A seguito dell’articolo pubbicato su questo giornale a firma di Luigi Gabriele, dal titolo:
Bollette Energia e Gas: AEEG prova a difendere il coefficiente di morosità

La Direzione Mercati dell’AEEG con una nota indirizzata a Luigi Gabriele ,ha fornito delle riposte ai quesiti sollevati:

a) l’affermazione che il sistema indennitario è un “meccanismo che riduce il rischio d’impresa degli operatori del gas e dell’energia, trasformando chi non ha pagato una bolletta perchè arrivata in ritardo o perché soggetto a contratto truffa, in moroso a spese della CCSE Cassa conguagli del servizio elettrico (ovvero la cassa di tutti i consumatori)” è sbagliata e forviante in quanto:
– il sistema indennitario ha come principale finalità quella di fare pagare la morosità a chi l’ha generata (secondo il principio che è corretto fare pagare a chi ha effettivamente consumato l’energia elettrica) e portando quindi a minimizzare la socializzazione su chi paga sempre;
– sono definite specifiche tempistiche sul venditore che deve presentare richiesta di indennizzo (la richiesta deve essere presentata tra i 6 e i 12 mesi dallo switching) e specifiche tutele sul cliente finale (tra cui che il cliente sia stato costituto in mora e nella comunicazione di costituzione in mora gli venga comunicato che gli verrà applicato il Cmor se non paga);
– non è vero che il sistema sia a spese della Cassa (indicata “cassa di tutti i consumatori”): il sistema non genera alcuna onerosità sugli altri consumatori. I soldi necessari per pagare il venditore che ha fatto richiesta di indennizzo vengono pagati dal nuovo venditore che serve il cliente finale che ha cambiato fornitore e non ha pagato le ultime fatture. Nei casi in cui il nuovo venditore non paga (ad esempio perchè il cliente finale non esiste più) la richiesta di indennizzo viene annullata. Quindi nulla di questo sistema viene socializzato.

b) l’affermazione “Il sistema prevede lapplicazione al cliente finale del 58% del credito insoluto verso il venditore che si è lasciato viene coperto dalla CCSE, che restituisce i soldi al vecchio venditore senza chiedersi nemmeno perchè il consumatore non ha pagato.” è imprecisa in quanto:
– il dato del 58% deriva dal rapporto tra il totale degli indennizzi riconosciuti rispetto al totale del credito per cui può essere presentata richiesta di indennizzo, relativamente ai dati messi a disposizione nel corso della presentazioni di tutto il periodo di operatività del sistema (luglio 2011 – febbraio 2013). Il restante 48% rimane sul venditore uscente e non viene coperto dalla CCSE;
– al singolo cliente finale il livello dell’indennizzo applicabile è commisurato al credito relativo agli ultimi 3 mesi di fornitura rimasto insoluto. Tale livello di credito rimasto insoluto non può comunque essere superiore all’importo stimato di due fatture.
– sono previsti dalla disciplina specifiche tutele al cliente finale tra cui il fatto che la richiesta di indennizzo non è ammissibile se il cliente finale non ha ricevuto risposta motivata dal vecchio venditore ad una eventuale richiesta di rettifica di fatturazione o ad un reclamo inerente i corrispettivi non pagati.

c) l’affermazione che il sistema indennitario “determinerebbe un ingiusto sbilanciamento dei diritti e dei rapporti contrattuali, tutti a favore degli incumbent del mercato, a danno dei consumatori e del mercato stesso.” non è supportata dai dati che abbiamo messo a disposizione. I dati infatti fanno vedere che sono soprattutto gli operatori sul mercato libero che ottengono gli indennizzi medi più alti.

Ringraziamo AEEG per le risposte fornite.
Luigi Gabriele
Affari istituzionali e Regolatori Codici