La questione è semplice, ma si è creata un’impasse che coinvolge tutti gli utenti iscritti nelle palestre italiane. Vediamo perché. Il Decreto-Legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia), conosciuto dai più come “Decreto del Fare”, convertito con la Legge 9 agosto 2013 n.98, ha stabilito che, a partire dal 21 agosto 2013, non deve più essere presentato il certificato per le attività ludico-motorie e amatoriali, mentre rimane l’obbligo di certificazione per le attività sportive non agonistiche presso il medico di base. Anche il Ministero della Salute, in una nota alla Federazione Italiana Medici di Famiglia, conferma l’abolizione dei certificati per attività ludico motoria-amatoriale e dei conseguenti accertamenti diagnostici richiesti dalla normativa abrogata.

Tutto chiaro. Peccato, però, che le assicurazioni delle palestre rendano obbligatorio il certificato medico per poter assicurare. La situazione è paradossale, la legge annulla l’obbligatorietà del certificato, ma le assicurazioni lo esigono. Allora a cosa serve la legge?

“Le palestre in questa situazione hanno le mani legate, perché non possono assolutamente prescindere dalle assicurazioni – commenta Davide Zanon, Segretario Regionale Codici Lombardia – Siamo indignati dall’incredibile vicolo cieco che si è creato. Di fatto la legge viene resa inutile. Per questo abbiamo deciso di scrivere direttamente ad Ania e Ivass per chiarire la vicenda e risolvere al più presto questa situazione paradossale”.