Ieri 28 febbraio 2017, ha avuto luogo l’Audizione tenutasi presso la Camera dei Deputati sull’indagine conoscitiva in merito alla delega fiscale. Si è parlato delle possibili semplificazioni del settore fiscale presso la Commissione Parlamentare per la Semplificazione presieduta dall’On. Bruno Tabacci, dove sono stati auditi anche i rappresentanti delle Associazioni del CNCU, tra cui Codici.

In Italia il fisco è strutturato in modo tale da allontanare il cittadino dallo Stato, e tende a considerare il contribuente consumatore come un truffatore seriale che va incalzato. Il consumatore è tartassato dal prelievo fiscale, e nel nostro Paese non si parla mai della qualità, e poco della numerosità delle tasse che arriva a dei livelli stratosferici, soprattutto se paragonata a quella degli altri Paesi europei.

Paradossalmente anche questa norma che avrebbe dovuto inserire principi di semplificazione, non ha fatto altro che aumentare il numero di adempimenti a carico del cittadino.

L’attuazione della delega fiscale, a nostro avviso ha peggiorato il rapporto tra contribuente e fisco.

L’esempio più lampante è quello derivante dall’introduzione della legge di conversione sulla rottamazione, infatti da allora è accaduto che:

1)      La dichiarazione Iva è passata da annuale a trimestrale (aumento dei costi e degli adempimenti);

2)      Lo “spesometro” da annuale è diventato prima trimestrale e, dopo le polemiche semestrale (senza considerare che è uno strumento del tutto inutile e fuorviante per gli accertamenti perché facilmente aggirabile);

3)      Regime semplificato per cassa, ovvero si scaricano costi e pagamenti solo a transazione avvenuta, praticamente si aumentano gli adempimenti aumentandone i costi.

Lo statuto del contribuente poi, è inevaso in ogni sua tutela, il primo a non rispettarlo è lo Stato attraverso le sue Agenzie di riscossione e la stessa Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda i dati relativi ai reati di evasione o elusione: con gli ultimi provvedimenti è vero che si sono riviste delle soglie oggettivamente anacronistiche, ma in realtà si è risolto solo il problema lato grandi imprese, penalizzando così i piccoli.

E’ evidente che si tenti di risolvere il tutto con aggiustamenti di software per le grandi softwarehouse che incasseranno più denaro, le grandi aziende saranno coperte da questa modalità mentre ai piccoli rimane tutto il gravame.

Enorme potere regolatorio dell’Agenzia delle Entrate che, invece di verificare i corrispettivi effettivamente erogati dai contribuenti, oppone resistenza con regolamenti interni che snaturano la tutela degli stessi e questa stessa resistenza permane quando i cittadini devono essere risarciti.

Le proposte di Codici:

–          Introduzione della tecnologia BlockChain e di una moneta elettronica la (LIRA) per il pagamento e il rapporto fisco contribuente.

–          La totale revisione dello Statuto del contribuente, con la costituzione di un gruppo di lavoro di

esperti (come è stato fatto in altri settori) con il compito entro 6 mesi di riformare lo Statuto e proporre un’analisi comparativa su base europea delle tutele e delle prassi migliori per rendere più amichevole il rapporto contribuente consumatore – fisco.

La fiscalità, primo problema nel Paese necessita di una riforma del sistema fiscale italiano anche sulla base dello Statuto del contribuente che ad oggi è una semplice enunciazione di intenti, norme pedissequamente eluse che quindi andrebbero elevate ad altro rango.

Il sogno della detrazione totale delle spese per la vita (con l’introduzione di un paniere apposito), rimane un obiettivo irrinunciabile a cui il fisco italiano deve tendere per garantire il corretto flusso e la giusta responsabilità in capo ad ogni contribuente e operatore.