Una lettera che riporti la giusta attenzione sul tema e sottolinei al Premier gli obiettivi di un testo di riforma necessario. E’ con questo auspicio che Rete Consumatori Italia, il nuovo soggetto di tutela nato dalla collaborazione di Assoutenti, Casa del Consumatore e CODICI, ha scritto al presidente del Consiglio per intervenire sulla class action.

Dopo un anno e mezzo di lavoro congiunto fra associazioni e forze politiche, il disegno di legge viene finalmente discusso dal Parlamento. Alla Camera, il testo ha ricevuto una rapida approvazione, forte dei numeri del fronte proponente a favore, eccezionalmente in questo caso formato da Partito Democratico e M5S.

Un successo che ha sconvolto non pochi oppositori della legge, scossi dalla velocità del voto ma anche dalla significativa novità che il provvedimento vuole apportare.

Per prima cosa la riforma ha l’intento di dare il giusto peso a uno strumento che così allo stato attuale non ne ha. Una delle innovazioni principali è l’applicazione, ad esempio, della class action al codice civile e non a quello del consumo così come oggi avviene.

Questa prospettiva ha ricevuto le aspre critiche da alcuni rappresentanti degli organismi, vedi Confindustria, che tutelano gli interessi degli industriali.  Ma non solo. Anche opinionisti e editorialisti hanno difeso a spada tratta la posizione, attaccando la riforma bollata come “demagogica”. 

E’ in questo clima che è nata la necessità per Rete Consumatori Italia di scrivere al Premier Matteo Renzi. 

“È incomprensibile che esponenti di Confindustria vogliano difendere un modello negativo di fare impresa che si possa sottrarre all’azione di classe; ci saremmo aspettati piuttosto un loro appoggio al rinnovamento del sistema di regole dell’industria, del mercato italiano ed europeo”, scrivono Furio Truzzi di Assoutenti, Giovanni Ferrari di Casa del Consumatore e Ivano Giacomelli di CODICI.

“Le valutazioni negative sul testo di legge – aggiungono – che sono state avanzate da Confindustria devono essere controbattute e il Governo non deve fermare la sua azione riformatrice  salvaguardia della qualità del mercato e dei consumatori di fronte a paure poco concrete e irreali e a una inspiegabile difesa di un sistema malato”.