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Chi controlla il controllore? Antitrust e authority sono credibili?

La Lectio magistralis di Giuliano Amato e riflessioni sul ruolo odierno dell’Agcm

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Il caso del default delle 4 banche popolari Italiane e della mancata vigilanza, ha tirato fuori anche a livello internazionale il tema di “CHI CONTROLLA IL CONTROLLORE”?

Che l’indipendenza degli organi pubblici di questo Paese sia un miraggio dai tempi del Senato Romano, lo sappiamo tutti. Ma come si creino mostri di reputazione è ancora più facile a dirsi piuttosto che a sapersi. “Lo ha detto l’Antitrust”, “lo ha sanzionato l’Antritust”, e ancora “ricorso al garante”, “segnalazione al garante”.

Titoli altisonanti, che suscitano più l’attenzione del lettore se a scriverle sono i giornali. Giornali spesso scritti da giovani freelance pagati a 7,5€ a pezzo, che non possono fare altro che rilanciare i roboanti comunicati stampa delle nostre authority.

Ma quanti di questi sono andati a fondo a quello che  dice, fa o punisce l’Anti-trust italiana o le altre? Nessuno, perché hanno il vizio di pensare che siccome lo hanno detto loro è verità assoluta senza approfondirlo e questo è il mantra della comunicazione.

Il Paese dove collusi, conflitti d’interesse e relazioni di ogni genere, confluiscono sempre verso un’unica direzione, quella dei PREPOSTI di Stato!

Sono alcuni tra i Preposti di Stato a dettare il gioco del palazzo, ovvero i funzionari e dirigenti pubblici che non operano per il Bene pubblico ma per il proprio, quelli che in alcuni casi in un anno guadagnano più di ogni onesto cittadino o imprenditore per il resto della loro vita e che ricorrono alla consulta se gli viene tagliato il 5% , ma senza farsi troppo vedere.

Sugli stipendi dei funzionari di alcune authority ci eravamo soffermati qualche settimana fa , con l’analisi degli stipendi di solo 4 delle 19 authority nazionali( si abbiamo più authority che ministeri e quasi sempre fanno la stessa cosa) e abbiamo dovuto farne una ANTICORRUZIONE, come se in un Paese normale e civile la corruzione si debba tenere sotto controllo.

Quel che risalta subito all’occhio è che ad esempio nel caso dell’AGCM poco meno di 100 funzionari  costano 36milioni di euro, quanto fatturano in sostanza 5 dei più grandi call center italiani che danno lavoro a 5000 persone. Ed è risaputo che gran parte del lavoro nelle authority lo svolgono gli stagisti che non prendono nemmeno il rimborso spese.

La boutade collettiva è che non ricadono sul bilancio pubblico. Ma mai nessuno si è chiesto se i costi di Stato degli errori prodotti spesso da costoro non ricadano sul bilancio pubblico. Certo che ricadono sulla collettività per i danni provocati e persino per le spese legali visto che sono difesi dall’avvocatura di Stato che è sempre pagata dal buon vecchio cittadino. Ma quanti danni producono chi lo sa quantificare?

C’è da dire che tranne qualche roboante multa ai soliti noti e qualche volta a quel disgraziato che in quel momento doveva capitarci(le multe sono tutte ampiamente in bilancio o scaricate sui consumatori), gli effetti sul mercato non si sono mai visti, visto che tra convegni, tavole rotonde e vernissage, si conoscono adeguatamente i vigili e quelli che multeranno.

Un’altro grave problema è che questi scienziati della vigilanza, sono spesso coinvolti in strani e vorticosi cambi di guardia, come il caso del presidente AGCM che meno di un paio di mesi fa, nonostante  siano solo due anni che ricopre il ruolo presso l’AGCM,  era uno dei candidati a giudice della Corte Costituzionale, tanto ad eleggerlo dovevano essere sempre gli stessi.

La cosa più controversa in tutto questo è che dinanzi alle accuse di queste autorità se poco poco hai ragione non c’è TAR che tenga, il procedimento è sul modello della Santa Inquisizione. Vai a rogo come Giornano Bruno o finisci alla gogna come Galileo Galilei! Anche se poi hai ragione, se lo dice l’AGCM hai torto a priori. Basta leggersi il regolamento del procedimento istruttorio, è solo di stampo accusatorio, e guai a contraddirli, anche se non capiscono niente di quello che stanno esaminando. In sostanza se ti voglio accusare ti accusano, se ti vogliono scagionare pure! Basta qualche piccola presunta prova!!!

Ma viene da chiederci, visto che i deputati sono nominati e nominano a loro volta gli altri componenti dello Stato e delle authority, chi controlla i controllori?

Proviamo a capirlo facendo una riflessione sulla lezione che Giuliano Amato ha fatto proprio qualche giorno fa presso l’AGCM.

 

Predicando e lavorando in terra di infedeli, l’Agcm è riuscita a far emergere le regole della Concorrenza, estranee all’Italia fino a quel momento”.  Così Giuliano Amato, giudice costituzionale e presidente dell’Antitrust dal ’94 al ’97, ha iniziato la Lectio Magistralis con cui si celebrava, il 19 gennaio scorso, il 25° anniversario dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Un brevissimo excursus sulla storia dell’Autorità ha, infatti, fatto da prefazione ad una lectio ricca di notevoli spunti di riflessione.

Il Giudice Amato ha riservato gran parte del suo discorso al ruolo odierno dell’Agcm, in particolare in merito al clima sulla concorrenza che, a suo dire, dagli anni ’90 ad oggi, è profondamente mutato.

La crisi economica, che ha giocato un ruolo centrale, ha diminuito la fiducia nel mercato e quindi nell’antitrust in generale. “La crisi ha ridotto la fiducia nel mercato e di conseguenza nell’Antitrust. Ma la politica non deve dimenticare l’importanza delle regole sulla concorrenza, altrimenti rischia di avvelenare i pozzi che tenta di scavare” afferma l’illustre giurista.

Secondo Amato, la concorrenza ha ruolo fondamentale che oggi, però, non viene percepito. Cita, a tal riguardo, l’esempio dell’Australia, che era un Paese in forte crescita ma con importanti limitazioni in diversi settori ma che, dal 1990 al 2000, con l’avvento di una regolazione in materia di concorrenza, ha avuto una crescita del PIL del 5,5%.

Affermare il ruolo centrale dell’Agcm impone, però, di affrontare con vigore la sfida dei nuovi mercati, caratterizzati da operatori aleatori con una posizione sempre più preponderante. A tal riguardo, Amato fa riferimento alla sharing economy (e in particolare ad uber) per la quale sembra non essere chiaro se sia un fenomeno contro le regole o fuori dalle regole.

Su questo fronte Amato ha spiegato come l’Agcm non deve e non può alzare bandiera bianca “verso chi dice che nei mercati monopolistici l’Antitrust non serve più” perché, citando l’ex premier Mario Monti: “I mercati innovativi possono migliorare ma possono anche risultare temporanei per l’arrivo di nuovi prodotti da altri mercati”.

Il riferimento è sicuramente riconducibile anche all’azione dell’antitrust europeo nei confronti di Google.

Sul tema, infatti, è notorio il punto di vista degli esperti come Andrea Varsori, PhD Candidate al King’s College, e Diego Zuluaga, research fellow dell’Institute of Economic Affairs, espresso nel paper “Eu Antitrust Vs. Google” che sostengono come l’intervento dell’Antitrust Ue contro Google sia addirittura superfluo e sconsigliabile.

Quello digitale è uno dei settori più concorrenziali e stimolanti del mondo: un’azione pubblica potrebbe metterne a rischio lo sviluppo” chiosano gli autori, parlando del rischio di frenare l’innovazione e la dinamicità del mercato digitale.

La visione del Giudice costituzionale, invece, si pone in un’ottica di antitesi rispetto a questa lettura.

La net neutrality, come concepita all’inizio, è sbagliata secondo Amato, perché quello che è necessario fare ora è “pizzicare comportamenti sbagliati, non presumere la neutralità e questo significa mantenere in piedi la neutralità, non darla per scontata”.

Rilevante anche il commento sui danni reputazionali che, a detta di alcuni, sarebbero in grado di regolare da soli il mercato mentre, come commenta Amato, il danno reputazionale, di fatto, rimane solo a chi non ha la forza (economica) di poterlo cancellare, perciò non è sufficiente e consigliabile escludere la regolazione.

Una lectio magistralis brillante e sicuramente non autoreferenziale che, in conclusione,  vorrebbe proiettare l’Agcm in un’ottica futuristica caratterizzata da una essenziale e primaria comprensione dei nuovi mercati, al fine di assicurare all’Autorità quell’autorevolezza e quel ruolo centrale che dovrebbero caratterizzarla.

Ma chi controllerà il controllore?

Luigi Gabriele e Antonella Votta

 

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Consumatori

​​CODICI segnala all’ANTITRUST il caso TIM CONNECT per mancanza di informazioni

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L’Associazione CODICI si occupa di tutela dei Consumatori e nell’ambito della sua attività di monitoraggio nei riguardi dei comportamenti delle aziende, ha evidenziato come la nuova offerta della compagnia telefonica TIM, dal nome “TIM Connect”, che si riferisce alla fibra e dunque a coloro che attiveranno una nuova linea fissa, contenga alcune criticità.

L’offerta descritta è rivolta ai clienti che, entro il 27.5.2018, attivano una nuova linea fissa di TIM o che passano a TIM fisso da un altro Operatore e ha una durata di 24 mesi, prevedendo 3 tipologie di abbonamento. 

A ciascun abbonamento viene obbligatoriamente abbinato il servizio “TIM Expert” al costo complessivo ulteriore di 212,4€, rateizzabile a 5,90€ mese per 36 mesi (o a 8,85€ mese per 24 mesi). Il servizio TIM Expert sembrerebbe non richiesto solo ai clienti TIM (con offerte in Fibra o solo voce/ADSL che passano ad una delle offerte TIM Connect o a TIM Connect in ADSL), ai quali viene, invece, richiesto il pagamento di un contributo di attivazione 180€.

Il servizio consiste nell’intervento a domicilio di un tecnico per provvedere all’installazione e alla configurazione del modem TIM e degli altri dispositivi (come SmartTV, PC e Tablet). Nel servizio è incluso un intervento telefonico “SOS PC” all’anno per 3 anni.

Su quest’ultimo punto, CODICI ritiene che la condizione vincolante dell’offerta violi la normativa di tutela del consumatore. Infatti, in seguito ad un’approfondita analisi della pubblicità sul sito web dell’operatore, si può osservare come l’abbinamento obbligatorio del servizio TIM Expert potrebbe configurare una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo.

Inoltre, l’informativa risulterebbe incompleta agli occhi del Consumatore. I claim presenti nella landing page del sito dell’operatore mettono in evidenza solo alcune informazioni (quali il costo dell’abbonamento, lo sconto fruibile per l’acquisto online, la performance massima del servizio offerto e la gratuità del modem), omettendo di indicare in modo sufficientemente chiaro che al costo base dell’abbonamento deve essere sempreaggiunto il costo del servizio TIM Expert obbligatoriamente abbinato, per un costo tra l’altro pari a più di 200€! 

Queste informazioni secondo CODICI non sono secondarie, dal momento che si tratta di spese obbligatorie da affrontare per attivare il servizio e si possono rintracciare solo scorrendo la pagina e cliccando nel sottomenu “TIM Expert” o “Dettagli”.

Riteniamo dunque che l’operatore, nel comunicare la propria proposta commerciale, abbia voluto attirare l’attenzione del cliente evidenziando la gratuità del modem fornito; al contrario, non è stata data la stessa rilevanza al fatto che il cliente debba obbligatoriamente sopportare un nuovo esborso (quello per il servizio TIM Expert) con cui di fatto Telecom recupera i costi di attivazione e di noleggio del modem che venivano richiesti in precedenza.

Tale pratica non permette al consumatore di avere chiare informazioni sulle caratteristiche economiche dell’offerta e risulterebbe idonea, pertanto, a falsare in maniera rilevante la capacità del consumatore di prendere una decisione di acquisto consapevole.

L’offerta, inoltre, presenterebbe un altro nodo cruciale che ne determinerebbe il profilo di illegittimità connesso al fatto di prevedere la possibilità di rateizzare il costo del servizio TIM Expert in tre anni (opzione, peraltro, consigliata dall’operatore nella propria comunicazione commerciale).

La durata del servizio abbinato TIM Expert sarebbe maggiore dunque maggiore di un anno della durata dell’offerta sottostante, vanificando di fatto la limitazione temporale normalmente prevista dalla normativa di riferimento (Cfr. art. 80, comma 4-quater del Codice delle comunicazioni elettroniche e l’art.  1 del Decreto-Legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla Legge 2 aprile 2007, n. 40).

È chiaro, infatti, come il consumatore che abbia optato per la rateizzazione in 3 anni sia incentivato a prorogare la durata dell’abbonamento TIM Connect oltre il termine iniziale di 24 mesi.

Per queste ragioni CODICI invita i Consumatori a leggere con attenzione ogni parte dell’offerta TIM Connect, che potrebbe configurare anche una violazione della normativa Antitrust.

Infatti, abbinare obbligatoriamente all’offerta TIM Connect l’acquisto del servizio TIM Expert potrebbe rappresentare una proposta vincolante e, in caso di recesso anticipato, il cliente sarebbe tenuto a pagare l’importo delle rate mancanti in un’unica soluzione; un’ulteriore postilla che contribuisce a mantenere legati i clienti.

​Per qualsiasi segnalazione e dubbio contattateci attraverso la mail segreteria.sportello@codici.org oppure attraverso il canale reclami telefonia sul sito www.codici.org

Ufficio Stampa Associazione CODICI

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Consumatori

EXPO Consumatori 4.0: ecco il programma e tutti i protagonisti

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Nel corso della tre giorni romana (11/13 maggio) oltre 80 testimoni 

a confronto per guardare al futuro e alla crescita felice

 

Mancano pochi giorni a Expo Consumatori 4.0, che dall’11 al 13 maggio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, riunirà e metterà a confronto associazioni dei consumatori, imprese e sindacati, authority e politici, docenti universitari e società civile.

Per provare a immaginare il futuro, seguendo i fili conduttori della crescita felice e della libertà dei consumatori, Assoutenti -con la partecipazione di Rete Consumatori Italia- propone un programma denso e ricco di spunti di riflessione: 13 dibattiti e tavole rotonde, oltre 80 protagonisti , 2 spettacoli e una mattinata, quella di domenica 13, interamente dedicata ai più piccoli con “La Città del Sole” che proporrà laboratori su riciclo dei rifiuti, economia circolare e sostenibilità consumerista.

Il percorso della ‘tre giorni’ consumerista partirà venerdì 11 maggio affrontando l’attualità del ruolo e della condizione del consumatore nella società contemporanea attraverso quattro momenti di discussione plenaria: si parlerà di educazione finanziaria, rivoluzione digitale, contraffazione, economia circolare. “Oggi il consumatore ha una posizione cruciale nella transizione verso la società del futuro: dalle sue scelte e dalla capacità di coinvolgerlo e informarlo da parte del mondo economico e della politica dipenderà ad esempio il buon esito del passaggio a un’economia orientata al riuso e all’azzeramento degli sprechi” spiega Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti.

 

Alle discussioni plenarie, nelle giornate di venerdì 11 e sabato 12, si succederanno una decina di focus tematici. “I consumatori e gli utenti dei servizi sono protagonisti del cambiamento” prosegue Truzzi “e al contempo vivono in una società in cui è sempre più complicato accedere a informazioni corrette e ricorrere a meccanismi di tutela nel momento in cui i loro diritti vengono negati. Per questa ragione a EXPO Consumatori 4.0 faremo incontrare per la prima volta in Italia tutti gli attori che hanno voce in capitolo nelle tematiche consumeriste”

 

Nel corso di EXPO Consumatori 4.0 saranno inoltre consegnati anche tre importanti riconoscimenti: Premio Costituzione e Legalità a Federica Angeli; Premio Lotta alla Contraffazione; Premio Miglior Testimonial Crescita Felice.

 

 

EXPO Consumatori 4.0…

…con il Patrocinio di: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lazio, Comune di Roma Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro

…con la partecipazione di: A2a – Acea – Confassociazioni – Consiglio del Notariato – Crif – Edison – Enel – Federcarrozieri – Green Network – Intesa San Paolo – Mbi – Non sono rifiuti – Oic – Open Fiber – Poste Italiane – Terna – Trenitalia – Unicmi – Unogas.

…mediapartner: Helpconsumatori, Il Blog del Consumatore,  Il Messaggero, Il Salvagente, Oipa Magazine, Radio Articolo1, Radio Cusano Campus

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Consumatori

Dal mercato tutelato al mercato libero: i consumatori lanciano il gruppo di acquisto contro le speculazioni

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CODICI lancia un appello a tutte le associazioni per promuovere un gruppo di acquisto sull’energia per fronteggiare il rischio speculazioni. Il consumatore nel prossimo futuro si ritroverà davanti alla scomparsa del mercato tutelato dell’energia, che attualmente coesiste con il mercato libero.

Il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero avverrà prevedibilmente dal 1° luglio 2019, ma questo cosa comporta per il consumatore? E’ pronto e consapevole del fatto che dovrà acquisire tutta una serie di informazioni che non padroneggia ancora con disinvoltura, ma che gli saranno fondamentali per attuare la scelta del proprio fornitore di energia?

Ebbene, una recente ricerca titola: “Liberalizzazione del mercato energetico – retail, solo il 30% dei clienti sa della fine della tutela”, quasi un terzo del campione sostanzialmente non sa quanto spende di elettricità e gas. Questo per Codici sta emergendo anche dal questionario sulle scelte energetiche che stiamo promuovendo sul sito di Spazio Consumatori tv (per compilare il questionario clicca qui), dal quale si evince che la maggior parte delle persone non sa quanto costa un kWh o non è a conoscenza dei propri consumi. Ben l’80% dei rispondenti non sa in quale mercato dell’energia si trova, il 70% non sa quali siano le differenze tra mercato libero e tutelato, il 55% non sa che il 1° luglio 2019 ci sarà il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero e cosa questo comporti e l’81% dei rispondenti si sente spaesato nel dover scegliere tra più di 500 operatori esistenti sul mercato.

Questi dati fanno emergere una chiara preoccupazione da parte dei consumatori, che hanno paura che tutta questa disinformazione li renda facile preda di operatori che faranno qualsiasi cosa per accalappiarli.

Contro la speculazione che questo passaggio dal mercato tutelato al mercato libero comporterà, Codici non poteva rimanere a guardare ed ha deciso di promuovere, con l’adesione di Aiace, AECI, Konsumer e Primo Consumo un Gruppo Di Acquisto di energia a tutela del consumatore, per poterlo salvaguardare di fronte alle pratiche commerciali scorrette, ai contratti non richiesti, insomma a tutte quelle modalità improprie attraverso cui vengono, ed ancor più verranno, acquisiti nuovi clienti.

Ma per far fronte a questa nuova sfida e far in modo che il consumatore possa attraverso le Associazioni di Consumatori avere accesso alla: confrontabilità, trasparenza e pubblicità delle offerte, abbiamo deciso di “chiamare alle armi” tutte le Associazioni, non solo di consumatori, che condividono il nostro stesso intento: accompagnare in piena trasparenza e garanzia il consumatore verso il mercato libero, consci del fatto di avere una grande responsabilità.

Pertanto, chi volesse entrare a far parte di questo sfidante progetto e costituire così il Gruppo Di Acquisto dei consumatori, finalizzato ad accompagnarli durante la transizione, si faccia avanti senza esitazione.

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