Le tracce di Cesio 137, trovate nella lingua e nel diaframma di 27 cinghiali abbattuti dai cacciatori nelle montagne vercellesi tra il 2012 e il 2013, hanno fatto scattare l’allarme delle istituzioni italiane. Dai risultati delle analisi, secondo il quotidiano torinese La Stampa, la quantita di tale isotopo radioattivo rinvenuto negli animali supererebbe addirittura di dieci volte la soglia prevista in caso di incidenti nucleari.

Sono stati pertanto chiamati in causa il Comando dei Carabinieri del Nas e del Noe, il cui Reparto operativo vanta l’ausilio di una sezione inquinamento da sostanze radioattive, dotata di laboratori mobili di rilevamento. Stamane a Roma i militari parteciperanno ad una prima riunione con i vertici del Ministero della Salute, guidato da Renato Balduzzi, e della Regione Piemonte. Successivamente partiranno alla volta della zona interessata dal fenomeno con uno dei suddetti laboratori mobili.

Il Cesio 137, tra l’altro, venne rilasciato dalla centrale nucleare di Chernobyl a seguito del gravissimo incidente nucleare avvenuto il 26 aprile del 1986.