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Codici: 6,7 milioni di italiani in grave difficoltà economica

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I numeri sono inquietanti: si parla di 6,7 milioni di italiani che versano in grave difficoltà economica. Sono persone che non possono affrontare una spesa imprevista di 800 euro, che risparmiano sul riscaldamento della casa, che sono in ritardo con i pagamenti dell’abitazione. Nel 2011 le persone in grave difficoltà sono aumentate, passando dal 6,9% della popolazione, pari a 4,2 milioni di persone, a 6,7 milioni, cioè l’11,1%, con un incremento di 4,2 punti percentuali. Cresce anche il rischio povertà: calcolato sul reddito del 2010 nel Centro tale rischio è passato dal 13,6% al 15,1% e nel Mezzogiorno dal 31% al 34,5% (Bes 2013, Istat – Cnel).

La situazione è allarmante: quando anche arrivare alla fine del mese è faticoso, l’incombenza di una spesa imprevista può far precipitare una famiglia nel baratro. È proprio in questi casi che le persone si ritrovano con facilità in condizioni di sovra indebitamento e, a volte, cadono nella morsa dell’usura.

E i dati sull’usura, nel Lazio in particolare, sono tutt’altro che rassicuranti, come emerge dall’ultima conferenza Codici sul rapporto 2012 del numero verde antiusura (progetto realizzato con il contributo della Provincia di Roma). Mentre fino a qualche anno fa il fenomeno dell’usura era circoscritto alle piccole imprese, ai piccoli artigiani, i cosiddetti produttori di reddito, oggi ad essere esposti all’usura sono le famiglie, i giovani senza lavoro e la fascia degli adulti.

Si consideri che la maggior parte delle segnalazioni al numero verde (39%) riguardano le informazioni sul fenomeno, un dato in salita rispetto allo scorso anno: un segno di grande interesse, che può portare alla decisione della denuncia. Molte anche le segnalazioni che riguardano specificamente il sovra indebitamento, il 28%. Ben il 26% delle telefonate riguardano l’usura e la sua prevenzione, dato che mostra una importante crescita del 18% rispetto al 2011. Questo potrebbe evidenziare un tendenziale aumento del fenomeno e della volontà di denunciare, piuttosto che assumere un comportamento omertoso.

Nel 2012 aumentano anche le donne che si rivolgono al numero anti usura. Le loro segnalazioni ammontano al 66% del totale, mentre lo scorso anno la percentuale si attestava intorno al 53%. Sale la fascia di età delle persone con problemi si usura e sovra indebitamento. Mentre l’anno scorso si rilevava una spiccata propensione dei giovani dai 26 ai 45 anni a rivolgersi al numero verde (il 54% delle telefonate), nel 2012 il fenomeno si attenua. Le segnalazioni provenienti dalla fascia giovanile si attestano infatti intorno al 30%, mentre le segnalazioni della fascia di età compresa tra i 46 e i 65 anni passano dal 24% del 2011 al 58% del 2012.

“Oggi sono molti gli italiani che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e una spesa improvvisa, come una multa o delle spese sanitarie possono diventare veramente un grande problema – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – In tali condizioni aumentano le categorie di persone che versano in difficoltà economiche e che quindi potrebbero ricorrere allo strozzino. E una volta caduti nella morsa dell’usura la strada per uscirne è molto tortuosa”.

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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