Codici suggerisce ai consumatori di partecipare all’azione collettiva sulla depurazione e notificare all’antitrust le pratiche commerciali aggressive. Nell’Ato5 continuano, anzi, peggiorano i disservizi per gli utenti. Mai come in questo momento c’è stato il picco di criticità derivante dalle croniche anomalie di gestione e controllo dell’Ambito del Lazio meridionale.

Un caos generale amplificato da movimenti interni all’asset amministrativo o direzionale del gruppo che controlla il gestore Ciociaro. Quanto sollevato negli ultimi anni dal Codici, cioè la mancata restituzione delle quote di depurazione, le fatture in consumo stimato, i rinvii e i mancati adeguamenti triennali della tariffe, hanno generato una situazione esplosiva. Temiamo il peggio.

Le notizie che ci giungono dall’utenza non sono assolutamente rasserenanti. Si parla di aumento esponenziale delle interruzioni di flusso, richieste economiche prive di ogni fondamento, anche su fatture contestate e su cifre frutto della fantasia più astrusa degli attuali amministratori. Si autoregolano, in mancanza del controllore e dell’indirizzo politico gestionale.

La politica si è completamente data alla macchia, dopo anni di speculazione con la sola finalità elettorale e clientelistica, gli amministratori ciociari, a tutti i livelli dal provinciale a quello comunale, hanno completamente debellato ogni forma di tutela dei consumatori, lasciando lo spazio ad un gestore che è risultato totalmente incapace di gestire l’Ato, centrale per lo sviluppo industriale della filiera del SII nel paese.

Acea oramai è una società che cerca di nascondere nei bilanci la sua debolezza gestionale. Abbiamo visto con gli scandali degli ultimi mesi cosa significa nascondere nei bilanci le criticità, prima o poi vengono fuori. Da parte del controllore, invece, risulta non esservi un giusto modo di interpretare il proprio ruolo di indirizzo politico e di controllo, anche grazie alla solite figure inadeguate presso gli organismi tecnici.

Gli unici che hanno risentito di questo indicibile clima sono stati i consumatori. Famiglie lasciate senza fornitura per giorni, settimane, mesi. Distacchi a famiglie in stati di disagio elevatissimo, fatture con importi spropositati a causa delle mancate letture per anni e di conguagli calcolati su stime autoprodotte senza alcun riscontro effettivo. Consumi in eccesso, fatture in conto stimato, mancate restituzioni di somme, gestione della fatturazione con modelli di calcolo e gestionali non certificati.

Inoltre aggiungiamo le drammatiche condizioni in cui versa la rete, sempre più oggetto dell’incremento di indici negativi, derivanti da una non programmazione di rete fino alle perdite stradali abnormi e alle perdite di rete più elevate rispetto alle captazioni. Non si vedono investimenti da anni e quei pochi sono comunque il frutto di una programmazione non conforme con le reali esigenze della rete provinciale. Anche agli occhi delle istituzioni nazionali il gestore dell’Ato5 e l’intero ambito territoriale appaiono come il “bad cases”, un brutto caso da non imitare, da isolare dalla storia gestionale del SII.

Convinti di aver cercato tutte le forme possibili di dialogo, interlocuzione e di risoluzione bonaria delle criticità, ormai abbiamo perso ogni speranza e auspichiamo solo il pronto fallimento del gestore e l’intervento coatto dell’Aeeg. Per quanto attiene la tutela del consumatore, Codici persegue le sue azioni. Continua e si rafforza la raccolta dei mandati per l’azione collettiva sulla quota di depurazione e le segnalazioni all’Agcm sulle pratiche commerciali scorrette, mediante il sito dell’Antitrust.

Ricordiamo, infatti, che la prassi dell’azienda di inviare fatture in conto stimato e non rispondere ai reclami, si configura come pratiche commerciali scorrette ed aggressive, sanzionabili dall’autorità di tutela del consumatore.
Mediante una semplice segnalazione sul sito Agcm, allegando prove dimostrative come le fatture, l’Autorità può aprire istruttorie, sanzionare l’Acea e farla smettere di vessare l’utenza. Invitiamo i consumatori ad andare sul sito agcm.it ed usare il modello per le segnalazioni allegando le fatture stimate.

Per coloro che hanno necessità di assistenza ricordiamo i canali di contatto: assistenza alla contestazione delle fatture con lo sportello provinciale di Frosinone in via Mascagni, oppure si possono avere indicazioni attraverso modelli consultabili sul blog territoriale codicisora.myblog.it, la posta di assistenza al consumatore codici.lazio@codici.org.