Civitavecchia – Roma (FR5), una linea decisamente problematica, forse la più controversa, a giudicare dalle numerose lamentele dei pendolari. L’Osservatorio Trasporti Codici tempo fa ha già raccontato alcune criticità testimoniate dai cittadini, ma purtroppo queste non sono finite. Vediamo le più recenti.

Circa due settimane fa il treno delle 17:50 è passato alle 19:20, un ritardo drasticamente rilevante. La soppressione dei treni, purtroppo, è la prassi: se un treno ritarda e arriva nell’orario di quello successivo, quest’ultimo viene annullato. In tal modo si diminuisce pesantemente il servizio erogato ai cittadini, che diventa di minor qualità anche a causa della scarsità dei mezzi.

Proprio il sopracitato treno delle 17:50 è spesso in ritardo. Cosa devono fare i poveri pendolari per tornare a casa? La soluzione sembrerebbe a portata di mano, considerando che alle 18:30 passa il treno per Pisa. Peccato però che il mezzo non effettua le fermate intermedie, quindi tutti i cittadini che abitano nei paesi intermedi sono costretti ad attendere il treno ancora successivo.  Lo scontento generale in questi casi, come già detto molto frequenti, raggiunge livelli molto alti.

A dimostrazione della persistenza dei ritardi accumulati dalla linea FR5 basti considerare la giornata di oggi. Segnalazioni di pendolari raccontano addirittura di ritardi che arrivano a 74 minuti. La fascia oraria interessata è una di quelle più critiche, in quanto serve i cittadini che si dirigono a Roma per lavorare: il treno che parte da Civitavecchia alle 6:38, a Maccarese ha accumulato ben 69 minuti di ritardo, aumentati di conseguenza nelle stazioni successive fino a 74 minuti a Roma Tuscolana  e Roma Termini.  Insomma, più di un’ora di ritardo per i pendolari, oggi, come probabilmente abbastanza spesso.

“I ritardi sembrano ormai endemici in alcune linee del trasporto regionale – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Gli abitanti di Civitavecchia e dintorni sopportano continui disagi con frequenza praticamente quotidiana, questa situazione deve finire. Lanciamo un appello ai vertici della Rete Ferroviaria Italiana (RFI) affinché si impegnino a migliorare il servizio erogato ai numerosi pendolari laziali”.