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Class Action, il M5S rilancia la legge

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La legge sulla azione di classe ha tre effetti importantissimi:

1) Rende più forti i cittadini e le piccole-medie imprese che possono unirsi e far valere i loro diritti anche nei confronti di lobby bancarie, assicurative, petrolifere, e cosi via.
Si pensi, per esempio, ai migliaia di pensionati danneggiati dalla legge Fornero, ai truffati nello scandalo dalle quattro banche, ai danneggiati della Terra dei Fuochi ecc.

2) E’ un incentivo alle imprese che le induce a comportarsi onestamente sul mercato. Una multinazionale, una compagnia telefonica, una banca, ci pensa 100 volte prima di assumere un comportamento scorretto se rischia di subire un’azione di classe.

3) La diminuzione del numero delle cause in Italia. 10, 100, 1000 cause verrebbero riunite in un unico contenzioso con costi più bassi per i cittadini. Renzi la smetta di aumentare i costi della giustizia per impedire ai cittadini di rivolgersi ad un giudice.

La proposta è stata approvata il 3 giugno 2015 all’unanimità (quindi anche dal PD) alla Camera; dopo TRE giorni la Ministra (dei rapporti col Parlamento!) Boschi andava dai giovani di Confindustria garantendo che la legge sarebbe stata modificata; da quel momento la legge è rimasta insabbiata al Senato.

Il governo Renzi non batte ciglio quando deve sottoscrivere e far approvare immediatamente emendamenti che arrivano di notte, sollecitati da Lobby, magari legate al fidanzato di un ministro; quando la Camera approva una legge all’unanimità, il PD invece la fa sprofondare nelle sabbie mobili del Senato.
Il problema non è il Senato… il problema è il PD di Matteo Renzi!

Il PD dimostri, per la prima volta, di non essere totalmente schiavo delle Lobby!
Metta da parte le chiacchiere e approvi velocemente la nostra proposta di legge, invocata tra l’altro da tutte le maggiori associazioni dei consumatori del nostro Paese e da anni attesa di nostri cittadini!

Il Presidente Grasso non può consentire che il Senato sia un pantano in cui si bloccano tutte le leggi, anche quelle approvate addirittura all’unanimità da oltre un anno: a lui chiediamo di sollecitare l’immediata calendarizzazione in aula della Legge sulla Class Action!

SUBITO APPROVAZIONE DELLA #CLASSACTION!INTERVENGA IL PRESIDENTE GRASSO.Subito l'approvazione della proposta di legge del #M5S sulla Class Action, uno dei punti della nostra “Carta dell'Onestà”. La legge sulla azione di classe ha tre effetti importantissimi: 1) Rende più forti i cittadini e le piccole-medie imprese che possono unirsi e far valere i loro diritti anche nei confronti di lobby bancarie, assicurative, petrolifere, e cosi via. Si pensi, per esempio, ai migliaia di pensionati danneggiati dalla legge Fornero, ai truffati nello scandalo dalle quattro banche, ai danneggiati della Terra dei Fuochi ecc.2) E’ un incentivo alle imprese che le induce a comportarsi onestamente sul mercato. Una multinazionale, una compagnia telefonica, una banca, ci pensa 100 volte prima di assumere un comportamento scorretto se rischia di subire un’azione di classe.3) La diminuzione del numero delle cause in Italia. 10, 100, 1000 cause verrebbero riunite in un unico contenzioso con costi più bassi per i cittadini. Renzi la smetta di aumentare i costi della giustizia per impedire ai cittadini di rivolgersi ad un giudice. La proposta è stata approvata il 3 giugno 2015 all'unanimità (quindi anche dal PD) alla Camera; dopo TRE giorni la Ministra (dei rapporti col Parlamento!) Boschi andava dai giovani di Confindustria garantendo che la legge sarebbe stata modificata; da quel momento la legge è rimasta insabbiata al Senato.Il governo Renzi non batte ciglio quando deve sottoscrivere e far approvare immediatamente emendamenti che arrivano di notte, sollecitati da Lobby, magari legate al fidanzato di un ministro; quando la Camera approva una legge all’unanimità, il PD invece la fa sprofondare nelle sabbie mobili del Senato. Il problema non è il Senato… il problema è il PD di Matteo Renzi!Il PD dimostri, per la prima volta, di non essere totalmente schiavo delle Lobby! Metta da parte le chiacchiere e approvi velocemente la nostra proposta di legge, invocata tra l'altro da tutte le maggiori associazioni dei consumatori del nostro Paese e da anni attesa di nostri cittadini!Il Presidente Grasso non può consentire che il Senato sia un pantano in cui si bloccano tutte le leggi, anche quelle approvate addirittura all’unanimità da oltre un anno: a lui chiediamo di sollecitare l’immediata calendarizzazione in aula della Legge sulla Class Action!

Pubblicato da Alfonso Bonafede su Giovedì 7 luglio 2016

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Consumatori

Al via da Luglio i saldi estivi. Acquista in sicurezza con i consigli di Adiconsum

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1 Luglio 2019

I saldi rappresentano ancora un’opportunità di risparmio soprattutto per coloro che non sono avvezzi all’uso di internet o semplicemente perché vogliono toccare con mano la qualità di quello che stanno acquistando e desiderano provarlo. L’attesa dei saldi riguarda in particolare i capi griffati che difficilmente si possono acquistare in altri periodi dell’anno.

Approfittiamo del periodo dei saldi anche per ricordare che essi possono essere un’occasione per acquistare prodotti originali a prezzi convenienti evitando di acquistare prodotti contraffatti, scadenti e potenzialmente pericolosi per la propria salute e sicurezza.

Se pensi di approfittare dei saldi non dimenticare queste semplici regole della nostra infografica

Ecco la lista completa con le date di inizio e fine:

  • Abruzzo: dal 6 luglio al 29 agosto
  • Basilicata: dal 2 luglio al 2 settembre
  • Calabria: dal 6 luglio al 1 settembre
  • Campania: dal 29 giugno al 30 agosto
  • Emilia Romagna: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Friuli-Venezia Giulia: dal 6 luglio al 30 settembre
  • Lazio: dal 6 luglio al 15 agosto
  • Liguria: dal 1° luglio al 14 agosto
  • Lombardia: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Marche: dal 6 luglio al 1° settembre
  • Molise: dal 6 luglio al 30 agosto.
  • Piemonte: dal 6 luglio al 26 agosto
  • Puglia: dal 6 luglio al 15 settembre
  • Sardegna: dal 6 luglio al al 30 agosto
  • Sicilia: dal 1° luglio al 15 settembre
  • Toscana: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Umbria: dal 6 luglio al 30 agosto
  • Valle d’Aosta: dal 6 luglio al 20 agosto
  • Veneto: dal 6 luglio al 31 agosto
  • Provincia autonoma di Bolzano: dal 5 luglio al 17 agosto

Se il negoziante non vuole cambiare il capo difettoso o se non vuole accettare il tuo bancomat o la tua carta di credito asserendo che in periodo di saldi non è tenuto ad accettarli, segnala il suo comportamento alla Polizia Municipale e alla sede territoriale Adiconsum più vicina!

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Consumatori

Istat: Prezzi delle case, dal 2010 meno 23,7%

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I prezzi delle abitazioni avevano chiuso il 2018 in flessione in Italia
(unico Paese della zona euro, dove invece sono cresciuti di più di
quattro punti) e i primi dati del 2019 ne confermano la debolezza,
registrando una nuova contrazione su base annua. Ciò a fronte di un
crescita delle compravendite di abitazioni che persiste dal 2014
confermando, così, la vischiosità dei prezzi rispetto all’andamento
della domanda. In questo quadro un segnale di ripresa viene dai
prezzi delle abitazioni nuove, che crescono su base annua per il
sesto trimestre consecutivo, ma il cui peso nel determinare gli
andamenti complessivi del mercato immobiliare residenziale si va
sempre più riducendo.

Secondo le stime preliminari, nel primo trimestre 2019 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (era -0,5% nel quarto trimestre 2018).
 La flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che registrano una variazione negativa pari a -1,3% (era -0,7% nel trimestre precedente). I prezzi delle
abitazioni nuove, invece, aumentano su base tendenziale dell’1,7% mostrando un’accelerazione rispetto al +0,6% del quarto trimestre del 2018.
 Questi andamenti si manifestano in un contesto di crescita persistente dei volumi di compravendita
(+8,8% l’incremento tendenziale registrato per il primo trimestre del 2019 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).
 Su base congiunturale la lieve diminuzione dell’IPAB (-0,5%) è dovuta sia ai prezzi delle abitazioni nuove sia a quelli delle abitazioni esistenti che diminuiscono rispettivamente dello 0,5% e dello 0,6%.
 Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel primo trimestre 2019 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 17,2%, a causa esclusivamente delle abitazioni
esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 23,7% mentre per quelli delle abitazioni nuove si registra complessivamente un aumento, seppur debole (+0,8%).
 Con i dati del primo trimestre 2019 sono stati aggiornati, come di consueto, i pesi utilizzati per la sintesi degli indici delle abitazioni nuove e di quelle esistenti. In particolare, il peso delle abitazioni nuove
continua a diminuire ed è pari a 16,6% (era quasi il 35% nel 2010) contro l’83,4% delle abitazioni esistenti.
 Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2019 è negativo e pari a -0,8%.

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Consumatori

Autorità al GOVERNO: rendere automatico il Bonus sociale in bolletta per chi ne ha diritto

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segnalazione ARERA a Parlamento e Governo per una norma che garantisca gli sconti previsti per luce, gas e acqua a 6,8 milioni di italiani

Milano, 01 luglio 2019

Applicare automaticamente il bonus sociale di sconto previsto sulle bollette di luce, gas e acqua approvando una norma che consenta lo scambio dei dati necessari tra le amministrazioni per garantirne la fruizione a tutti gli aventi diritto, azzerando per le famiglie tutti i passaggi burocratici oggi necessari. È questo in sintesi quanto l’ARERA sottolinea nella segnalazione che ha inviato a Parlamento e Governo, fondata sulla constatazione che chi potrebbe beneficiarne utilizza in modo scarso questo strumento, anche in considerazione delle recenti norme sull’assegnazione delle agevolazioni a chi ha diritto al reddito di cittadinanza.

Per rendere automatica la fruizione l’ARERA propone una procedura che però necessita di un intervento normativo che assicuri il consenso dell’interessato all’interazione fra le banche dati dell’INPS e le banche dati di energia, gas e acqua (Sistema informativo integrato e Anagrafe territoriale idrica) per l’erogazione dei bonus sociali, valorizzando il ruolo delle amministrazioni comunali a supporto e informazione dei cittadini, con particolare riferimento alla gestione dei bonus per gli utilizzatori di apparecchiature elettromedicali, dei bonus idrici territoriali, e all’eventuale individuazione dei clienti con riscaldamento centralizzato a gas metano.
In questo modo si potrebbe contribuire al contrasto della povertà energetica, garantendo un sostegno economico per la copertura della spesa energetica e idrica a tutti i 2,2 milioni di nuclei familiari che hanno una certificazione ISEE utile per l’accesso al bonus che, considerando la loro dimensione media di 3,1 componenti, corrispondono a circa 6,8 milioni di individui. Gli interventi proposti possono essere realizzati senza gravare sul Bilancio dello Stato, applicando le modalità attualmente previste per la copertura dei costi dei bonus, e con oneri nulli o limitati sui clienti del servizio elettrico e gas e sugli utenti del servizio idrico.

A fronte infatti degli sforzi e dei differenti strumenti impiegati per diffondere la conoscenza dei bonus e dei relativi requisiti per usufruirne, il rapporto tra i potenziali destinatari e i percettori effettivi per luce e gas si è sempre mantenuto intorno al 30-35%. Il livello di copertura del bonus elettrico rispetto ai potenziali destinatari poi risulta non uniforme a livello nazionale: tendenzialmente più elevato nelle regioni del Centro-Nord (con l’esclusione del Lazio) e particolarmente basso in alcune regioni del Sud e nelle Isole, dove invece è più alto il numero dei potenziali destinatari. Andamenti analoghi si osservano per il bonus gas, la cui diffusione geografica risulta ancor più differenziata a causa della diversa metanizzazione delle varie aree del Paese. Il bonus idrico, attivo dallo scorso 1° luglio, nei primi sei mesi di operatività ha fatto registrare una richiesta contenuta (240 mila domande al 31 dicembre 2018), in prevalenza da parte di soggetti già beneficiari del bonus elettrico e/o gas. L’Autorità auspica l’estensione del bonus sociale idrico ai percettori del reddito di cittadinanza e la riparametrazione dello stesso bonus per tutti gli aventi diritto, in modo da ricomprendere anche le spese relative ai servizi di fognatura e di depurazione.

I dati della Relazione al Ministro dello Sviluppo Economico

Oltre alla segnalazione, viene pubblicata la ‘Relazione al Ministro dello Sviluppo Economico sullo stato di attuazione del bonus sociale elettrico e gas per il 2018′ (279/2019/I/com), da cui emerge che sono destinatarie del bonus per disagio economico elettrico 795.566 famiglie e 519.375 famiglie per il bonus gas, infine 35.903 famiglie hanno ottenuto il bonus elettrico per disagio fisico. In media il 64% delle famiglie risulta destinataria sia del bonus elettrico sia del bonus gas. Infine, il 76% dei bonus erogati sono riferiti a rinnovi, cioè a famiglie che erano già beneficiarie di bonus l’anno
precedente, mentre il 24% sono riferiti a nuovi ingressi.
Da sottolineare poi come il 20% dei soggetti che utilizzano una fornitura centralizzata di gas e che hanno ottenuto il bonus non abbia poi provveduto ad incassare il bonifico con cui viene loro trasferito, nonostante siano stati informati della disponibilità in pagamento del bonifico in qualunque ufficio
postale.

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