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Coabitazione solidale: a Roma approvate le linee guida per assegnazione a canone concordato

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Raggi: “Un importante strumento di sostegno e di aiuto per affrontare con serenità l’autonomia abitativa”

Roma, 23 luglio 2019 – È pubblicata sul sito di Roma Capitale la delibera di Giunta Capitolina con le linee di indirizzo per l’assegnazione in locazione in coabitazione a canone concordato di unità immobiliari del patrimonio disponibile di Roma Capitale.

La delibera nasce per fornire ulteriori strumenti per contrastare il disagio sociale e i processi di indebitamento e di impoverimento che molte famiglie, sul territorio della città di Roma, sono costrette ad affrontare per assicurarsi un alloggio.

A questo si aggiunge il progressivo aumento della domanda abitativa che l’Amministrazione intende affrontare – oltre che con le azioni già poste in essere – anche attraverso misure alternative come il modello della cosiddetta Coabitazione Solidale caratterizzato dalla condivisione abitativa, da parte di più individui, di un medesimo alloggio appartenente al patrimonio disponibile di Roma Capitale.

La delibera capitolina prevede una prima fase sperimentale di 3 anni secondo modalità e criteri dettati dalle Linee di indirizzo individuate dall’Amministrazione.

Per poter essere inserito nell’elenco degli ammessi alla coabitazione è necessario non aver superato i 65 anni di età e si dovrà appartenere a una o a più di una tra le seguenti categorie:

–        separati non assegnatari della casa coniugale;

–        famiglie monoparentali con figli minori;

–        studenti universitari regolarmente in corso;

–        persone con disabilità;

–        neomaggiorenni già presi in carico dal sistema di accoglienza di Roma Capitale (case famiglie, famiglie affidatarie) fuoriusciti dal circuito da non oltre 12 mesi;

–        donne vittime di violenza;

–        persone transitate per il circuito di accoglienza di Roma Capitale;

–        persone sole con meno di 35 anni.

L’intero nucleo familiare deve avere un reddito complessivo annuo non inferiore a 6.000 euro lordi e non superiore ai 30.000 euro lordi secondo l’ultima dichiarazione ISEE. Per il coabitante il cui ISEE sia compreso tra 6.000 euro lordi e 9.000 euro lordi, sarà consentita una riduzione del canone concordato pari al 10%. Per pagare la locazione potrà essere utilizzato il contributo erogato per il reddito di cittadinanza da coloro che ne sono titolari.

Saranno individuati gli immobili del patrimonio capitolino disponibile, contenenti un numero adeguato di alloggi che abbiano caratteristiche compatibili per promuovere, sempre in via sperimentale, un primo Avviso pubblico destinato al progetto di Coabitazione Solidale. La lista degli immobili da destinare alla coabitazione sarà successivamente approvata dalla Giunta Capitolina.

“Il progetto sperimentale di coabitazione solidale, fortemente voluto da questa Amministrazione, intende andare incontro a tutti coloro che, per i motivi più diversi, si trovano in difficoltà economiche per accedere al mercato immobiliare tradizionale. Molto spesso, infatti, anche un minimo imprevisto determina per tante persone uno stato di vulnerabilità abitativa. In questo contesto così delicato un progetto di coabitazione solidale, seppure al momento in fase sperimentale, diviene uno strumento di sostegno e di aiuto per fare in modo che chi ne usufruirà possa affrontare con serenità economica l’autonomia abitativa”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

“Con l’approvazione da parte della Giunta del progetto sperimentale di coabitazione solidale intendiamo essere vicini alle persone che vivono particolari situazioni di vulnerabilità o per le quali le spese per l’abitazione incidono in modo pesante sul bilancio familiare. Auspichiamo, inoltre, che questa nuova forma dell’abitare, oltre che fornire una risposta ad un diritto specifico, possa avere un impatto positivo sulla coesione sociale e il benessere della nostra comunità”, dichiara l’assessora al Patrimonio e Politiche abitative di Roma Capitale Rosalba Castiglione.

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Povertà energetica – il video integrale di “Prima la casa” l’evento Adiconsum/CanaleEnergia del 16 luglio

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Autorità indipendenti: no alle logiche di spartizione politica

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Comunicato stampa Federconsumatori

Indipendenza, competenza e professionalità sono i criteri con cui si devono nominare i vertici di AGCOM e Garante Privacy.

È passato un mese dal nostro ultimo appello, in cui esprimevamo forte preoccupazione per le nomine dei presidenti delle autorità indipendenti Agcom e Garante della Privacy. Abbiamo sottolineato la necessità e l’urgenza di affidare questi compiti a Commissari competenti in materia e completamente indipendenti da ogni logica politica.

Si tratta, infatti, di due authorities che svolgono oggi un ruolo chiave in un’era in cui il settore della comunicazione è soggetto a forti minacce e richiede, come non mai, che siano garantiti i principi di responsabilità, trasparenza, sicurezza, imparzialità e rispetto per la privacy. La tutela della sicurezza dei dati personali è una questione di primaria importanza in un’epoca in cui tali dati sono divenuti letteralmente oggetto di mercato.

Affidare tali compiti secondo un disegno di mera spartizione delle nomine, che nulla ha a che vedere con i meriti e le competenze, potrà determinare un gravissimo danno per il Paese, in termini di sicurezza, di tutela e di sviluppo.

Per tutelare al meglio i diritti e gli interessi dei cittadini ed il Paese è indispensabile che chi compone le autorità indipendenti rispetti i requisiti di autorevolezza, professionalità, competenza, autonomia e indipendenza. Gli unici in grado di assicurare l’elevato grado di trasparenza e credibilità di cui queste Autorità hanno sempre goduto.

Barattare l’equilibrio del Governo con l’assegnazione di cariche così delicate e importanti sarebbe da irresponsabili.

Per questo rinnoviamo il nostro appello affinché le nomine siano improntate esclusivamente alla competenza, alla professionalità e alla trasparenza, per istituire un sistema di vigilanza e controllo realmente libero da qualsiasi condizionamento politico o di altra natura.

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La nostra economia è basata sulla scarsità e ci sta deludendo. Ecco perché il “modello di abbondanza” è ciò di cui abbiamo bisogno.

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Di Bibop Gresta – Chairman & Co-Founder at Hyperloop Transportation Technologies

Fonte: Linkedin

La maggior parte del mondo non pensa all’economia come un sistema creato dall’uomo.

Pensiamo ad esso come pensiamo alla natura: era qui “prima” di noi e sarà qui “dopo” di noi. È troppo grande da immaginare, troppo complessa da capire – e di conseguenza, consapevolmente o meno, l’adoriamo con fede divina. 

Ironicamente, l’economia è il riflesso della natura. 

Nelle società cacciatore-raccoglitori, “l’economia” era giusta ed equilibrata. Non c’era nessuna gerarchia, nessuna concorrenza. Era un ambiente cooperativo – e come un albero cadeva, uno nuovo sorgeva al suo posto, e così via.

Tuttavia, osservando la storia, le società cacciatore-raccoglitori si sono sviluppate soltanto dove c’era abbondanza di risorse, solitamente vicino ad una foresta o in una zona climaticamente mite. È nel deserto che abbiamo sviluppato una gerarchia – un ambiente più del tipo “sopravvivenza del più forte”. In questo tipo di economia, la scarsità dominava, fino al punto che (lentamente, con il tempo) questo modello è diventato il “normale” approccio alla vita — anche in posti con abbondanza. Forte contro debole. Vincitore contro perdente. Coloro che “hanno” e coloro che “non hanno.”

Scorrendo velocemente il tempo, quello a cui siamo finiti oggi è una quantità molto limitata di persone che controllano il 95% delle risorse del pianeta, mentre il resto del mondo sta morendo di fame.

Nel 2019, stiamo attualmente producendo cibo per 10 miliardi di persone – tuttavia siamo un mondo di sette miliardi e mezzo di persone, due miliardi dei quali muoiono di fame.

Qui non si tratta di politica. E non si tratta di raccogliere fondi per le iniziative “going green.”

“Sostenibilità”, nel vero senso della parola, sta nel capire i difetti della nostra attuale struttura economica, e il modo in cui, un modello costruito intorno alla scarsità, non porta ad una società sostenibile.

E vi spiegherò come — con una piccola storia chiamata “L’isola delle 10 palme”.

C’è un’isola con dieci persone e dieci palme.

L’economia che abbiamo creato per noi afferma un principio fondamentale: se ognuna delle persone dell’isola ha il potere di sostentarsi (cibo, acqua, ecc.), per definizione, non c’è economia. Se provo a vendere i frutti di una palma a qualcun altro, nessuno li comprerà perché gli altri hanno gli stessi frutti e sono sani e autosufficienti.

Ora immaginate che un uragano o un tornado colpisca l’isola e spazzi via 4 dei 10 alberi.

All’improvviso, si crea un’economia.

Le quattro persone che non hanno più palme per sostentarsi saranno improvvisamente interessate a comprare i frutti dagli altri sei che producono regolarmente frutta.

Pertanto, la teoria economica di Smith e Kerns direbbe: in questa situazione, se una delle sei persone che ha ancora un albero comincia a mettere un prezzo piu’ alto ai suoi frutti, poi qualcun altro abbasserà il prezzo al fine di competere per il cliente—e si avrà sempre un mercato che si auto-compensa.

Questa è domanda-offerta nella sua forma più basilare.

Purtroppo, è stato dimostrato che questa teoria è falsa perché la persona con la palma inizierà a volere sempre più potere. Lui/lei capirà le regole e le dinamiche dell’offerta e della domanda, e troverà il modo per far sì che gli altri con le palme non competano. Lui/lei potrebbe iniziare a comprare le altre palme in modo da poter dominare – o, immaginate che arrivi un altro tornado e distrugga le altre cinque palme. Ciò significa che l’individuo con l’ultima palma rimanente non solo controlla il prezzo, ma essenzialmente controlla l’intero approvvigionamento alimentare. Lui/lei diventa il sovrano dell’isola, in grado di decidere chi vive, chi muore, e ogni cosa che accade sull’isola.

Questo è ciò che succede quando si costruisce un modello economico attorno alla scarsità.

Adesso, vediamo come potrebbe essere l’opposto della scarsità.

Se si progettano le cose basandole sull’abbondanza, non solo si creano le condizioni per prosperare, ma si possono anche creare le premesse per un pianeta completamente nuovo basato su presupposti diversi – opposti a quelli esistenti sull’isola della scarsità. Solo che non dovete “consumare”, non dovete “produrre.” Non avete neanche il problema del lavoro, per esempio. Secondo uno studio di Oxford, il 47% dei posti di lavoro in tutto il mondo scomparirà nei prossimi 25 anni – e questi posti di lavoro non torneranno. Saranno sostituiti da computer e robot, e va bene cosi’. Evviva! Perché questo ci offre l’opportunità di poter garantire i diritti di base a tutti e di lottare per fare ciò che facciamo meglio: spendere l’80% del nostro tempo in creare e far progredire l’umanita’ e il 20% del nostro tempo eventualmente a lavorare.

Se fossimo in grado di ottimizzare e di costruire un modello economico attorno all’abbondanza invece che alla scarsità, sbarazzandoci del “lavoro” definitivamente, sarebbe ancora meglio.

Questo è estremamente importante nel modo in cui ci stiamo avvicinando e stiamo costruendo Hyperloop. 

L’abbondanza opposta alla scarsità è un pilastro fondamentale dei nostri criteri di progettazione. L’obiettivo qui non è quello di creare una società che fa tonnellate di denaro — anche se è l’ovvia conseguenza. La missione finale è un invito all’azione a livello planetario per costruire un sistema che apra la strada e costruisca l’infrastruttura per un’economia di nuova generazione. Non deve essere “Come possiamo arrivare da Los Angeles a San Francisco in meno di un’ora in modo che possa prendere più riunioni, lavorare di più, produrre di più, consumare di più,” ecc. 

Per riequilibrare veramente la nostra economia, dobbiamo attaccare il problema alla radice. E questo significa ridisegnare l’interazione umana da zero.

Mi rendo conto di dover sembrare un pazzo, fuori di testa, e va bene cosi’. Oggi stiamo appena scoprendo il percorso per arrivare a un modello di “abbondanza”. Al Forum mondiale dell’economia (World Economic Forum), 50 delle migliori compagnie del mondo ci prestano attenzione – desiderano tutti gli stessi risultati, ma partendo da punti di vista diversi. Ogni giorno possiamo vedere, passo dopo passo, un percorso sempre più chiaro davanti a noi.

Questo è un momento molto importante nella storia per l’umanità, e sta a noi unire e re-immaginare il mondo come lo conosciamo.

To read the English version of this piece, click here.

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