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Consumatori

Clamoroso, fai un Selfie al contatore e vedi se ti stanno fregando.

Clamorosa iniziativa di Codici per controllare i contatori prima delle vacanze.
Prima delle vacanze hai già controllato il contatore elettronico di casa o di casa al mare? Meglio non avere brutte sorprese, fagli un SELFIE.

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Posta la tua foto sul gruppo e raccontaci cosa hai scoperto qui!

“Sono andato nella mia casa al mare dove, circa dieci anni fa, nel condominio hanno espiantato i contatori individuali, raggruppandoli in un apposito armadio nello spazio condominiale. Per puro caso vado a controllare i consumi e…scopro che nessun contatore è funzionante! 15 apparecchi su 15 erano spenti! Ero al corrente che i primi contatori Enel avessero avuto inizialmente dei problemi, ma non pensavo fino a questo punto!”
“Sono partito per le vacanze e nonostante tutti gli elettrodomestici spenti, quando sono tornato ho trovato una bolletta per il periodo in cui non ci sono stata per un importo stratosferico come se i consumi fossero lievitati proprio quando non c’ero.”

Queste sono solo le ultime delle numerose testimonianze arrivate a Codici. Il problema dei contatori elettronici si pone ormai da tempo e sta assumendo proporzioni sempre più rilevante: installati senza che nessun ente indipendente potesse verificarne la conformità metrologica, per decreto, possono continuare a funzionare purché non vengano rimossi, senza poter essere verificati legalmente. Ma se il display non segna il giusto consumo, non solo si crea un problema concreto, ma si ledono i diritti dei consumatori che non possono verificare quanto consumano e capire se stanno pagando il giusto importo!

“Ci rivolgiamo a tutti i consumatori – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici – Siete sicuri di non trovarvi nella stessa situazione sopra riportata? Se la risposta è no, rivolgetevi a noi e aderite alla class action Codici! Il paradosso è che oltre alla contraffazione del marchio CE per oltre 20 milioni di apparecchi, oltre alla non verificabilità del dato e della sua effettiva trasmissione, oggi abbiamo scoperto che dopo un certo numero di anni(circa 10 ma anche meno per alcuni tipi), i contatori detti “intelligenti” smettono di funzionare, ma il distributore fa finta di nulla e se il consumatore lo segnala lui lo sostituisce con la scusa di metterne uno nuovo.

L’Associazione si rivolge direttamente ai consumatori:

Siete certi che il contatore casa o della casa in vacanza funzioni correttamente??
Avete il dubbio di non pagare esattamente quel che consumate?
Avete mai controllato che il display funzioni?
Avete mai verificato che il numero pod e cliente del contatore al mare corrisponda con quello sulla bolletta?
Fate un verifica e postate il vostro selfie sulla nostra pagina facebook!

Per informazioni sulle irregolarità dei contatori elettronici e per aderire alla class action di risarcimento è possibile consultare il sito www.codici.org, in particolare il seguente link. Per informazioni contattare gli sportelli indicati qui di seguito:

Sportello Milano
Via Bezzecca 3 Milano
Tel 02-36503438 Fax 02-92878437
Mail: codici.lombardia@codici.org

Sportello Roma
Viale A. Einstein, 34 – 00146
Tel: 06.5571996 – Fax: 06.55308791
Orario: dal Lunedì al Venerdì dalle ore 13:30 alle ore 17:30
segreteria.sportello@codici.org

Sportello Catanzaro
Corso Mazzini, 259
88100 Catanzaro
Tel 0961.769596
codici.catanzaro@codici.

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Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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Consumatori

Cambio operatore telefonico| MDC : caos portabilità AGCOM garantisca tempi certi e indennizzi agli utenti coinvolti.

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Evidentemente non sono bastate le multe per la fatturazione 28 giorni e quelle per la minaccia di iscrizione a inesistenti banche dati morosi irrogate da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Antitrust alle principali compagnie telefoniche per far rispettare i consumatori italiani.

Come denuncia il Movimento Difesa del Cittadino l’Annus horribilis degli utenti della telefonia continua ancora per migliaia di utenti infuriati a causa dei ritardi della migrazione del proprio numero verso Iliad ed altri nuovi operatori da parte degli incumbents.

È soprattutto il caso Vodafone a tenere banco in queste ore, con numerosi clienti di fatto irraggiungibili a causa dei gravi rallentamenti nella trasmissione del proprio numero di cellulare dalla compagnia al nuovo operatore prescelto dal consumatore.

Come sottolineato da MDC, al danno per la irreperibilità si aggiunge la beffa di dover tollerare scuse banali come l’errore nella trascrizione del proprio codice fiscale e continui rimpalli della responsabilità tra vecchio e nuovo operatore.

Per il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo è urgente un intervento di AGCOM per garantire il sacrosanto diritto degli utenti alla Mobile Number Portability oltre ad una istruttoria sulla plateale violazione di quanto stabilito nella Delibera 147/11/CIR e connesso diritto dei clienti di ricevere il pagamento degli indennizzi previsti dall’articolo 14 pari a € 2,5 per ogni giorno lavorativo di ritardo fino ad un massimo di € 50,00 che dovrà versare l’operatore ricevente che a sua volta si rivarrà poi sul donating.

Tutta la rete del Movimento si sta attivando in queste ore per supportare i reclami dei consumatori e garantire il pagamento delle somme dovute.

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