Assurdo e sconvolgente il caso di un padre ingiustamente incriminato dell’accusa più infamante per un genitore, dopo che nel 2001, aveva chiesto la separazione e la moglie lo aveva denunciato. Non ha visto la figlia per 13 anni, e solamente dopo 16 anni di attesa è stato assolto con formula piena dall’accusa di aver violentato la figlia minorenne nel 2001.

Chi risarcirà quest’uomo per aver vissuto nell’onta e per non aver visto e vissuto sua figlia, per la quale lui ora è un perfetto estraneo.

Sono due milioni i padri separati in Italia che non vedono più i propri figli o che, dopo grandi difficoltà, richieste su richieste, estenuanti verifiche da parte dei Tribunali o dei Servizi sociali, riescono a ottenere solo ‘incontri protetti’. Vuol dire che il Tribunale, per vari motivi, decide che padri e figli possano vedersi solo alla presenza di una psicologa o di un altro esperto che controlla e verifica.

La stragrande maggioranza di queste situazioni sono conseguenza di accuse infondate ordite dalle ex mogli per alienare il padre dai figli. La più vergognosa, ma più usata e consigliata da avvocati senza scrupoli che vogliono far ottenere l’affidamento esclusivo alla madre, è quella degli abusi sessuali. A farne le spese sono i padri, che non riescono ad avere strumenti idonei per tutelare i loro diritti, e il minore che non riesce ad avere un rapporto sereno e continuativo nel tempo con il padre.

Sempre più spesso agli sportelli di CODICI si sono rivolti genitori che lamentano situazioni di sofferenza, mettendo in evidenza come l’utilizzo strumentale delle procedure di separazione, la lentezza dei procedimenti, l’eccessiva prudenza dei giudici e  la mancanza di sanzioni verso comportamenti scorretti ed infamanti di un genitore verso l’altro, sono spesso utilizzati come strumenti per esercitare indebite pressioni verso il genitore più debole.

In Italia è palese uno sbilanciamento quando si tratta di madri. Quest’ultimo si sta rivelando pericoloso, perché sta in qualche modo orientando i giudici a tutelarle maggiormente nei casi di affidamento esclusivo dei figli, che pur di essere ottenuto viene sostanziato da accuse spesso infondate di violenza nei confronti dell’ex marito, anche grazie alla connivenza di avvocati che ben sanno dove andare a parare pur di ottenere il benestare del giudice.

Costume ormai consolidato, contro il quale Codici si batte da tempo sostenendo il diritto alla bigenitorialità attraverso la Campagna “Voglio Papà”. La giurisprudenza italiana presenta ancora troppe criticità e ingiustizie sul tema dell’affidamento dei figli in seguito alle separazioni.

I giudici, in caso di affido condiviso, adottano provvedimenti stereotipati a favore dell’ex sesso debole, pur non essendo presenti reali motivazioni che pesino da una parte piuttosto che dall’altra.
Nonostante entrambi i genitori siano ritenuti ugualmente in grado di sostenere le esigenze dei propri figli, solo il 5% dei bambini in affido congiunto vengono affidati ai padri, e non viene garantito il principio di bigenitorialità che i padri separati rivendicano sempre con più forza.

Per segnalazioni continuate a contattarci al link: http://codici.org/voglio-papa.html