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Codici: un’infarinatura su come leggere la bolletta elettrica

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Per il consumatore è fondamentale acquisire una certa dimestichezza nel leggere la propria bolletta di energia elettrica, al fine di capire cosa paga e che significato hanno le differenti voci.

Ecco quindi spiegate qui di seguito, quelle che potrebbero non essere così chiare. Attualmente ci viene recapitata la bolletta sintetica o 2.0 che dir si voglia, con le voci principali, senza il quadro di dettaglio, ma per qualsiasi delucidazione, si può richiedere al proprio operatore di energia.

In tutte le bollette, nella prima pagina si trovano il:

  • Numero di utenza
  • POD ovvero il codice che identifica in maniera univoca ciascuna fornitura
  • Numero di accordo commerciale

La bolletta si paga in base alla tariffa, che può essere mono o bioraria, in quanto si differenzia per il profilo di consumo nell’arco della giornata, così si parla di:

  • Tariffa monoraria: detta anche Fascia Unica, che prevede un solo prezzo uguale indipendentemente dall’orario.
  • Tariffa bioraria: qui i prezzi sono differenti su due fasce orarie, solitamente troverete un prezzo più alto per la fascia F1 (diurna) e un prezzo più basso per la fascia F2- F3 (sera e festivi). In genere queste sono le tariffe principali, esiste anche una tariffa trioraria all’interno della quale viene applicato un prezzo differente a ciascuna delle tre fasce, ma di norma si tratta di offerte rivolte al mercato business.

Vi sono poi le fasce orarie dell’energia elettrica: F0, F1, F2, F3, questa ha un prezzo diverso a seconda del momento in cui la si utilizza:

  • F0 – cioè fascia unica: viene utilizzata in bolletta per identificare i contatori tradizionali, che non consentono di tracciare i consumi per fascia oraria.
  • F1 – ore di punta: 8 – 19 dal lunedì al venerdì, escluse le festività nazionali
  • F2 – ore intermedie: dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 dei giorni feriali. Dalle 7 alle 23 del sabato.
  • F3 – ore fuori punta: sostanzialmente da mezzanotte alle 7 del mattino e dalle ore 23 dal lunedì al sabato. Alcuni operatori fanno riferimento anche a fasce denominate F2+3 o F23: si tratta dell’unione della fascia F2 con la Fascia F3, tipica della tariffa bioraria e corrisponde ai seguenti orari: dalle 19.00 alle 8.00 di tutti i giorni feriali, tutte le ore per sabati, domeniche e giorni festivi.

Per quanto riguarda le voci in bolletta, le principali componenti di costo nelle fatture dell’energia elettrica sono:

  • Servizi di vendita
  • Servizi di rete e Oneri generali
  • Imposte

Nel grafico sottostante, l’incidenza di queste voci nella bolletta della famiglia italiana media
Fonte: AEEGSI, III trimestre 2015, Composizione percentuale della spesa per l’energia elettrica per il cliente domestico “tipo” (con consumi annui pari a 2700 kWh e potenza pari a 3 kW) in regime di maggior tutela.

I servizi di vendita si dividono in tre voci e si riferiscono a tutte le attività svolte dal fornitore per acquistare e rivendere l’energica ai propri clienti:

  • Costo dell’energia
  • Costo per la commercializzazione e la vendita
  • Costo del dispacciamento

Il costo dell’energia corrisponde al costo per l’acquisto, comprensivo di eventuali perdite durante il trasporto sulle reti di trasmissione e distribuzione. Per i clienti in regime di maggior tutela, il prezzo dell’energia viene determinato dall’Autorità ogni trimestre. Per il mercato libero, invece, questo costo dipende dal contratto che si ha con il proprio gestore, quindi sono i consumatori a scegliere in base all’offerta che sottoscrivono.

Il costo di commercializzazione e vendita corrisponde alle spese che i gestori sostengono per raggiungere i loro clienti, per il merc

ato tutelato la quota è determinata dall’Autorità. Per il mercato libero dipende dal proprio operatore.

Il costo di dispacciamento viene sostenuto per mantenere in equilibrio il sistema elettrico, in modo che non ci siano sbilanciamenti di rete, sostanzialmente per il bilanciamento tra energia “consumata” prelevata dalla rete ed energia “prodotta” immessa nella rete.

Poi vi sono i servizi di rete che comprendono: i costi relativi al trasporto dell’elettricità, dagli impianti di produzione fino a casa nostra, qui è compresa anche la “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”. Il costo è determinato dall’Autorità. Per gestione del contatore si intende il costo sostenuto per gestire e leggere i contatori e per gestire i dati delle letture.

Gli oneri generali di sistema comprendono gli importi fatturati per la copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico, che vengono pagati da tutti i clienti finali del servizio elettrico. Le tariffe possono variare in corrispondenza del fabbisogno per la copertura degli oneri, di norma vengono riviste ogni trimestre e sono composte da:

–          una quota energia (euro/kWh)

–          una quota fissa (euro/anno), la quota fissa non è applicata alle abitazioni di residenza anagrafica, ma solo ai domiciliati.

All’interno della voce “oneri generali di sistema” sono comprese anche le seguenti voci per cui tutti paghiamo: A2 (oneri nucleari), A3 (incentivi alle fonti rinnovabili), A4 (agevolazioni per il settore ferroviario), A5 (ricerca di sistema), Ae (agevolazioni alle industrie energivore), As (oneri per il bonus elettrico), UC4 (imprese elettriche minori), UC7 (promozione dell’efficienza energetica), MCT (enti locali che ospitano impianti nucleari).

Dulcis in fundo, alla voce imposte sono comprese le voci relative all’imposta di consumo (accisa) e all’imposta sul valore aggiunto (IVA). L’accisa si applica alla quantità di energia consumata, quindi i clienti domestici con potenza fino a 3 kW, quella generalmente impegnata dalla maggior parte delle famiglie che godono di aliquote agevolate per la fornitura nell’abitazione di residenza anagrafica. L’IVA invece, si applica sull’importo totale della bolletta.  Attualmente, per le utenze domestiche è pari al 10%, per le utenze non domestiche è pari al 22%.

Per segnalazioni e problemi in merito alle fatture elettriche potete contattarci su: http://codici.org/energia.html

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EU, verso la regolazione delle centrali GEOTERMICHE- Osservate speciali quelle EGP, di Dario Tamburrano

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Fonte: Dariotamburrano.it

A Strasburgo il partito si é messo (invano) di traverso alla nostra azione per una legge UE sulle emissioni. Ma ha scelto il momento meno adatto

Il bubbone delle emissioni in atmosfera da parte delle centrali geotermiche é diventato palese subito dopo il sì pronunciato mercoledì dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo al nostro emendamento che apre la strada ad una legge UE per normare queste stesse emissioni. I vertici di Enel Green Power sono indagati a proposito delle emissioni (“getto pericoloso di cose e inquinamento”) di due impianti, Bagnore 3 e Bagnore 4, situati a Santa Fiora, ai piedi del Monte Amiata. Vari dettagli sono disponibili sui giornali locali oggi in edicola.

NORME UE SULLE EMISSIONI, IL PD ITALIANO A STRASBURGO SI E’ MESSO (INVANO) DI TRAVERSO

Le centrali geotermiche italiane emettono grandi quantità di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente, fra le quali spicca il mercurio. Si trovano (per ora) tutte in Toscana, una Regione che il PD ha governato quasi senza interruzioni. Proprio oggi, mentre circola la notizia delle indagini sulle emissioni, un esponente del PD toscano polemizza con la nostra azione a Strasburgo e scrive testualmente che la geotermia rappresenta  “lo strumento per crescere in un ambiente più pulito”. Solo pochi giorni prima la eurodeputata Simona Bonafè in compagnia dell’indagato Montemaggi aveva incensato la geotermia senza se e senza ma.

All’interno del Parlamento Europeo il PD ha cercato con ogni mezzo – ma invano – di impedire l’approvazione del nostro emendamento sulla geotermia. Abbiamo già scritto come hanno votato sulla geotermia gli europarlamentari italiani. A parte qualche defezione personale, gli eletti nelle liste PD hanno detto “no”. Alcuni di essi hanno accolto addirittura con isteria la prospettiva di una legge europea. Lo svela l’eurodeputato Flavio Zanonato, eletto nelle liste del PD ma passato a MDP, Movimento Democratico Progressista e ora candidatonelle fila di Liberi e Uguali.

Per apprezzare le rivelazioni di Zanonato bisogna tener presente che il PD italiano fa parte, a Strasburgo e a Bruxelles, di S&D, il raggruppamento politico europeo di centrosinistra cui appartiene anche lo stesso Zanonato. A quanto egli dice, la moscia riunione degli S&D svoltasi alla vigilia dell’assemblea plenaria di Strasburgo per definire il voto si é improvvisamente accesa quando le renzianissime Bonafè, Toia e De Monte sono intervenute una dopo l’altra “per valorizzare l’energia geotermica” e per bollare come “non condivisibile” la parte del nostro emendamento (poi approvata) che apre la porta ad una legislazione UE sulle emissioni. Zanonato é intervenuto a favore di questa parte dell’emendamento ma sue testuali parole su facebook “Apriti cielo, avrei fatto irritare di meno la Patrizia Toia se avessi parlato male di Garibaldi”. Si é alzata dalla poltrona,  Zanonato le ha risposto per le rime e insomma devono essere volati gli stracci.

Zanonato non fornisce lumi sul prosieguo della riunione. Da un altro suo post si evince però che, non sappiamo con quali parole, il PD italiano ha provato a convincere (con risultati parziali) l’intero gruppo S&D a cambiare idea sul testo dato che nella commissione parlamentare ITRE gli S&D avevano votato a favore del nostro emendamento sulla geotermia; in assemblea plenaria il gruppo socialista si è spaccato e l’emendamento M5S è stato approvato con 395 sì, 272 no e 10 astensioni grazie ai voti di Verdi, GUE, ALDE (Liberali), PPE (centrodestra) e di alcuni socialisti di altri paesi membri (tra cui tutti gli italiani di Liberi e Uguali dei quali lo stesso Zanonato fa ora parte).

I VERTICI DI ENEL GREEN POWER INDAGATI PER LE EMISSIONI DI DUE CENTRALI GEOTERMICHE TOSCANE

Non riusciamo ad immaginare i motivi – o almeno: non riusciamo ad immaginare motivi confessabili – per i quali il PD abbia detto no a regole europee per proteggere l’ambiente e la salute. Vien da chiedersi se non abbiamo un peso le decine di milioni di euro l’anno che Enel Green Power percepisce come incentivo per le energie rinnovabili al fine dei conseguimento degli obiettivi climatici UE nonostante la geotermia dell’Amiata emetta più gas serra di centrali di pari potenza a combustibili fossili?

Sta di fatto che il PD ha scelto proprio il momento meno adatto a mostrare il suo appoggio entusiasta alla geotermia senza se, senza ma e senza regole europee: i vertici di Enel Green Power sono indagati per ipotesi di reato legate alle emissioni delle centrali geotermiche Bagnore 3 e Bagnore 4. Ieri, proprio il giorno i voto a Strasburgo, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto ha affidato ad un perito l’incarico di appurare se le emissioni di mercurio ed ammoniaca siano o meno conformi alle norme di legge e se, per limitarle, vengano utilizzate le migliori tecnologie disponibili.

La perizia sarà pronta in 90 giorni, salvo proroghe. Se non ce ne saranno, verrà discussa un un’udienza già fissata per l’11 maggio.

 

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Altra crociera da incubo, MSC in Martinica

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Codici avvia una nuova raccolta di adesioni per richiedere gli indennizzi e il danno da vacanza rovinata, per importi che si aggirano intorno ai 2.000 euro ciascuno

 

Roma, 22 gennaio 2017. Dopo l’avvio dell’azione cumulativa, da parte di Codici, per oltre 50 malcapitati turisti della Costa Pacifica nell’itinerario “Le perle del Caribe”, durante le ultime vacanze natalizie, giunge la notizia dei gravissimi disservizi e disagi causati, da MSC e Meridiana, in danno di 255 croceristi al rientro in Italia da Martinica, con volo per Milano Malpensa.

I turisti, proveniente da tutta Italia, a seguito di un guasto del velivolo sono stati costretti a scendere dall’aereo e a trascorrere l’intera notte nel settore bagagli dell’aeroporto di Martinica, accampandosi alla meno peggio in attesa della ripartenza, fissata per il giorno dopo.

“L’ennesima disavventura merita congrui risarcimenti”, come spiega l’Avv. Stefano Gallotta, che sta seguendo la vicenda dei turisti della Costa Crociere e di numerosi altri gruppi di vacanzieri: Abbiamo appreso dalla stampa l’incredibile notizia dell’ennesima vacanza rovinata in danno dei croceristi italiani. E’ incredibile che tante famiglie, con molti bambini e anziani al seguito, non siano state fatte alloggiare negli alberghi, come espressamente previsto da specifici precetti nomativi, ma abbandonate in aeroporto”.

Vi è una gravissima violazione degli obblighi contrattuali da parte della Msc e del vettore aereo, da cui promana, quanto meno, la compensazione pecuniaria di cui al Regolamento CE n. 261/2004 per il ritardo aereo, pari a Euro 600,00 ciascuno, oltre a un importo per la violazione degli obblighi di assistenza, ai sensi del medesimo Regolamento, nonché l’ulteriore risarcimento per il danno da vacanza rovinata, disciplinato dal Codice del Turismo e da quantificarsi in via equitativa: il tutto, per cifre che possono aggirarsi intorno ai duemila euro pro capite.

Invitiamo i malcapitati turisti della crociera in questione a rivolgersi a Codici (cell. 377.3500500 o email codici.corato@codici.org), meglio se entro dieci giorni lavorativi dal loro rientro a casa, per ottenere consulenza e assistenza, anche in forma collettiva, stanti le inconfutabili responsabilità della compagnia di navigazione italiana e del vettore aereo.

 

CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino
Associazione di Consumatori e Utenti – ONLUS
cell. 377.3500500

 

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150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

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Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

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