Seguici su

Consumatori

CODICI: La trappola del quinto dello stipendio. Tribunale di Roma condanna Idea Finanziaria

Pubblicato

il

Il Tribunale di Roma ha dichiarato l’usurarietà del contratto e ha condannato la società Idea Finanziaria alla restituzione di tutti gli interessi.

Il Tribunale civile di Roma, ad esito di un lungo e complesso procedimento avviato ormai nel 2010, ha accolto in pieno le richieste avanzate per conto di un associato CODICI e ha dichiarato che gli interessi applicati al finanziamento sono risultati usurari; pertanto – prosegue la sentenza – il finanziamento ricevuto deve essere considerato gratuito.

La società finanziaria è stata quindi condannata alla restituzione in favore dell’utente di tutte le somme liquidate a titolo di interessi, commissioni e costi vari. Non solo, il Tribunale ha accertato che anche l’attività di mediazione creditizia, peraltro svolta in violazione dei diritti dei consumatori con pubblicità ingannevole e scorretta, è stata ritenuta usuraria.

Sono state decine le segnalazioni sottoposte all’attenzione dell’Associazione CODICI nel corso degli anni, aventi ad oggetto i contratti di finanziamento con cessione del quinto della Società Idea Finanziaria. Da queste sono scaturiti procedimenti civili e penali determinati da vizi abnormi di questi contratti: interessi usurari, mediazione usuraria, vessatorietà delle commissioni e dei costi applicati, omessa pubblicità ed informativa. La stessa Società Idea Finanziaria – ricorda l’avvocato Carmine Laurenzano che ha patrocinato per conto dell’Associazione la vicenda giudiziaria – è stata messa in fallimento con un provvedimento sanzionatorio della Banca d’Italia nel 2009.

Il dato che emerge da una recente indagine Eurispes, secondo la quale negli ultimi due anni circa il 12% per cento delle famiglie italiane si è rivolto a soggetti privati per ottenere un prestito, non potendolo ottenere dal sistema bancario, è allarmante.

Sul fronte delle famiglie, sempre più povere, la stima è che il prestito ammonti in media, a 10.000 euro, per una cifra di 30 miliardi di euro per 3 milioni di famiglie nel ruolo di vittime. Secondo la ricerca, il fenomeno riguarda un’azienda su dieci nei settori dell’agricoltura, del commercio e dei servizi. E i carnefici non sono solo le organizzazioni criminali, ma anche una serie di soggetti insospettabili che hanno approfittato della crisi per arricchirsi a scapito di chi è finito nei guai.

Codici chiede che le Istituzioni vigilino su un fenomeno in drammatica ascesa come quello dell’usura illegale e di quella legale, che permea il sistema del credito italiano. La cessione del quinto dello stipendio e della pensione dovrebbero essere un modo per far ripartire i consumi delle famiglie italiane sempre più povere e non un ulteriore sistema per vessarle.

Non è comunque troppo tardi per far valere i propri diritti e recuperare le somme indebitamente incassate dalla società finanziaria o dalle sue cessionarie.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Addio alle monetine da 1 e 2 centesimi

Pubblicato

il

Dal 1° gennaio 2019, la Zecca dello Stato sospenderà la produzione delle monetine da 1 e 2 centesimi, che non hanno mai riscosso grande simpatia da parte dei consumatori.

È bene precisare che si tratta di una sospensione contenuta nella legge di Bilancio 2018 (Legge 97/2017) del precedente Governo, dovuta agli eccessivi costi di produzione, gestione e distribuzione. La scorsa Legge di Bilancio prevede, inoltre, di arrotondare i prezzi al multiplo di 5 più vicino, per eccesso o per difetto.

Ma quanti di voi si aspettando che si arrotondi per difetto? Ai posteri l’ardua sentenza

Continua a leggere

Consumatori

Smartphone, quali rischi per la salute?

Pubblicato

il

Una campagna informativa da realizzarsi entro il 16 luglio 2019 sui modi corretti di utilizzo dei telefoni cellulari e cordless. È quanto prevede una sentenza del Tar del Lazio che obbliga i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione a informare i cittadini sui rischi di un uso improprio di questi dispositivi, “nonostante ad oggi le conoscenze scientifiche non dimostrino alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali”. I giudici amministrativi hanno così accolto parzialmente il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog che aveva contestato l’immobilismo sul tema da parte dei dicasteri, ciascuno per il proprio ambito di competenza.

Gli obiettivi della campagna informativa

La campagna d’educazione e informazione ambientale, si legge nella sentenza del Tar del Lazio, sarà “rivolta all’intera popolazione” e avrà come oggetto “l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (dunque, come detto, telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi”. Nel predisporre la campagna i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione dovranno avvalersi “dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute”. Particolare attenzione deve essere rivolta soprattutto ai bambini, considerato che utilizzano lo smartphone in età sempre più precoce. Far capire ai genitori che una sovraesposizione dei loro figli a questi dispositivi fin da quando sono piccoli potrebbe nuocere alla loro salute e al loro regolare sviluppo, è uno dei compiti che si deve prefiggere la campagna.

Ma è vero che l’uso eccessivo di smartphone fa male alla salute?

Al netto della sentenza del Tar del Lazio, ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino che un utilizzo oltre il dovuto degli smartphone sia connesso direttamente a un maggior rischio di contrarre tumori. In questo campo le ricerche delle massime organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali, comprese quelle portate avanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono ancora in corso. Detto ciò, in Italia la questione è attenzionata dal Ministero della Salute almeno dal 2012, anno in cui il dicastero aveva confermato che non vi erano certezze sulla presenza di un nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, specificando però che un collegamento non potesse essere del tutto escluso motivo per cui ci sarebbe stata continua sorveglianza sul tema. La campagna informativa che adesso viene imposta ai tre ministeri dal Tar del Lazio è un provvedimento che va pertanto interpretato in quella direzione.

Smartphone, qualche consiglio per usarlo correttamente

Ci sono alcuni semplici consigli da seguire per usare in modo corretto lo smartphone ogni giorno, evitando inutili utilizzi eccessivi di questo dispositivo. Quando si acquista uno smartphone è consigliabile scegliere dispositivi con un basso Tas (in inglese Sar), la sigla che indica il livello delle emissioni elettromagnetiche. Se si è a casa o in ufficio meglio usare il telefono fisso in quanto in ambienti chiusi il cellulare aumenta la potenza di emissione. Utilizzare sempre l’auricolare o il vivavoce per limitare gli effetti delle onde elettromagnetiche del dispositivo sul cervello. Se non si hanno degli auricolari a portata di mano, è bene evitare chiamate lunghe e, se necessario, alternare un orecchio con l’altro durante la conversazione. Le chiamate vanno effettuate solo c’è pieno campo, altrimenti il cellulare aumenta la sua potenza di emissione per riuscire a garantire la chiamata. Quando si dorme lo smartphone non va né tenuto né caricato vicino al letto. Mentre di giorno va tenuto il più possibile lontano dal proprio corpo: dunque non in tasca, ma sul tavolo se si è a casa o in ufficio, oppure nello zaino o in borsa se si è in movimento. Ci sono poi dei luoghi specifici in cui è sempre meglio spegnere il cellulare, come quando si è in ospedale o di fronte a persone con pacemaker e apparecchi acustici: in questo modo le onde del dispositivo non potranno interferire con le apparecchiature elettromedicali. Le donne in gravidanza sono molto più ricettive all’elettromagnetismo, motivo per cui è bene che evitino l’uso eccessivo degli smartphone. Capitolo a parte meritano, infine, i bambini. A scuola, come noto, l’utilizzo dello smartphone è vietato per legge. Se viene concesso ai più piccoli l’utilizzo del telefonino quando non sono a casa, i genitori devono attivare i filtri di sicurezza dedicati e raccomandare loro di usarlo solo per le chiamate di emergenza.

Continua a leggere

Consumatori

Annullate cartelle e multe sotto i 1.000 euro: come verificare se l’Agenzia delle Entrate Riscossione te le ha cancellate?

Pubblicato

il

Fonte: ADICONSUM

Cartelle/multe pagate dopo il 24 ottobre 2018

Tali somme andranno:

  • ai debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata prima del versamento
  • ai debiti scaduti o in scadenza.

In assenza di debiti, le somme versate saranno rimborsate.

Cartelle e multe che non prevedono l’annullamento automatico

La “pace fiscale” no n si applica alle seguenti tipologie di debiti:

  • debiti relativi alle risorse proprie tradizionali dell’UE e all’IVA sui prodotti di importazione
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’UE o da condanne pronunciate dalla Corte dei Conti
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie elevate a seguito di sentenze penali di condanna.

Continua a leggere