonini Huawei, e non esclude una possibile class action per far ottenere a tutti coloro che subiranno una eventuale limitazione delle funzionalità degli smartphone il rimborso loro dovuto in base al Codice del Consumo.

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Calcio in TV. Sanzionati MP Silva, IMG e B4 Capital per 67 milioni di euro

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso un’istruttoria, lo scorso 24 aprile, accertando una violazione dell’art. 101, comma 1, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, nell’ambito delle gare per l’assegnazione dei diritti audiovisivi per la trasmissione in territori diversi dall’Italia (c.d. diritti internazionali) delle partite di calcio nelle competizioni organizzate dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A (LNPA).

Sulla base degli elementi raccolti nel corso dell’istruttoria, tra cui la documentazione trasmessa dalla Procura della Repubblica di Milano, è emerso che la partecipazione alle predette gare è stata oggetto, a partire dal 2008, di un’intesa restrittiva della concorrenza posta in essere da alcuni operatori riconducibili a MP Silva, IMG, e B4 Capital/BE4 Sarl/B4 Italia.

L’intesa ha riguardato gli inviti a offrire della Lega Nazionale Professionisti Serie A, dei diritti audiovisivi internazionali per la trasmissione delle stagioni a partire dal 2008, relativi ai campionati di calcio di Serie A e B, da un lato, e la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, dall’altro.

L’intesa accertata è restrittiva per oggetto, unica, complessa e continuata, di carattere segreto. Infatti, per ogni procedura di gara, le evidenze indicano che le parti non hanno formulato in autonomia le proprie offerte, ma hanno invece realizzato condotte tese ad influenzare reciprocamente le modalità di partecipazione alle gare al fine di contenere l’ammontare dell’offerta economica da presentare alla LNPA, limitando la reciproca competizione sul prezzo di acquisto dei diritti internazionali. In particolare, attraverso la stipulazione di contratti antecedenti alle singole gare e contatti intercorrenti fra i loro rappresentanti, MP Silva, IMG, B4 Capital/ BE4 Sarl/B4 Italia hanno coordinato il proprio comportamento e, a seguito dell’assegnazione, hanno ripartito i ricavi derivanti dalla successiva rivendita all’estero dei Diritti TV per le competizioni organizzate dalla Lega.

L’intesa in esame ha determinato un decremento del valore dei diritti internazionali ed è quindi idonea a danneggiare non solo il soggetto banditore, e cioè la LNPA, ma anche le squadre di calcio del campionato italiano che beneficiano degli introiti della vendita dei diritti internazionali, penalizzando così l’intero movimento calcistico nazionale.

In questa prospettiva, si sottolinea che l’ultimo ciclo di gare, avviato successivamente all’intervento dell’Autorità, ha registrato un incremento di valore.

In ragione della gravità della condotta, l’Autorità ha quindi deciso di irrogare sanzioni, ai soggetti parti dell’intesa, per un totale di circa 67 milioni di euro.

Roma, 20 maggio 2019

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