Per il Codacons è sconcertante il calo dell’alimentare, che registra addirittura un crollo del 4,5% su base annua. Se si considera che il dato incorpora sia la dinamica delle quantità che dei prezzi e che, nello stesso periodo di riferimento, i prezzi dei prodotti alimentari ad aprile erano saliti del 2,7%, ci si rende conto che gli italiani sono in dieta forzata, e non per la prova costume ma perché hanno finito i soldi.

La conferma, anche se non necessaria, arriva dal dato relativo alla forma distributiva. Non crollano più soltanto le vendite dei piccoli negozi, orami in caduta libera da secoli, ma anche quelle degli ipermercati che, nonostante le continue offerte promozionali, vedono precipitare le vendite del 5,5%.

A salvarsi solo i discount con un misero +0,4%. In pratica gli italiani non solo mangiano quantitativamente meno, ma sono costretti ad abbandonare le marche famose e pubblicizzate che hanno reso famoso il made in Italy nel mondo. In questa situazione anche un bambino dell’asilo capirebbe che aumentare l’Iva equivarebbe a dare il colpo di grazia a chi è già sul lastrico.