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Che fai domenica sera ? Lavoro… a causa della burocrazia (di Pier Lorenzo Dell’Orco)

I vincoli normativi sui cambi di fornitura (switch) obbligano le aziende energetiche – ed i loro clienti – ad acrobazie ingiustificate.

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Stasera, domenica 30 novembre alle ore 24:00, si concluderà la famigerata “campagna elettrica” (o almeno quel che ne resta nel desolato panorama del mercato elettrico nostrano). Sì, proprio alle 24:00, non un minuto prima e non – per carità ! – un minuto dopo. Si tratta, come gli addetti ai lavori ben sanno sulla loro pelle, della campagna di rinnovi contrattuali dei già clienti e di stipula di nuovi contratti con prospect per l’anno 2015. Ancora gran parte delle imprese nazionali, infatti – e mi riferisco soprattutto ai grandi consumatori – detiene contratti di approvvigionamento di energia di durata annuale dall’1/1 al 31/12 dell’anno.
E quindi ? Quindi una normativa di settore promossa ormai anni addietro dall’Aeegsi e mai rimessa in discussione impone che le notifiche alle società di distribuzione dei cambi di intestazione delle forniture da parte delle società di vendita (gli switch in) vadano fatti entro e non oltre l’ultimo giorno di calendario del mese N-2, se il mese N è quello di partenza della fornitura. In pratica, se l’impresa X vuole rinnovare il proprio contratto di fornitura o stipularne uno nuovo a partire dall’1/1/2015, la società di vendita entrante dovrà notificare lo switch in al distributore competente entro e non oltre il 30/11/2014, anzi per la precisione entro le ore 24:00 di quel giorno.
Ed ecco il pasticcio: centinaia di aziende energetiche fanno il rush finale per bloccare il portafoglio clienti 2015 fino all’ultimo minuto utile di oggi. Decine di migliaia di imprese clienti si affannano in trattative all’ultimo sangue fino all’ultima ora. Non solo: siccome poi ogni contratto di fornitura ha il suo preavviso di recesso variabile in funzione della tipologia di cliente (bassa tensione, media/alta tensione, ecc.), ogni azienda fornitrice deve avere anche l’accortezza di verificare che non le vengano indebitamente sottratti clienti da altre aziende concorrenti (in gergo li chiamiamo “scippi”) senza rispettare il giusto preavviso. In altre parole, ciascun’azienda (o almeno quelle che hanno a buon cuore il proprio portafoglio clienti) ha al proprio interno un team di persone che ogni mese registra i recessi pervenuti dai concorrenti da una parte, consulta i data base dei vari distributori che riforniscono i propri clienti dall’altra ed incrocia le informazioni per scovare se vi siano “scippi” e, in questo caso, rifiutare lo switch in indebitamente notificato dal concorrente. E questo va fatto ogni mese, fino all’ultimo minuto utile dell’ultimo giorno di calendario (le 24:00 appunto).

E se, nonostante questi accorgimenti, il cliente ci viene comunque “scippato” che possiamo fare ? Nulla o quasi, stando alla normativa. Basti pensare che l’azienda fornitrice non ha la possibilità di sapere neanche quale sia il concorrente che ha “scippato” il cliente, né esiste una normativa che consenta di recuperare la fornitura se non con procedure oltremodo complesse. E notare che per un’azienda come Sorgenia stiamo parlando di circa 2.000 utenze al mese sottratte in questo modo, figuriamoci per aziende che hanno in fornitura milioni di clienti…
Un po’ come se ci dicessero che per cambiare il contratto telefonico dobbiamo “fare domanda” almeno un mese prima e comunque non oltre il 30 del mese, idem per un conto corrente bancario, ecc. ecc. E come se non bastasse, ciascun’azienda telefonica o ciascuna banca dovesse poi andarsi a controllare mensilmente se e quanti clienti le sono stati “scippati” indebitamente senza rispettare i termini temporali. Ma figuriamoci…

In attesa che si riesca ad aggiornare un apparato normativo ormai vecchio di anni e che certo non facilita l’estensione del libero mercato, non posso fare altro che ringraziare i nostri colleghi dediti alla causa che, mentre sto scrivendo questo post, sono “sul pezzo” a proteggere il nostro portafoglio clienti: Christian e tutti i suoi, Luciano, Gianluca, Marco, Rossella e tutti i loro collaboratori.
Con tutto l’imbarazzo di essergli grati senza però potergli dare una spiegazione plausibile del perché di tutto ciò!

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Consumatori

Telefonia fissa e rete internet, stop fatturazione a 28 gg, aderisci alla campagna per ottenere i rimborsi

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Per clienti di H3G-WIND, Vodafone, Fastweb e Tim

Scopri come aderire

 

A fronte dei comportamenti scorretti adottati dalle compagnie telefoniche, attraverso la decisione unilaterale di ridurre da 30 a 28 giorni il periodo di fatturazione, incassando in questo modo indebitamente la tredicesima mensilità, Codici inviò a tempo debito una lettera aperta alle aziende chiedendo di fare autonomamente un passo indietro.

Non ebbe luogo l’immediato ripristino del periodo di fatturazione ordinario e delle condizioni contrattuali previgenti. Decisero di ignorare la Delibera dell’Agcom che lo prevedeva e siamo andati avanti, procedendo per via legislativa, ottenendo il ripristino della fatturazione su base mensile per la telefonia mobile, per la quale a partire dal 5 dicembre 2017 è stato stabilito che le compagnie telefoniche hanno 120 giorni per allinearsi. Quindi entro Aprile 2018.

Nel frattempo però, per quanto riguarda la telefonia fissa, ed oramai la maggior parte degli abbonamenti internet, le Telco hanno continuato a stipulare contratti a 28 giorni.

Pertanto l’AGCOM, con la delibera N. 499/17/CONS del 19 dicembre 2017, ha sanzionatoFastweb, Tim H3G-WIND e Vodafone che hanno continuato a perpetrare questo comportamento scorretto e non si sono uniformate alla precedente Delibera N. 121/17/CONS che già lo imponeva.

Le sanzioni amministrative pecuniarie inflitte dal’’AGCOM sono significative: parliamo di più di 1 milione di euro ad azienda.

Codici quindi, attraverso la “Campagna contro i 28 giorni”, aiuterà tutti i consumatori che abbiano stipulato dei contratti per rete fissa e internet, a partire dal 23 giugno 2017, ad ottenere il rimborso.

Contattateci quindi all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org oppure al numero 06.5571996 al quale vi verranno fornite tutte le indicazioni del caso su modulistica e documentazione da fornire.

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Consumatori

Vodafone risarcisce cinquemila euro a un utente per servizi mai resi

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L’iniziativa risarcitoria, proposta tramite l’associazione Codici Lecce, muoveva dalla mancata esecuzione di un contratto “super adsl” da parte della Vodafone Italia, chiesto nel marzo 2015 da un utente salentino e avente ad oggetto una linea telefonica fissa, adsl e la spedizione della “Vodafone Station” presso la Sua dimora in Lecce.

Dopo aver atteso invano per alcuni mesi, l’utente inoltrava numerosi solleciti nei confronti al gestore, tramite il rivenditore autorizzato e il servizio clienti, senza ottenere mai alcun riscontro e, così, senza poter utilizzare il servizio telefonico e la linea adsl.

Come se non bastasse, alcuni mesi dopo la sottoscrizione del contratto, il cliente riceveva alcune fatture di pagamento per servizi mai attivati e, dopo aver ottenuto il relativo storno, veniva contattato da un’agenzia di recupero crediti che gli intimava, con ripetute telefonate dai toni bruschi e minacciosi e, successivamente, anche con missive, il pagamento immediato dell’importo di Euro 446,45 per fantomatiche morosità legate al contratto.

Esasperato dalla paradossale e stressante situazione e non riuscendo a ottenere chiarimenti neanche dal servizio clienti del gestore, l’interessato si rivolgeva a Codici Lecce che, in persona del segretario, avv. Stefano Gallotta, e dell’avv. Giovanni De Donno, dapprima costituiva in mora e, conseguentemente, citava in giudizio la società di telefonia presso il Giudice di Pace di Lecce, chiedendo lo storno di ogni addebito e il risarcimento di Euro 5.000,00 a titolo di indennizzo contrattuale.

Con sentenza n. 104/2018, pubblicata il 12.01.2018 e non passata in giudicato, il Giudice di Pace, dott.ssa Angela De Simone, ha accolto integralmente le richieste avanzate dai legali dell’attore e, dichiarato l’inadempimento contrattuale del gestore, lo ha condannato al pagamento di Euro 5.000,00 oltre interessi e spese legali.

Evidenzia l’Avv. Stefano Gallotta che spesso i gestori di telefonia pongono in essere comportamenti che, oltre ad essere contrari alla normativa nazionale ed europea, violano quegli stessi principi di qualità e trasparenza, stabiliti dalle Direttive dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai quali gli stessi dichiarano espressamente di ispirarsi. A fronte dell’inerzia delle compagnie telefoniche nei termini convenuti (in questo caso, a far data dal 21° giorno dopo la stipula del contratto), sono previsti indennizzi applicabili a ogni utenza, privata e aziendale, oltre al risarcimento per i disagi patiti dal cliente”.

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Consumatori

Scattano i rimborsi per la fatturazione a 28 giorni per la telefonia fissa. Ecco le indicazioni di Luigi Gabriele

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Rimborsi per la fatturazione a 28 giorni per la TELEFONIA FISSA+ INTERNET

Comunicazione riguardante tutti i clienti Fastweb-TIM-VODAFONE-WINDH3G di Telefonia Fissa+ Internet

Con provvedimento N° 497-498-499-500/17 CONS del 21 dicembre, l’AGCOM ha accertato che  la società Vodafone , WINDH3G, TIM, Fastweb non hanno adottato una cadenza di rinnovo delle offerte di telefonia fissa e di fatturazione su base mensile o suoi multipli, condotta sanzionabile ai sensi dell’articolo 98, comma 16, del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259;

Pertanto ha ordinato, alla predette società, in persona del legale rappresentante pro tempore, di pagare la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 1.160.000,00 per ognuna di loro (unmilionecentosessantamila/00) ai sensi dell’articolo 98, comma 16, del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259;

Nel contempo ha diffidato le  società a provvedere – in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mesea stornare gli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile. Nella prima fattura emessa con cadenza mensile l’operatore è tenuto a comunicare con adeguato risalto che lo storno è avvenuto in ottemperanza al presente provvedimento;

Parliamo di importi mediamente di 20€ che devono essere restituiti al consumatore automaticamente nella prima fattura utile a decorrere dal 21 dicembre 2017.

Tutti gli utenti di telefonia Fissa + Internet di TIM-VODAFONE,WINDH3Ge FASTWEB che non hanno ottenuto il rimborso automatico, consiglio di inviare un reclamo scritto oppure di rivolgersi agli sportelli Codici reperibili su www.codici.org

 

Luigi Gabriele

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