Il ricorso alla chirurgia estetica è un mero fattore di vanità o uno strumento che, oltre a migliorare l’aspetto fisico, contribuisce a migliorare la salute mentale? Il campione analizzato, che comprende cittadini italiani dai 18 ai 70 anni, si è equamente diviso su tale domanda – spiega il Codacons – Il 50% degli intervistati, infatti, ritiene il ricorso alla chirurgia estetica un elemento di pura vanità, finalizzato esclusivamente a migliorare l’aspetto fisico. L’altro 50% del campione, invece, la pensa diversamente, ed è convinto che attraverso gli interventi estetici si possa intervenire non solo sul corpo, ma anche sulla mente, migliorando il benessere psico-fisico ed eliminando disturbi, insicurezze, paranoie e altri aspetti psicologici negativi legati all’aspetto fisico.
Da notare come la percentuale di chi vede favorevolmente la chirurgia come mezzo per il benessere psicologico cambi sensibilmente a seconda del sesso degli intervistati: sale infatti al 69% tra i cittadini di sesso femminile mentre e scende al 31% per gli uomini.
La ricerca è stata condotta dal Codacons nell’ambito del progetto “Sentinelle della Salute” realizzato in collaborazione con Agi – Agenzia Giornalistica Italia.