Ancora bollente il dibattito sull’Ilva. Dalla recente notizia delle dimissioni del Cda, all’ipotesi dei mancati investimenti, i lavoratori della ormai famosa azienda siderurgica da mesi sono sprofondati in un clima di crescente preoccupazione. Oggi l’Usb, Unione sindacale di base di Taranto, annuncia che se il Governo non avvierà iniziative di risanamento del territorio salvaguardando l’occupazione, procederà ad occupare la fabbrica.

Odierno anche il commento del sottosegretario allo Sviluppo, Claudio De Vincenti,  che afferma di puntare al proseguimento dell’attività produttiva di tutti gli stabilimenti dell’Ilva e degli investimenti necessari per attuare le richieste dell’AIA, l’autorizzazione integrata ambientale, che fissa vincoli in materia di salute e ambiente.

“Quello che il Codici vuole sottolineare è che l’Ilva non è solo una questione di posti di lavoro in pericolo. Non si può pensare che attraverso il “ricatto del lavoro”, un valore a cui comunque l’associazione attribuisce importanza vitale e che deve continuare ad essere garantito, si continui ad inquinare. – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – La salubrità ambientale e il rispetto della salute dei cittadini devono essere condizioni prioritarie da rispettare, essere arrivati alla situazione attuale è un segno di incredibile gravità. L’azienda deve pagare per le mancate bonifiche del territorio”.

Il Codici sottolinea comunque la grande importanza di garantire il posto di lavoro ai dipendenti, nonostante la difficoltà della situazione. L’associazione lancia anche un appello al Parlamento affinché intervenga per avviare una riqualifica e un risanamento dell’azienda e del territorio circostante. Il Codici, infine, sottolinea la necessità di una maggiore quantità di controlli per garantire la trasparenza sugli investimenti di denaro e sulle procedure interne a strutture aziendali di così importante rilevanza economica per il territorio.